Anche la donna ha bisogno di intimità per partorire e non di uno stuolo di medici che la osservano, la reprimono, la controllano in continuazione, dimentichiamo forse che l’uomo è un mammifero? Questo assioma, ne prevede un altro, cioè che nascere è naturale (non a caso nascita e natura hanno la stessa radice etimologica). Il bambino che nasce ha bisogno di rispetto e di amore. Ha bisogno di essere abbracciato dalla mamma. Ha bisogno degli occhi di sua madre dentro i suoi, non delle gocce di vitamina K. C’è tempo per lavarlo, per calcolare l’indice di Apgar, per presentarlo al padre. La prima ora dopo la nascita il bambino deve solo appoggiarsi al ventre della madre, farsi strada verso il capezzolo e ciucciare quelle prime e fondamentali gocce di colostro. La sua vera e prima vaccinazione.

Auspicabile quindi sarebbe l’istituzione delle Case di Maternità, strutture adiacenti agli ospedali – nel caso in cui ci sia un’urgenza bisogna sempre potere contare su una epidurale o su un taglio cesareo, il cosiddetto “progresso da salvare” di tutta l’arte ostetrica – ma arredate e strutturate in maniera più umana di un ospedale, con cui le gravide possano familiarizzare anche mesi prima (mi pare che qualcosa di simile in paesi più civili sia stato già creato).

Le tesi sostenute in difesa del parto naturale sono abbastanza ambiziose a mio avviso, perché mirano alla creazione di una ecologia della nascita: la convinzione più vasta e profonda che emerge da questa lettura è che riscoprire le origini animali dell’essere umano significa anche valorizzare i suoi istinti “ecologici” in favore della conservazione della specie umana, delle altre specie e, nella sua più ampia accezione, nel rispetto della Natura.
Il percorso culturale fino ad oggi manifestatosi nella storia, ha generato comportamenti sociali dal carattere aggressivo dei quali è responsabile, tra gli altri, la separazione anzitempo del cucciolo d’uomo dalla sua madre, o la messa in atto di tutta una serie di elementi di disturbo alla creazione della loro relazione. L’eccesso di monitoraggio del parto o l’imposizione di regole di allattamento e svezzamento non sono che l’ultimo refolo di questa cultura che da millenni trascura l’importanza dell’amore come potenziale, e per certi versi rivoluzionaria, strategia per la sopravvivenza umana; finora la storia ha generalmente sostenuto la validità e l’importanza del dominio dell’Uomo sulla Natura e sugli altri gruppi umani e animali,ma nell’era dell'”apprendista stregone” responsabile della distruzione del pianeta, tale dominio è ormai superato e non più idoneo allo scopo della sopravvivenza stessa.

Nel testo infine, affinché nell’uomo prevalga il rispetto per la Natura, viene sottolineata l’importanza del “cocktail di ormoni dell’amore” quali l’ossitocina, la prolattina e le endorfine, che portano madre e figlio a cercare una stretta vicinanza tra di loro e contribuiscono alla formazione del legame di attaccamento, base di tutte le interazioni sociali del bambino e del futuro adulto.

Titolo: Abbracciamolo subito!
Sottotitolo: I veri bisogni del bambino e della mamma
Autore: Michel Odent
Pagine: 112
Anno: 2006
Editore: Red Edizioni
Prezzo indicativo: 8€

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