Era ricoverato al San Raffaele di Milano perché affetto da leucemia linfoblastica. Il piccolo aveva lottato più di 3 mesi intubato e attaccato alla macchina della circolazione extracorporea, ma a stroncarlo non è stata la malattia, bensì le complicanze cerebrali e polmonari da morbillo. L’immunologo di fama internazionale Roberto Burioni ha definito la vicenda una tragedia evitabile.

Il professor Burioni, oramai diventato un punto di riferimento sul web ha dichiarato: “Il tasso di guarigione dalla leucemia linfoblastica acuta è dell’85%. Una malattia che era una condanna a morte fino a qualche decina d’anni fa, e oggi, nella grandissima parte dei casi, rimane un brutto ricordo dell’infanzia. Potersi salvare, e poi morire di morbillo, è una follia. Se tutti si vaccinano il virus del morbillo non circola, e anche questi bambini sono protetti. Come quelli troppo piccoli per essere vaccinati, quelli affetti da una malattia autoimmune o comunque sottoposti a terapie immunosoppressive, com’è anche la chemio. Questa tragedia ci ricorda, nel modo più atroce, quanto sono importanti le vaccinazioni. E che vaccinare i propri figli non vuol dire soltanto proteggerli, ma è un atto di responsabilità sociale. A difesa dei più deboli”.

Tra alcuni genitori, tanti evidentemente, serpeggia la paura di un vaccino che la scienza ha oramai dimostrato essere efficace e sicuro, ma non il timore di una malattia come il morbillo, che in 1 caso su 1000 causa danni permanenti e in 1 su 3000 la morte. E voi, cari mamme e papà, cosa ne pensate?