Si parla spesso della depressione post partum, questa viene definita un male occulto che colpisce le donne nel momento in cui dovrebbero essere più serene e felici. Recenti studi pare abbiano evidenziato una alterazione genetica responsabile di questo stato che diverrebbe strettamente correlato alla gravidanza.

Da un lato la scoperta è una cosa estremamente positiva perché consentirebbe a molte più donne di essere monitorate prima che si arrivi a tragici epiloghi grazie ad una diagnosi precoce e precisa nell’85% dei casi, sotto altri punti di vista invece questa notizia potrebbe spaventare tutte quelle future mamme che potrebbero temere di soffrirne appena dopo aver dato alla luce il proprio piccolo solo perché un alterazione in gravidanza può avvenire.

In ogni caso è importante se pensate di soffrire di questo disturbo avvisare subito il medico di famiglia o il vostro ginecologo che saprà come aiutarvi ad uscire da quel baratro in cui state lentamente ed inesorabilmente scivolando.

Parlarne, come molti pensano, non è un atto di vigliaccheria ma un gesto di forza e di amore verso se stesse, verso il proprio figlio ed il proprio compagno.

Il bambino inoltre nei vostri periodi di depressione sentirà e percepirà le vostre emozioni crescendo decisamente meno sereno di come sareste se cercaste aiuto.

Se siete spaventate ed intimorite dall’uso di farmaci affidatevi e cercate dottori che vi danno fiducia e che vi rassicurino sui possibili effetti collaterali, diversamente seguirete il percorso terapeutico che vi verrà suggerito.

L’Università di Baltimora per arrivare alla scoperta di cui vi ho parlato, ha prima fatto alcuni esperimenti sui ratti, ha poi monitorato con prelievi ematici 52 donne in gravidanza con problemi dell’umore notando dall’inizio della gestazione alla sua fine due alterazioni su alcuni geni che sarebbero correlati ai recettori degli estrogeni.

Dopo questo studio il passo successivo sarà logicamente un test per una diagnosi precoce del problema che potrebbe aiutare tantissime donne in difficoltà. Ma voi mamme, cosa ne pensate? Fareste il test se disponibile? Fatemi sapere!