Il nostro ombelico ci ricorda che un tempo siamo stati attaccati alle nostre madri attraverso il cordone, simbolo dello stretto legame che continua oltre alla nascita. E negli ultimi tempi si sta diffondendo sempre di più anche in Italia l’abitudine di affidare al padre il gesto simbolico di tagliare questa linea vitale.

Il cordone ombelicale si compone di due arterie e una vena. Il sangue ricco di ossigeno scorre dalla placenta attraverso la vena verso il bambino, mentre da lui il sangue povero di ossigeno ritorna alla placenta attraverso le due arterie. Il cordone ombelicale misura circa 50-60 centimetri ed è ritorto come il filo del telefono.

Dopo la nascita il cordone ha una brillantezza bluastra, è spesso sodo, a causa della gelatina gommosa che ricopre i vasi sanguigni rendendoli più resistenti e impedendo che si chiudano a seguito di uno schiacciamento.

Nel caso in cui il bambino attorcigli il cordone, la sua “gelatina” lo protegge dagli strappi e ostacola la costrizione della circolazione sanguigna: il 30% dei bambini si attorcigliano il cordone intorno al collo una o due volte senza che ciò provochi alcun problema.