Jennyfer Daly aveva portato i suoi figli al cinema a vedere Dumbo, cosa non semplice visto che uno dei due, Jonathan di 3 anni, è disabile e che lei lavora a tempo pieno. Il bambino, infatti, soffre una forma rara di nanismo e ha problemi alla spina dorsale. Il piccolo non può camminare e nemmeno parlare. Per esprimere i suoi sentimenti, infatti, riesce solo a ridere e a emettere dei suoni.

Durante la proiezione il bambino ha riso più volte e ha emesso qualche suono. Qualcuno però si è lamentato e un membro dello staff si è avvicinato e li ha pregati di lasciare la sala. La donna è rimasta scioccata e presa dalla rabbia è scoppiata a piangere. Il bambino stava solo ridendo, non aveva fatto niente di male in fondo.

Subito dopo è stata raggiunta dal corporate Communication del cinema AMC, Ryan Noonan, il quale le ha spiegato che per assicurare una buona visione a tutto il pubblico, sono tenuti a evitare comportamenti che possano creare disturbo. Poi le ha rimborsato i biglietti e le ha detto che sarebbe potuta tornare con i suoi figli a vedere il film in privato.

La donna si è sentita discriminata, anche perché, pur comprendendo le ragioni del manager, nemmeno gli altri spettatori erano stati completamente silenziosi. A qualcuno era squillato il telefono, qualcun altro lo teneva alto con la luce accesa per registrare il film, chi parlava, ecc.

Come ha dichiarato Jennifer, che ha raccontato l’episodio su Facebook: “Ogni tanto dovremmo metterci nei panni degli altri e ricordarci di essere gentili prima di saltare a conclusioni affrettate”.