Come insegna Wikipedia, per cardiopatia si intende qualsiasi malattia che interessi il cuore, sia che essa sia di tipo organico che funzionale.

La percentuale delle cardiopatie in gravidanza e’ attualmente dell’1%.

Può influire la cardiopatia sulla gravidanza? Come puoi immaginare, dipende dalla classe, ovvero dalla gravità della cardiopatia.

Secondo l’Associazione di Cardiologia di New York le malattie cardiache si dividono in:

  • Classe I:  La normale attività fisica non provoca alcun disturbo
  • Classe II:  La normale attività fisica provoca disturbi ed una lieve insufficienza cardiaca
  • Classe III:  Una leggera attività fisica provoca disturbi od insufficienza cardiaca, la paziente e’ compensata, ma con difficoltà.
  • Classe IV:  La paziente è scompensata, qualsiasi attività fisica provoca segni di insufficienza cardiaca acuta

Le pazienti che rientrano nella I e nella II classe presentano una prognosi ottima e richiedono un trattamento piuttosto simile alla normale routine, le pazienti che rientrano nella III e IV classe presentano una più alta incidenza di complicanze e necessitano di un accurato controllo medico.

Il trattamento della malattia cardiaca in gravidanza prevede la limitazione dell’attività fisica. Le pazienti che rientrano nelle prime due classi non necessitano di una eccessiva limitazione, a differenza di quelle appartenenti alla classe III e IV, alle quali si può richiedere il riposo a letto o l’ospedalizzazione per tutta la durata della gravidanza.

La dieta deve essere a basso contenuto calorico, per evitare l’eccessivo aumento di peso ed iposodica per limitare la ritenzione idrica e la congestione venosa. Se necessario, è possibile il ricorso a farmaci quali i diuretici e la digitale. Spesso le cardiopatiche sono anche anemiche, quindi hanno bisogno dell’assunzione di preparati a base di ferro, vitamine ed acido folico per tutta la durata della gravidanza. Sono inoltre più suscettibili ad infezioni batteriche, pertanto si consiglia una terapia antibiotica profilattica con la penicillina. Gli schemi terapeutici variano a seconda della gravita’ e dello stadio della cardiopatia.

Le modalità del parto dipendono dalla gravità della malattia.

In caso di parto spontaneo, si consiglia di alleviare il più possibile il dolore per mezzo dell’anestesia epidurale e di abbreviare il periodo espulsivo applicando la ventosa.

Nei casi di cardiopatie più gravi si opta per il taglio cesareo in anestesia generale per la possibilità di ipotensione secondaria ad anestesia epidurale.