Vuoi un maschio o una femmina? Con 1.168 euro puoi scegliere se il tuo bambino avrà il cromosoma Y oppure no.
Questo shoccante quesito pare fosse la proposta fatta da un medico Belga ad aspiranti genitori che si rivolgevano a lui per la fecondazione assistita.
Il tribunale di Aversa ha condannato il ginecologo a pagare una multa di 5.525 euro perché pare che proponesse la possibilità di scegliere il sesso dei figli ai suoi pazienti.
Questa pratica, una volta possibile in Belgio, è stata vietata per motivi etici dal 2007.
Se la fecondazione in vitro è un intervento estremamente utile per poter avere un bambino, scegliere il sesso è una futilità. Un figlio, senza far retorica, andrebbe  amato a prescindere dal fatto che sia un maschietto o una femminuccia.
Certo, un genitore potrebbe aver preferenze ma quando un bimbo arriva dovrebbe semplicemente essere un dono non una pianificazione medica, non oltre almeno un piccolo aiuto per concepire.
Scegliere il sesso del proprio figlio è un po’ come chiedere di che colore si vorrebbe avesse gli occhi.
Certo, forse per alcune malattie ereditarie decidere se il nascituro avrà i cromosomi XX o XY potrebbe essere di aiuto ma volere un maschio una femmina per capriccio non è sicuramente la stessa cosa.
Il medico protagonista di questa vicenda si è discolpato semplicemente dicendo che mai avrebbe pensato di proporre una cosa simile ai suoi pazienti.
Sotto molti aspetti mi chiedo chi sia più criticabile, se il dottore che proponeva questa pratica o i genitori che la accettavano ben sapendo che stavano quasi “comprando loro figlio al supermercato”.
Talvolta notizie di questo tipo fanno dubitare del fatto che la medicina agisca con l’unico scopo di aiutare il genere umano.
Se una coppia arriva a desiderare così intensamente di voler un bambino da chiedere la fecondazione assistita, il sesso dovrebbe davvero essere l’ultimo dei problemi che due futuri genitori dovrebbero avere.