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Come aiutare un bambino a difendersi

Scritto da barbamamma il 12 Agosto 2018

bambino piange al parchetto

Ai giardinetti si fa sempre portare via i giochi senza protestare.

All’asilo non sa reagire se riceve uno spintone.

Come aiutarlo ad avere un po’ più di grinta e di fiducia in se stesso?

Imparerà mai a cavarsela da solo? Sarà sempre sopraffatto da qualcuno più forte di lui?“, si chiedono preoccupati i genitori di un bambino che si dimostra un po’ remissivo. La risposta è che cambiare è possibile, almeno in parte, ma ci vuole un po’ di tempo e pazienza.

Come aiutarlo a farsi rispettare

Prima di allarmarsi troppo e immaginare per il proprio figlio un futuro “frustrante”, è necessario tenere conto del suo temperamento e sapere che questo atteggiamento un po’ passivo si può anche in parte modificare. Anche se, naturalmente, un bimbo con un’indole da agnellino non diventerà mai un tigrotto.

E’ attraverso il costante confronto con la personalità degli altri che il piccolo, indipendentemente dall’età, rafforza il suo carattere. A volte, però, nel vederlo subire le aggressioni dei compagni, i genitori tendono a proteggerlo eccessivamente. E finiscono per fargli frequentare poco gli amichetti, evitando soprattutto quelli più “irruenti”, con il rischio di isolarlo.

Per aiutare il bambino a tirare fuori un po’ di grinta e imparare l’arte di difendersi e farsi rispettare, è importante creargli molte occasioni di incontro con i coetanei, anche prima dell’inserimento nella scuola materna. Fino ai tre anni sono molti infatti i bambini che, non frequentando l’asilo nido, passano la maggior parte del tempo insieme a figure adulte, come la mamma, i nonni o la baby sitter.

Le cose cambiano decisamente alla scuola materna: è qui che il piccolo comincia davvero a fare i conti con la sua capacità di cavarsela. La cosa migliore è lasciare che il bambino se la sbrighi da solo, che sperimenti le regole dello stare insieme. In questo modo, imparerà a rispettare gli altri e pretendere rispetto.

Bisogna intervenire solo se l’aggressione è troppo violenta, eventualmente facendo presente l’accaduto all’altro genitore o all’insegnante. E’ fondamentale, in questa fase di crescita, spronare il bambino ad avere fiducia in se stesso, dicendogli, ad esempio: “puoi farcela a difenderti da solo”; prestando attenzione, però, a non rimproverarlo o mortificarlo quando non ci riesce.

Appena sarà possibile, un’utile strategia è fargli praticare uno sport, in particolare un’attività di squadra, che possa aiutarlo a esprimere la propria aggressività, attraverso il meccanismo della competizione.

Che cosa non fare

A molti genitori viene istintivo proteggere il piccolo e difenderlo davanti agli altri bambini, ma è un atteggiamento sconsigliabile. Perchè, così facendo, si trasmette l’idea che sia debole e che da solo non possa farcela.

Se il bambino non è riuscito a difendere un giocattolo e se l’è fatto portare via, è meglio sdrammatizzare senza promettere di comprargliene uno ancora più bello: pian piano imparerà a reagire, anche se lo farà a modo suo, magari sgridando il compagno piuttosto che restituendogli lo spintone.

Evita di etichettare i compagni come prepotenti, allontanando emotivamente il bambino da loro. Perchè quello che lui desidera il più delle volte è stare insieme a loro.

Non ridicolizzare il suo comportamento passivo e non incitarlo ad alzare le mani. Spiegagli che ci si può benissimo difendere in altri modi, spesso molto più efficaci come delle belle frasi ad effetto.





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