Secondo una ricerca pubblicata su Environmental Research, i bambini che vivono nei pressi delle strade molto trafficate rischiano di avere ritardi cognitivi. Lo stesso discorso vale anche per i feti le cui madri sono esposte all’inquinamento atmosferico, ma in misura nettamente minore. Lo studio è stato condotto dall’ Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health e Human Development (NICHD).

Che l’inquinamento atmosferico fosse potenzialmente dannoso per i bambini non è assolutamente un mistero e questo studio non fa altro che confermare quanto già affermato in precedenza. I ricercatori, in particolare, si sono concentrati sui bambini che vivevano vicino alle strade principali americane, quindi anche le più trafficate (hanno esaminato uno studio Upstate KIDS che conteneva i dati e gli indirizzi di 5825 partecipanti).

Gli esperti hanno scoperto che bambini che vivevano ad una distanza tra 50 metri e 480 metri da una strada principale avevano il doppio delle proprietà di fallire il test che misura lo sviluppo infantile (abilità motorie, di comunicazione, coordinamento sociale e capacità di problem solving).

Analizzando anche i dati relativi all’esposizione prenatale, i ricercatori hanno concluso che l’esposizione durante la prima infanzia agli inquinanti atmosferici può comportare un rischio maggiore di ritardi nello sviluppo rispetto a simili esposizioni nell’utero, probabilmente perché l’esposizione durante l’infanzia è più diretta e non pasa attraverso le difese di una donna incinta.