Alanya Kolberg era al parco con il figlio Carson. Appena arrivati, un gruppo di bambini ha preso d’assalto il figlio chiedendogli se poteva condividere con loro i suoi giocattoli. Carson si è girato verso la mamma con uno sguardo sopraffatto e lei l’ha invitato a dire semplicemente di no se non voleva.

I bambini, dopo il rifiuto di Carson sono corsi via per spettegolare sul fatto che il figlio non aveva voluto prestare i suoi giochi. La donna, in un post che è subito diventato virale, ha spiegato la sua filosofia riguardo alla condivisione: “Se io, un adulto, entro nel parco per mangiare un panino, sono tenuto a condividerlo con altri estranei nel parco? No! Quindi sul serio mi state dando delle occhiatacce, presumibilmente pensando che io e mio figlio siamo maleducati, mentre 6 sconosciuti chiedono che gli venga dato loro qualcosa anche quando il proprietario è ovviamente a disagio? Sul serio. Chi fa queste regole? Si, dobbiamo insegnare ai nostri figli a condividere, ma il messaggio non è sacrificare tutto quello che hai, tutto il tempo, vero?  Voglio dire, perché? Solo perché ad un altro bambino capita di voler giocare con qualcosa che tuo figlio ha, significa che ci deve rinunciare?  Se ottengo il posto vicino al finestrino ambita al mio bar preferito in città, devo per forza cederlo al primo adulto che cammina e che guarda quel posto con desiderio?  Questo è in sostanza quello che stiamo insegnando ai nostri ragazzi, chiedendo loro di dare ad altri ragazzi ciò che è loro per tutto il tempo. L’obiettivo è quello di insegnare ai nostri figli come funzionare come adulti. Mentre conosco alcuni adulti che chiaramente non hanno mai imparato a condividere, come i bambini, ne conosco molti di più che non sanno come dire di no alle persone, o come dare dei limiti, o come prendersi cura di se stessi. Me compresa. C’è differenza tra un bambino che si rifiuta di condividere tutto il tempo, e uno che proprio non fa giocare con qualcosa che gli è caro. Da adulti, dobbiamo riconoscere questo e smettere di costringere i nostri figli a essere meglio e a sacrificarsi di più rispetto a ciò che siamo noi. La prossima volta che il vostro cucciolo corre a voi, sconvolto dal fatto che un altro bambino non condivide, ricordategli che non viviamo in un mondo dove è consigliabile rinunciare a tutto quello che hai solo perché hanno detto così, e io non insegnerò a mio figlio che questo è il modo in cui funziona”.

e voi, cari mamme e papà, cosa ne pensate?