In Gravidanza

Travaglio e parto prematuri

Cosa sono travaglio e parto prematuri?

Se inizi ad avere delle contrazioni regolari che fanno allargare (dilatare) o assottigliare la cervice prima della 37ma settimana di gravidanza, stai per avere un travaglio prematuro. Se partorisci prima della 37ma settimana, il parto è prematuro e tuo figlio viene considerato prematuro.

Circa un quarto delle nascite premature sono volute. Per esempio, il medico potrebbe decidere di indurre il travaglio anticipatamente o di effettuare un cesareo se presenti dei problemi gravi come una pre-eclampsia grave o in peggioramento, o se il feto ha smesso di crescere. In altri casi si tratta di parti prematuri spontanei. Potrebbe succedere se hai un travaglio prematuro o se ti si rompono le acque in anticipo (rottura prematura delle membrane – PROM), o se la cervice si dilata prematuramente senza contrazioni (insufficienza cervicale). Negli Stati Uniti, circa il 12% dei bambini nasce prematuramente. Questo numero è cresciuto negli anni, in parte perché ci sono più gravidanze gemellari o plurigemellari in cui le nascite tendono ad avvenire in anticipo. Una nascita prematura può provocare problemi di salute ed addirittura essere fatale per il bambino se avviene troppo presto. Più il bambino è maturo alla nascita, più aumentano le probabilità che sopravviva e sia sano. Di solito i bambini prematuri che nascono fra la 34ma e la 37ma settimana se la cavano bene. Se entri in travaglio prima della 34ma settimana, i medici potrebbero riuscire a ritardare di qualche giorno il travaglio in modo da somministrare al feto dei corticosteroidi che aiutino lo sviluppo dei polmoni, aumentando le probabilità di sopravvivenza.

Cosa provoca un parto prematuro spontaneo?

Benché le cause siano spesso ignote, sono molti i fattori che hanno un ruolo nel parto prematuro:

  • Alcune infezioni del tratto genitale, come la clamidia, la vaginosi batterica o la tricomoniasi, sono associate ad un parto prematuro.

Alcune sostanze prodotte dai batteri possono indebolire le membrane attorno al sacco amniotico, facendolo rompere in anticipo. Anche quando le membrane rimangono intatte, i batteri possono provocare un travaglio prematuro se entrano nel liquido o nel sacco amniotico. Se durante la prima visita prenatale hanno controllato eventuale clamidia o gonorrea e sei risultata positiva, dovresti anche essere stata immediatamente curata contro queste due infezioni a trasmissione sessuale. Se hai già avuto parti prematuri, avranno verificato anche la presenza di una eventuale vaginosi batterica. Benché da alcuni studi risulti che curare la vaginosi nel secondo e terzo trimestre riduce i rischi di travaglio prematuro in donne che hanno già avuto analoghe esperienze precedenti, secondo altre ricerche sembra non fare alcuna differenza. Quindi non vi è accordo sul fatto che valga la pena testare o meno donne incinte che non presentano sintomi. (Se presenti sintomi di vaginosi batterica, faranno ogni controllo e ti cureranno con antibiotici se necessario.) Probabilmente non ti faranno il test per la triconomiasi se non presenti alcun sintomo. Da alcune ricerche è emerso che curare la triconomiasi durante la gravidanza aumenta il rischio di parto prematuro.

  • Avere problemi alla placenta, come ad esempio la placenta previa o il distacco della placenta.
  • Avere anomalie strutturali all’utero o alla cervice, come ad esempio una cervice più corta di 25 mm e che si assottiglia o si dilata senza contrazioni (insufficienza cervicale).
  • Avere un utero eccessivamente largo, cosa che spesso avviene quando hai una gravidanza gemellare o troppo liquido amniotico.
  • Alcune malattie croniche della madre potrebbero essere legate ad un travaglio prematuro, come ad esempio il diabete, l’anemia falciforme, una grave asma, il lupus, malattie infiammatorie intestinali ed epatite cronica attiva. Altri disturbi da tenere sotto controllo sono infezioni non uterine, quali infezioni renali o polmonite; chirurgie addominali, come l’asportazione dell’appendice, traumi all’addome e periodontite (un’infezione gengivale che arriva alle ossa e ai tessuti che sostengono i denti).

Che possibilità ho di avere un parto prematuro?

Per quanto sia impossibile prevedere un parto prematuro, potresti essere più a rischio se:

  • Hai già avuto parti prematuri (più prematuro è stato il parto e se ne hai avuto più di uno, più aumenta il rischio)
  • Hai una gravidanza gemellare o plurigemellare
  • Hai meno di 17 o più di 35 anni
  • Sei afroamericana (il 17.4% dei bambini afroamericani nasce prematuro)
  • Non aumenti sufficientemente di peso durante la gravidanza
  • Eri sottopeso prima di restare incinta
  • Sei bassa
  • Hai avuto perdite di sangue in più di un trimestre
  • Fumi, abusi di alcool o usi droghe (specialmente cocaina) in gravidanza
  • Hai partorito negli ultimi 18 mesi (e in particolare se sei rimasta in cinta entro sei mesi dal parto precedente)

Di seguito alcuni sospetti fattori di rischio su cui i ricercatori stanno studiando: Da alcuni studi è emerso un legame fra alti livelli di stress e parto prematuro. Si ipotizza che un forte stress provochi il rilascio di ormoni che possono provocare contrazioni uterine e parto prematuro. Gli esperti hanno studiato anche i fattori occupazionali per capire gli effetti di un lavoro fisicamente faticoso o di molte ore consecutive. Da uno studio è emerso che le donne incinte che devono stare in piedi per più di 40 ore settimanali o che fanno lavori estremamente stancanti sono più a rischio di partorire prematuramente. Infine, alcuni ricercatori stano studiando il ruolo dei fattori genetici in quanto il parto prematuro sembra più comune in alcune famiglie. La genetica può aiutare a spiegare la diversa frequenza notata in razze diverse, anche nel caso in cui siano considerati altri fattori di rischio.

Ci sono dei test che possono prevedere il rischio di un parto prematuro?

Ci sono due test per le donne che mostrano i sintomi di un travaglio prematuro o risultano ad alto rischio. Un risultato negativo è particolarmente utile perché può farti stare tranquilla facendoti evitare interventi non necessario e degenza inutile in ospedale. L’American College of Obstetricians and Gynecologists non consiglia questi test a tutte le donne incinte perché non risultano utili per donne che non sono ad alto rischio e non presentano alcun sintomo.

Misurare la lunghezza della cervice

Il medico potrebbe aver controllato la lunghezza della cervice alla prima visita prenatale in modo da poterne monitorare i cambiamenti con il progredire della gravidanza. Se a metà della gravidanza si riduce, significa che si sta assottigliando e questo potrebbe portare ad un parto prematuro. Se sei ad alto rischio di insufficienza cervicale — perché la tua cervice è particolarmente corta — o se in seguito presenti sintomi che indichino un cambiamento nella cervice (come una pressione pelvica, mal di schiena o un aumento nelle perdite di muco), il medico potrebbe richiedere un ecografia per misurare la cervice più accuratamente e cercare segnali del cambiamento. Se l’ecografia mostra che la cervice inizia a cambiare, il medico ti consiglierà di ridurre l’attività fisica e il lavoro, di evitare i rapporti sessuali e di smettere di fumare se non l’hai già fatto. A seconda della situazione e dell’età gestazionale del feto, potresti fare un’altra ecografia nel giro di qualche settimana. Se non sei ancora alla 24ma settimana e la cervice sta cambiando ma non hai alcuna contrazione, il medico potrebbe consigliare un cerclage, una procedura che chiude la cervice con dei punti. La procedura però non è priva di rischi e ci sono parecchie controversie sul fatto che sia sufficientemente efficace in questa situazione considerati i rischi. Fra le donne che potrebbero beneficiare maggiormente di un cerclage vi sono quelle che hanno avuto tre o più aborti inspiegabili nel secondo trimestre o parti prematuri. Se è il tuo caso, probabilmente subirai un cerclage fra la 13ma e la 16ma settimana, prima che la cervice inizi a cambiare.

Screening della fibronectina fetale

Questo test di solito è riservato alle donne che hanno contrazioni o altri sintomi di travaglio prematuro. La fibronectina fetale è una proteina prodotta dalle membrane fetali. Se ne è presente più di una certa quantità in un campione di secrezioni cervicali e vaginali fra la 24a e la 34a settimana, sarai considerata ad alto rischio di parto prematuro. Un risultato positivo del test potrebbe indurre il medico a somministrarti dei medicinali per ritardare il travaglio, nonché corticosteroidi per accelerare lo sviluppo dei polmoni del tuo bambino. Tuttavia, al momento il test serve più a dire quando non partorirai che quando lo farai effettivamente. Se il risultato è negativo, è molto improbabile che tu partorisca nelle due settimane successive. Un risultato negativo ti tranquillizzerà e ti aiuterà ad evitare un ricovero o altre cure non necessarie. Un’altra tecnica, detta controllo domestico dell’utero, non è però considerata utile nel prevedere un parto prematuro. Per adottarla, dovrai indossare sull’addome un sensore che registri quotidianamente l’attività uterina. E’ un sistema costoso e che negli USA finora non ha contribuito a ridurre il tasso dei parti prematuri.

C’è qualcos’altro che posso fare se sono ad alto rischio di parto prematuro?

Abbi cura di te. Se mangi bene, ti riposi molto, inizi presto le cure prenatali e ti fai visitare regolarmente, controlli il livello di stress e fai attenzione all’igiene dentale, fai già molto per assicurarti una gravidanza sana e completa. Prenditi del tempo per abituarti ai cambiamenti del tuo corpo durante la gravidanza. Passa qualche ora da sola con te stessa ogni giorno, per focalizzarti sui movimenti del bambino e prendere nota di dolori o pressioni insolite. Impara i segni del travaglio prematuro (sotto) e informa subito il medico se ne noti anche solo uno. Il principale passo avanti nella gestione dei parti prematuri, negli ultimi 50 anni, è stato l’uso di corticosteroidi per accelerare lo sviluppo dei polmoni del feto prima della nascita. Prima ti accorgi di un travaglio prematuro, più è probabile che tuo figlio possa beneficiare di questa cura. Il medico potrebbe richiedere un consulto specialistico (di un perinatologo) o consigliarti di vederne uno, soprattutto se hai già avuto travagli prematuri. Se hai avuto aborti nel secondo trimestre o parti prematuri spontanei e aspetti un solo bambino, lo specialista potrebbe pensare di curarti con un composto di progesterone chiamato 17-Alfa idrossiprogesterone caproato (17P). Alcuni studi hanno dimostrato che iniezioni settimanali di questo ormone a partire dal secondo trimestre fino alla 36a settimana riducono sensibilmente il rischio di ulteriori parti prematuri in donne in questa situazione. Sono in corso degli studi per verificare se il 17P può ridurre il numero di parti prematuri in altri gruppi ad alto rischio, come le donne con gravidanze gemellari. (La Food and Drugs Administration non ha ancora approvato la produzione del 17P da parte delle aziende farmaceutiche, e solo alcune farmacie negli Stati Uniti sono autorizzate a prepararlo, quindi la cura non è disponibile ovunque.) Infine, alcuni medici suggeriranno di rimanere a letto, per quanto non vi siano dimostrazioni che questo prevenga veramente un parto prematuro.

Quali sono i sintomi di un travaglio prematuro?

Chiama l’ostetrica o il medico immediatamente se avverti uno dei seguenti sintomi nel secondo o terzo trimestre (prima della 37a settimana):

  • Un aumento delle perdite vaginali
  • Un tipo di perdite diverso – se diventa acquoso, simile a muco o a sangue (o anche solo se presenta macchie di sangue rosa o marrone)
  • Qualsiasi sanguinamento o perdita vaginale di sangue
  • Dolori addominali, crampi simili a quelli mestruali o più di quattro contrazioni in un’ora (anche se non sono dolorose)
  • Un aumento della pressione nell’area pelvica (come se il bambino spingesse verso il basso)
  • Dolori alla parte bassa della schiena, soprattutto se finora non li hai mai avuti.

Questi sintomi possono confondere perché alcuni, come la pressione pelvica o il mal di schiena, si presentano normalmente durante la gravidanza, e le contrazioni potrebbero essere semplicemente contrazioni Braxton Hicks. Ma è sempre meglio essere sicuri, quindi chiama subito il medico o l’ostetrica se noti qualcosa di insolito.

Cosa succede se inizio un travaglio prematuro?

Se hai i sintomi di un travaglio prematuro o ti sembra di perdere liquido amniotico, chiama il medico che probabilmente ti farà andare all’ospedale per ulteriori controlli. Saranno monitorate le contrazioni (e il battito del tuo bambino) e verificheranno se le membrane si sono rotte. Controlleranno l’urina per vedere se ci sono infezioni e potrebbero prelevare campioni di coltura cervicale e vaginale. Potrebbero anche fare il test della fibronectina fetale. Se non si sono rotte le acque, il medico farà un’analisi vaginale per controllare lo stato della cervice. Di solito fanno un’ecografia per controllare il livello di liquido amniotico presente e per confermare la crescita del feto, l’età gestazionale e la posizione. Infine, alcuni medici fanno un’ecografia vaginale per ricontrollare la misura della cervice e cercare eventuali segni di assottigliamento. Se questi test sono negativi, le membrane non si sono rotte, la cervice non si è dilatata in due ore di monitoraggio e sia tu che il bambino risultate sani, molto probabilmente ti rimanderanno a casa. Benché ogni medico gestisca la situazione in modo diverso, ci sono alcune regole generali. Se non sei ancora alla 34a settimana ed entri in travaglio prematuro, le membrane sono intatte, il battito del  bambino è rassicurante e non hai segni di infezioni uterine o altri problemi (quali una grave pre-eclampsia o segni di un distacco della placenta), il medico probabilmente cercherà di ritardare il parto. Per prima cosa, ti faranno una flebo e ti daranno antibiotici per prevenire nel bambino un’infezione da streptococco del gruppo B. Questo solo nel caso in cui una coltura mostri che sei una portatrice, e ci vogliono 48 ore per il risultato. Molto probabilmente ti daranno dei farmaci per cercare di fermare le contrazione per il tempo necessario a dare al bambino i corticosteroidi che ne accelerino lo sviluppo polmonare. Se ti trovi in un piccolo ospedale dove non vi sono speciali cure neonatali per bambini prematuri, sarai a questo punto trasferita in un centro più grosso. Se il travaglio continua, tu e il tuo bambino sarete costantemente monitorati. Se le acque si rompono prima della 37a settimana ma non hai contrazioni, potrebbero decidere di indurre il travaglio, cercare di ritardarlo o aspettare che inizi da solo, cosa che potrebbe avvenire nel giro di qualche ora oppure di una settimana. In ogni caso, ti daranno antibiotici contro lo streptococco del gruppo B o altre infezioni. Gli esperti non sono unanimi su ciò che si dovrebbe fare in questa situazione. Aspettare darà al tuo bambino più tempo per svilupparsi, ma aumenterà i rischi di infezioni, cosa che potrebbe essere pericolosa sia per te che per lui. Ovviamente, se sviluppi sintomi di infezione il parto sarà indotto immediatamente. Se il bambino è in sofferenza, dovrai partorire subito, spesso con un parto cesareo. In molti casi, se il travaglio è prematuro dopo la 34a settimana, sarai autorizzata a partorire naturalmente. I bambini nati fra la 34a e la 37a settimana e che non hanno avuto altri problemi di salute di solito se la cavano bene (anche se più sono prematuri e più alto è il rischio di eventuali problemi). Questi bambini potrebbero aver bisogno di stare qualche giorno nel reparto neonatale e potrebbero avere qualche disturbo iniziale, ma in breve tempo gran parte di loro sta bene come ogni altro bambino nato nei termini normali della gravidanza.