Per un pugno di ninne

Scritto da Patrizio Cossa il 26 Novembre 2015

neonata

Capisci di essere diventato grande quando ti addormenti sul divano e ti svegli sul divano” (web)

Questa frase racchiude tutto il mondo genitoriale in un unico grande evento che è quello delle ninne.

Per far addormentare mia figlia ho sperimentato diversi metodi: passeggiare per casa, metterla in macchina e fare il giro del palazzo, sul divano con il phone acceso, darle da mangiare da sdraiata, con il ciuccio….

Ma fin ora nessuno di questi ha dato continuità.

O meglio, hanno funzionato tutti.

Un paio di volte.

Poi basta.

Quindi ogni volta bisogna inventarsi qualcosa di nuovo.

Quando finalmente si è addormentata, ci sono quei primi minuti in cui il sonno è ancora troppo leggero e ogni minimo rumore può far ripartire la giostra.

In quei minuti io e la mia signora come moderni ninja ci aggiriamo per casa senza neanche toccare il pavimento.

Calati dall’alto con le corde tipo Mission Impossible, ci lanciamo i piatti per apparecchiare senza farli tintinnare tra loro.

Stappiamo il vino bucando direttamente la bottiglia, altrimenti il tappo fa rumore.

Le sedie hanno i feltrini sotto le zampe, anche i bicchieri e le posate ce li hanno.

Poi accade l’imprevisto.

Generalmente è il campanello suonato da un venditore di qualcosa.

Oppure il cifotono con il postino (che per sua natura suona sempre due volte).

E lei si muove.

Un attimo di panico e immobilità generale.

Tutto si ferma.

Il cuore.

Il giornalista alla tv.

L’acqua che scende dal rubinetto.

Lei si gira su se stessa.

Apre gli occhi ma non guarda.

Il sangue si gela nelle vene.

Poi li richiude.

E tutto torna alla normalità.

E così va avanti per tutti i giorni, una lotta per fare qualcosa che invece noi genitori vorremmo disperatamente riuscire a fare.

Non dormo ininterrottamente per più di 6 ore da 5 mesi!

Eppure quando si addormenta, dopo una serie infinita di parolacce, la guardi sorridere nel sonno e capisci che se ti addormenti ti perdi questo spettacolo e allora resti li incantato, a guardarla, con quel respiro calmo, quella bocca semi aperta.

E pensi che stai facendo tutto bene, che lei cresce bene, che è felice, e che anche tu lo sei.

Magari con poco sonno.

Ma sei felice.

Bio
Sono Patrizio Cossa, detto “Papo”. Ho 31 anni, sono romano e sono un autore teatrale e televisivo.
Dirigo il Centro Sperimentale di Inprovvisazione e Teatro “Assetto Teatro” di Roma, dove formo Improvvisatori, attori e insegno alle persone a parlare in pubblico senza paura del giudizio proprio e degli altri.
Ho aperto un blog per neo-papà e quasi neo-papà per aiutarci ad affrontare il panico da “Papà? Io? Aiuto!!” e ho un passato da chef.
LINK:
nientepanico.patriziocossa.com
www.patriziocossa.com




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Commenti

8 commenti a “Per un pugno di ninne

  1. non mollare ,capirà che quello è un momento solo vostro prima nella nanna.Non pensare che il nostro abbia fatto dormire,anche lui fino a 4 anni (ora ne ha 5)si svegliava e voleva il “nenne” alle 4,ma con gli occhi chiusi,una biberonata di latte e giù.il più era per mia nuora! Ma basta una favoletta che lui già scodinzola perché ha sonno!

  2. Abituata benissimo con Polpetta che dai due mesi e mezzo in poi mi dormiva sei ore filate, è stato un trauma quando ho capito che Pulcino non avrebbe fatto altrettanto.
    Ha quasi cinque mesi, ma si sveglia ancora ogni due ore, la notte…
    Ma passerà. E quando sarà passato, lui sarà grande.
    Quindi sopporto il sonno e le occhiaie e vivo i momenti importanti con il mio piccolo. Momenti che poi scivoleranno via e non torneranno più.
    Ecco.. Non è sempre facile, eh!
    Ma poi si addormenta e me lo sbaciucchio sempre!

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