un volume di circa 500 ml. In realtà il liquido amniotico contenuto nell’utero viene continuamente “riciclato”: si rinnova totalmente ogni giorno. Il feto e le membrane infatti lo producono (tramite l’urina, il liquido polmonare, la saliva…) e lo riassorbono anche  (deglutizione, riassorbimento intestinale, passaggio attraverso le membrane nel circolo materno…). Per questo motivo, anche una volta che le membrane si sono rotte e si perdono le “acque”, il feto non rimane all’asciutto perché il liquido continua a formarsi.

Sono molte le funzioni essenziali del liquido amniotico: protegge il feto dai traumi e dalle infezioni, è una riserva di acqua e di nutrienti e favorisce quindi il normale sviluppo di alcuni importanti apparati corporei (muscolo-scheletrico, gastrointestinale, polmonare).

La quantità di liquido amniotico viene monitorata attraverso le ecografie della gravidanza e nella maggior parte dei casi è nella norma, ma talvolta può essere invece scarsa oppure troppo abbondante: in questi casi si parla di oligoamnios o di poliamnios.

Quando c’è oligoamnios la mamma avverte meno movimenti del bambino e le cause di questa scarsità di liquido amniotico possono essere ricondotte a una ridotta crescita del feto o ad alcune malformazioni della funzionalità renale, anche se nella maggior parte dei casi è invece dovuta alla rottura delle membrane (che può avvenire anche prima del travaglio). Esistono anche alcuni farmaci (soprattutto antiinfiammatori) che riducono la quantità di liquido.

I casi di poliamnios sono invece più rari e spesso ci si accorge perché il pancione è molto grande e la mamma ha un respiro molto affannato. Nel 60% dei casi di eccesso di liquido le cause sono sconosciute, mentre in altre situazioni l’aumento è dovuto al diabete o a problemi dell’intestino fetale.

È importante ricordare che non basta una sola ecografia per diagnosticare una variazione della quantità di liquido: quando c’è questo dubbio sono necessari più controlli perché soprattutto negli ultimi tre mesi il volume dell’acqua varia moltissimo.

Quando però questi problemi sono confermati, la futura mamma dovrà fare controlli più numerosi per monitorare il liquido e la salute del bambino: talvolta sono necessarie delle terapie, farmacologiche e non, per ripristinare il volume giusto di liquido.

Dott.ssa Maria Chiara Giusteri (ostetrica)

Ostetrica, nata il 15/08/1987 a Brescia, dove vive, studia e lavora, consegue nel novembre 2009 la Laurea in Ostetricia. A febbraio 2010 decide di intraprendere la strada della libera professione e comincia così a gestire e condurre corsi di accompagnamento alla nascita e a prestare assistenza domiciliare e telefonica alle donne, soprattutto per l’allattamento. Da aprile 2013 gestisce un suo sito (www.ostetrichelive.it), in cui propone corsi preparto online e assistenza telefonica per gestanti, neomamme e per tutte le donne che necessitano di una consulenza sulla loro salute sessuale e riproduttiva