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Epidurale a comando

Scritto da barbapapa il 14 Febbraio 2011

L’anestesia epidurale è molto richiesta. Spesso principalmente perchè viene vista come soluzione al “dolore” durante il parto. Su questo argomento ci sono sempre schieramenti contrapposti. Ma non è la notizia di oggi.
Quello che è nuovo è che, un domani, in sala parto potrebbe essere la futura mamma a decide “quanta” epidurale farsi a seconda del dolore del momento.

In america, durante un esperimento condotto su 270 donne incinta alla Long Beach Memorial Medical Center in California, è stato distribuito un semplice “telecomando”, attraverso il quale la partoriente poteva richiedere autonomamente la sua “dose” di epidurale. Un semplice bottone che, a richiesta, poteva essere premuto. Non troppo spesso però perchè comunque tra una “schiacciata” e l’altra doveva passare almeno una certa quantità di tempo.

So già quello che stai per obiettare: “Eh già, così diventiamo tutte delle drogate, ci facciamo un sacco di epidurale e chissà che effetti avrà su di noi e sul nascituro…”

Ebbene, la notizia rilevante è che, con questo metodo, le donne hanno ricevuto il 30% in meno di epidurale rispetto a quelle fatte normalmente secondo le routine standard.

Meno anestetico in circolo.

Questa soluzione è attualmente disponibile anche in un quinto circa degli ospedali in Inghilterra ed ha, purtroppo, molte spese onerose per via dell’attrezzatura medica necessaria.
Gli esperti stanno ora cercando di capire se gli effetti positivi sono superiori ai costi
“La tecnica riduce la necessità di anestetico che a sua volta riduce la necessità di forcipe. E dà alle donne una sensazione di controllo. La questione è se i vantaggi clinici sono sufficienti per giustificare il costo di nuove attrezzature e formazione del personale” ha detto la Dott.ssa Elisabetta McGrady in una intervista rilasciata alla BBC.





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Commenti

3 commenti a “Epidurale a comando

  1. l epidurale secondo me è vero che toglie quasi del tutto il dolore e in certi casi va somministrata per motivi molto validi, ma secondo me soprattutto in dosi eccessive toglie la gioia di capire quando devi spingere al momento delle contrazioni, che normalmente non è una fase dolorosa ma solo faticosa, e così l ostetrica ti dice quando spingere, il che non diventa un parto molto naturale!!
    Certo che anche io ho in mente di farla, ma so già che se tutto va bene non la farò tra i costi e la paura delle punture!!

  2. Io ho fatto l’epidurale con un sistema simile a quello descritto nell’articolo, e vivo a Bari, non in California. La struttura che usa questo metodo è la Clinica Santa Maria dove lavora uno degli anestesisti più in gamba del sud Italia, con tutta la sua equipe. C’è un piccolo computerino collegato al catetere che attraverso la pressione di un tasto mette in circolo una piccola dose di farmaco e la paziente a seconda della sua soglia del dolore può decidere quante volte farsi somministrare. Ovviamente come dice barbapapa deve passare del tempo tra una somministrazione e l’atra perchè si deve dare il tempo al farmaco di circolare, mediamente tra i 15 e 30 min. Io consiglio a tutte di affrontare il travaglio e il parto in questo modo perchè si è più lucide e l’attenzione è rivolta solo al piccolino!!! Il mio Gabri non vedeva l’ora di uscire, è nato di 38 settimane e il travaglio è durato solo 8 ore, praticamente una nottata!!! :))

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