I genitori di una quarta elementare di Olgiate Molgora, in provincia di Lecco, hanno deciso di non mandare i loro figli a scuola come atto di protesta nei confronti di un compagno di classe violento. Il ragazzino di 10 anni, pur avendo un quoziente intellettivo alto, ha gravi disturbi comportamentali ed è perciò seguito dai servizi sociali.

Il ragazzino picchia i compagni di classe e le maestre, ma dopo 3 anni di sopportazione e un inizio di anno scolastico con i problemi di sempre i genitori hanno detto basta. Come hanno spiegato ai media locali: “Più volte abbiamo esposto la gravità della situazione ai responsabili preposti, tramite lettere, incontri e richieste, senza aver avuto ad oggi un’idonea e adeguata soluzione. La situazione va avanti dalla prima elementare: il bimbo violento – che ha un quoziente intellettivo altissimo e a cui, tra l’altro, non sono stati diagnosticati specifici disturbi dell’apprendimento – utilizza le penne come coltelli, distrugge libri e quaderni e picchia compagni e maestre”.

I genitori a questo punto sono esausti e chiedono un intervento risolutorio per garantire ai bambini un sereno percorso didattico. Il sindaco del paese ha spiegato che non riescono a trovare un insegnante di sostegno che voglia farsi carico del caso. L’ultimo ha rimesso l’incarico dopo essere stato pochi minuti con l’alunno…

E dunque, che si fa? Voi come vi comportereste in una situazione del genere? Personalmente credo che si debba intervenire seriamente, anche perché un bambino violento sarà un adulto violento, con conseguenze potenzialmente molto gravi.