I test sono conclusi.

I tecnici hanno dato l’ok.

Manca solo lei.

Se si convince è fatta.

Il primo passo è quello più importante.

La vedo concentrata mentre si alza in piedi.

La mano sul tavolino.

Misura mentalmente la distanza che c’è tra lei e la sedia davanti.

Pochi centimetri che sembrano un mondo.

Ma lei è coraggiosa e sa che può farcela.

Immagino dentro il suo cervello quello che può succedere.

Tutti attivi e pronti, i sensi al massimo della concentrazione, muscoli tesi.

“Ragazzi, ormai abbiamo capito come funziona! Mi raccomando, non perdete di vista l’obiettivo. Niente deve distrarci.”

“Si signore!”

Al tre ci stacchiamo, gamba destra su, poi giù, appoggiamo tutta la pianta, spostiamo il baricentro, gamba sinistra su, in avanti, poi giù e appoggiamo la pianta. E così via fino all’obiettivo. Tutto chiaro?

“Si signore!”

Niente distrazioni. Al tre partiamo. Uno….. due…

“Ma questa è la sigla di Peppa Pig!”

Selina si gira di scatto verso la tv, sbaglia a poggiare il piede e si ritrova a terra.

Fortunatamente il pannolino attutisce il colpo.

“Accidenti ragazzi, ho detto niente distrazioni. Vi ho chiesto 3 secondi, non una vita”

“Scusi signore ma è stato più forte di noi. L’udito ha trasmesso il messaggio al cervello. Ora la piccola è concentrata sulla tv e non risponde ai comandi”

“Va bene, va bene. Sediamoci, vediamo la puntata e poi ci riproviamo. Oh, ma questo è quando Peppa prova a fischiare… mi piace tanto!”

Da fuori, quello che appare è semplicemente Selina ferma davanti alla tv.

Poi ad un tratto, qualcosa si muove.

Un moto di orgoglio.

Un istinto di sopravvivenza.

O semplicemente un modo per combattere la noia.

La vedo alzarsi.

Puntare la sedia.

Staccare la mano.

E iniziare a camminare.

Inizio ad urlare per casa.

Entra la mia signora e anche lei urla.

Selina non capisce cosa sta succedendo.

Signore, ce l’abbiamo fatta!

“Bravi ragazzi, abbiamo fatto la storia!

“Festeggiamo!”

E mentre noi balliamo per la stanza, chiamando amici e parenti per il lieto evento, una immagine mi passa negli occhi.

La vedo camminare sempre meglio.

Poi corrermi incontro in un parco.

Poi crescere e correre verso un altro ragazzo.

E mettere le scarpe per un viaggio lontano.

E camminare per prendere la laurea.

E muoversi verso l’altare.

E girarsi indietro.

E correre di nuovo da me, per darmi un bacio, e poi continuare per la sua strada.

La mia signora mi fa: “Tutto ok? Non sei contento?

“Si” dico io, mentre nel mio cervello le immagini si accavallano.

“Signore, ci stanno chiamando, dobbiamo tornare alla realtà”

“Certamente, spegnete i sogni ad occhi aperti e godiamoci i primi passi. Saranno i primi di un lungo percorso.”

Buon viaggio amore mio.

 

Bio
Sono Patrizio Cossa, detto “Papo”. Classe 1983, sono romano e sono un autore teatrale e televisivo.
Dirigo il Centro Sperimentale di Inprovvisazione e Teatro “Assetto Teatro” di Roma, dove formo Improvvisatori, attori e insegno alle persone a parlare in pubblico senza paura del giudizio proprio e degli altri.
Ho aperto un blog per neo-papà e quasi neo-papà per aiutarci ad affrontare il panico da “Papà? Io? Aiuto!!” e ho un passato da chef.
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