Fra pochissimo nascerà il mio bambino e vorrei tanto allattarlo, ma non so proprio come attaccarlo al seno. Dicono tutte che è istintivo, ma non vorrei sbagliare…

Ogni mamma ha una competenza innata, che la aiuta sia nel parto che nell’accudimento del neonato. Attaccare il bambino al seno non è difficile e ogni donna dentro di sé sa come fare, tuttavia durante i primi giorni da mamma i dubbi sono tantissimi e talvolta le persone intorno a noi ci danno troppi consigli, spesso contraddittori. Per questo è utile prepararsi bene prima della nascita: ecco alcune piccole indicazioni per come avviare le prime poppate.

Come attaccare il bambino al seno

Innanzitutto è importante che siate comode: sedute o distese, la schiena appoggiata, la testa e il collo rilassati… Soprattutto per le prime volte, al fine di stimolare meglio gli ormoni della lattazione, è utile allattare in un luogo tranquillo, silenzioso, magari con le luci soffuse. Tenete anche a portata di mano una bottiglietta d’acqua: durante le poppate, soprattutto se la stagione è calda, avrete molta sete ed è importante rimanere idratate.

Una volta trovata la posizione giusta, avvicinate il bambino al seno, in modo che abbia il nasino all’altezza del capezzolo, che la sua pancia sia contro la vostra e soprattutto che il suo corpo sia in asse: orecchio, spalla e anca devono essere allineati.
Una volta che vi siete posizionati entrambi, avvicinate il capezzolo alla bocca del bimbo, sostenendo il seno con una mano tenendolo da sotto in modo che il pollice e l’indice formino una C. Se il vostro capezzolo è piatto, potete bagnarlo con qualche goccia di acqua fredda in modo che si inturgidisca un pochino e il piccolino riesca ad attaccarsi. Se questo espediente non funziona, potete provare a stimolarlo prima con un tiralatte manuale. Non usate mai il paracapezzolo poiché interferisce sull’attacco e non aiuta né la produzione né la fuoriuscita del latte.

Quando gli porgete il seno, il bambino dovrà avere la bocca spalancata e il labbro inferiore estroflesso (piegato all’infuori). Se non apre la bocca potete accarrezzargli la guancia, vedrete che inizierà a cercare il seno. Quando apre la bocca e prende il seno, dovrete assicurarvi che abbia preso non solo il capezzolo, ma anche parte dell’areola, quella zona scura intorno al capezzolo, e che la sua lingua rimanga sotto di esso. In questo modo riuscirà a tirarlo fino in fondo al palato e a drenare bene tutti i dotti galattofori (i canali in cui passa il latte), stimolando al meglio la produzione e la fuoriuscita del latte.
Inoltre tenete sempre presente che una volta attaccato il bambino, non dovete sentire nessun dolore, al massimo un piccolo fastidio, e che il piccolino non dovrà fare nessun rumore con la bocca.
Se vi accorgete che la bocca non è ben spalancata, che il labbro è introflesso oppure che vi fa male il seno, staccate il bambino, aprendogli dolcemente la bocca, e riattaccatelo in modo corretto.

Ricordatevi poi che non dovete dare un tempo alla poppata, ma aspettare che il neonato si stacchi da solo dal primo seno per poi attaccarlo all’altro, seguendo sempre queste semplici regole.
Una buona poppata è il segreto per riuscire ad allattare bene e a lungo!

Dr.ssa Maria Chiara Giusteri (ostetrica)

Nata il 15/08/1987 a Brescia, dove vive, studia e lavora, consegue nel novembre 2009 la Laurea in Ostetricia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Brescia con la votazione di 110/110; un estratto della sua tesi è stato anche pubblicato sulla rivista on-line “Siryo” (n. 8/2009).

A febbraio 2010 decide di intraprendere la strada della libera professione e comincia così a gestire e condurre corsi di accompagnamento alla nascita e a prestare assistenza domiciliare e telefonica alle donne, soprattutto per l’allattamento. Inoltre, collabora con associazioni del territorio bresciano per ideare e condurre progetti di educazione alla salute sessuale e riproduttiva.

Da aprile 2013 gestisce un suo sito (www.ostetrichelive.it), in cui propone corsi preparto online e assistenza telefonica per gestanti, neomamme e per tutte le donne che necessitano di una consulenza sulla loro salute sessuale e riproduttiva.