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Incinta o non incinta?

Scritto da barbamamma il 25 Novembre 2018

sono incinta

Sono incinta oppure no?

Abbiamo notato che una grossa percentuale delle e-mail che ci arrivano riguardano i dubbi e le ansie relative alla presenza o meno di una fecondazione, per cui ci è sembrato importante dedicare a questo aspetto della psicologia della gravidanza un post a parte.
In effetti è noto che già nei primissimi momenti in cui si ipotizza la presenza di una gravidanza cominciano a comparire reazioni individuali molto diverse che sono l’espressione del vissuto precedente della donna e del suo atteggiamento psicologico nei confronti della eventuale maternità.
Al di là di evidenze che possono essere raccolte attraverso, ad esempio, l’analisi delle beta oppure un test di gravidanza, molto spesso entrano in gioco anche fattori emotivi e psicologici.
Spesso quando magari si pensa di avere avuto un “rapporto a rischio” e la gravidanza non è esattamente cercata e/o desiderata.

Vediamo quindi insieme alcuni di questi aspetti che possono determinare se tu sia incinta oppure no.

DIAGNOSI PRECOCE DELLA GRAVIDANZA

Alcune donne vorrebbero sapere se sono incinta già dopo il rapporto sessuale! In rete c’è un sito che si chiama “Sono incinta?” che la perfetta raffigurazione di questa domanda.
Anche se attualmente è possibile una diagnosi precoce di tipo ormonale già dopo una settimana dal rapporto fecondante, è giusto attendere fino al ritardo mestruale prima di fare un test di gravidanza; dopo due giorni di ritardo, se c’è una gravidanza, tutti i test sulle urine sono in grado di evidenziarla. Il test positivo potrà in seguito essere confermato, da un punto di vista quantitativo, da un esame del sangue. Ma anche se da un punto di vista clinico questi tempi sono indispensabili, molte donne asseriscono di avvertire “la presenza della gravidanza” già molti giorni prima. Sicuramente alcune modificazioni ormonali precoci possono essere riconosciute da una donna sensibile alle proprie trasformazioni metaboliche, ma bisogna fare attenzione ai tranelli della psiche di una donna che desidera fortemente una gravidanza, e che potrebbero portare ad interpretare erroneamente normali sintomi premestruali; spesso questi atteggiamenti portano con sé grosse delusioni nel momento in cui giunge la mestruazione e si spezza il sogno della gravidanza in atto. Di fronte a questi atteggiamenti sarebbe bene riflettere sulle motivazioni delle proprie aspettative di gravidanza, parlarne con il proprio compagno o con il proprio medico, approfondire la propria conoscenza di se stessa prima di iniziare una gestazione piena di ansie e di incognite.

I PRIMI SEGNI DELLA GRAVIDANZA

Molte donne chiedono quali sono i primi segni di una gravidanza iniziale; sicuramente il ritardo mestruale è il segno più frequente, ma questo ritardo potrebbe essere dovuto a molte altre cause; se c’è un ritardo e il test è negativo, non resta che attendere e ripetere il test dopo qualche giorno; anche uno stato emotivo caratterizzato da stress ed ansia può causare una disfunzione ormonale e portare ad un ritardo mestruale. Dopo la comparsa della mestruazione sarà utile fare degli accertamenti per comprendere le cause del ritardo e prendere le eventuali iniziative terapeutiche per evitare che si ripeta.

LE NAUSEE E IL VOMITO

Non sono segni necessariamente presenti in tutte le gestanti; e quindi non sono un segno sicuro di gravidanza; d’altra parte la loro assenza, a gravidanza iniziata e verificata analiticamente ed ecograficamente, non significa che qualche cosa non vada. Molte donne temono la presenza di un aborto interno in assenza di nausee: si tratta di un timore immotivato, ma dato lo stato d’ansia di queste gestanti, può essere giusto fare una verifica ecografica della normale evoluzione della gravidanza per ottenere un effetto di rassicurazione.

ABORTI PRECEDENTI

Lo stato d’ansia di molte donne nelle fasi iniziali di una nuova gravidanza, dipende da precedenti esperienze negative di tipo abortivo; è una reazione molto frequente e comprensibile, sopratutto se l’intervallo con la precedente gravidanza abortiva è stato breve (pochi mesi) e ancora viva la delusione e il dolore legati all’aborto recente.
Assai spesso compaiono sentimenti di inadeguatezza (“non sarò mai all’altezza“, “non sarò mai capace di mettere al mondo un figlio“) e quindi significativi abbassamenti del proprio livello di autostima. Clinicamente il fatto che una gravidanza si sia interrotta non comporta un rischio di abortività ripetuta. I casi di aborto abituale sono sostenuti da specifiche patologie, in genere di tipo autoimmune, e non sono molto frequenti. Nella maggior parte dei casi un aborto precoce è di tipo genetico, del tutto casuale, possibile anche nella donna più sana. Ma non è aumentato il rischio che si ripeta nella gravidanza successiva. Pertanto lo stato d’ansia di queste donne va affrontato con amore, vicinanza, rassicurazioni, e scomparirà gradualmente con il procedere della gestazione.

CAMBIAMENTI D’UMORE DEI PARTNER

Molte donne riferiscono che dopo l’inizio della gravidanza il marito è diventato “intrattabile”; o al contrario è il marito a lamentare gli sbalzi di umore della moglie, che magari rifiuta una vita sessuale normale. Sono fenomeni frequenti e non gravi, ma in questi casi, oltre ad avere pazienza e comprensione, può essere opportuno avere il coraggio di affrontare con il partner un discorso serio sui problemi legati all’inizio della gravidanza; problemi che nella maggior parte dei casi trovano le loro cause nella storia psicologica precedente dei due partner.

 





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