, attraverso il quale la partoriente poteva richiedere autonomamente la sua “dose” di epidurale. Un semplice bottone che, a richiesta, poteva essere premuto. Non troppo spesso però perchè comunque tra una “schiacciata” e l’altra doveva passare almeno una certa quantità di tempo.

So già quello che stai per obiettare: “Eh già, così diventiamo tutte delle drogate, ci facciamo un sacco di epidurale e chissà che effetti avrà su di noi e sul nascituro…”

Ebbene, la notizia rilevante è che, con questo metodo, le donne hanno ricevuto il 30% in meno di epidurale rispetto a quelle fatte normalmente secondo le routine standard.

Meno anestetico in circolo.

Questa soluzione è attualmente disponibile anche in un quinto circa degli ospedali in Inghilterra ed ha, purtroppo, molte spese onerose per via dell’attrezzatura medica necessaria.
Gli esperti stanno ora cercando di capire se gli effetti positivi sono superiori ai costi
“La tecnica riduce la necessità di anestetico che a sua volta riduce la necessità di forcipe. E dà alle donne una sensazione di controllo. La questione è se i vantaggi clinici sono sufficienti per giustificare il costo di nuove attrezzature e formazione del personale” ha detto la Dott.ssa Elisabetta McGrady in una intervista rilasciata alla BBC.