Sono circa 2 milioni le persone che in Italia soffrono di disturbi alimentari, tra cui anoressia e bulimia e l’età si abbassa ancora di più. Sono in aumento, infatti, i casi dagli 11/12 anni. Secondo Annalisa Venditti, psicologa esperta dei disturbi del comportamento alimentare presso il Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano, la causa è da ricercare in un profondo disagio personale, aggravato dall’uso dei social, che spinge al confronto con modelli di bellezza irraggiungibili.

Le donne sono quelle maggiormente colpite dai disturbi alimentari,  l’esordio è più frequente nell’adolescenza ma l’età si sta abbassando, già con l’ingresso nella scuola media. Il fenomeno, tuttavia, non riguarda solo il sesso femminile e sempre più spesso tocca anche gli uomini, che devono fare i conti con la vigoressia, una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare, l’allenamento, una dieta ipocalorica e iperproteica, a cui spesso si aggiunge l’uso di sostanze illegali per raggiungere tale obiettivo.

È chiaro che alla base di tutto vi sono problemi di disagio e insicurezza. Il cibo a volte funge da “tappabuchi”, così come la ricerca della magrezza e della forma perfetta nasconde il bisogno di sentirsi più sicuri. Come ricorda la psicologa, è importante imparare a mangiare in modo consapevole, non imporsi divieti e lavorare sui fattori cognitivi ed emotivi per capire quali sono i reali motivi che hanno spinto ai disturbi alimentari.