Bravi Bimbi > Primi anni > I disegni del bambino

I disegni del bambino

Scritto da barbamamma il 11 Dicembre 2018

disegno bambino

I suoi disegni ci parlano del nostro bambino.

E’ un piccolo capolavoro! Tutti i genitori osservano e conservano con orgoglio i primi scarabocchi del proprio figlio.

Attraverso il disegno i bambini ci parlano e raccontano con i loro occhi il mondo che vedono, gli amici, la loro famiglia, un modo per rappresentare il loro stato d’animo e le relazioni tra le persone.

Per noi adulti è uno strumento che ci mostra il crescere del nostro bambino e la sua capacità di acquisire nuove abilità e di perfezionarne delle altre.

Come si può intuire il disegno può diventare un canale di comunicazione, diverso dalla parola, che aiuta noi adulti a comprendere meglio il mondo dell’infanzia.

Quante cose ci possono dire i nostri bambini attraverso le loro produzioni grafiche, ma bisogna sempre stare attenti quando si guardano i loro disegni a non valutare mai il bambino dalle caratteristiche di uno solo, ma considerare tutta la sua produzione grafica per un periodo di tempo prolungato.

E’ importante che il bambino si avvicini al disegno con il giusto atteggiamento e cioè come un gioco. Mamma, papà ed anche le educatrici della scuola materna devono essere osservatori attenti ma poco invadenti. Bisogna rispettare i tempi, e le tecniche scelte dal bambino, senza giudicare o imporre le proprie preferenze. Solo alla fine del suo disegno si può cogliere l’occasione per approfondire il significato che egli ha dato al suo capolavoro, utilizzandolo come stimolo per una comunicazione positiva.

Dal segno al disegno

E’ necessario che passi un po’ di tempo prima che i primi scarabocchi diventino un vero e proprio disegno.

Fino all’anno e mezzo/due il bambino fa scorrere la matita sul foglio lasciando una traccia delle sue azioni, egli prova soddisfazione sia per il movimento che per aver prodotto un segno che resta.

Verso i due anni il bambino utilizza la coordinazione occhio-mano, quindi un controllo maggiore dei suoi movimenti. Questo è il momento in cui verifica alcune competenze motorie e allora solleva la matita, poi la rimette sul foglio ripetutamente sperimentando, inoltre, i diversi tipi di tratto; è il periodo dei tentativi.

Dai tre ai sei anni vi sono due acquisizioni importanti, la prima avviene imitando la ”scrittura di mamma e papà” ed è la premessa perché avvenga l’acquisizione del concetto di scrittura. Altro aspetto che caratterizza la produzione grafica in questo periodo è la rappresentazione del bambino di ciò che vede e di ciò che conosce, rappresenta il mondo che lo circonda visto dai suoi occhi.

Dopo l’inizio della scuola elementare i bambini fanno disegni che rappresentano la realtà, fanno una ”copia del vero”, diminuisce la loro personalizzazione del mondo.

Cosa ci dice attraverso i colori

Il tuo bambino preferisce disegnare sempre con uno stesso colore? O usa solo due colori? Non ti preoccupare, sono tutte fasi, tappe della sua evoluzione.

Anche nella scelta dei colori va ad incidere l’età dell’ ”artista”, fino ai due anni vengono preferiti colori scuri; blu, marrone e nero perché sono quelli che lasciano una maggiore ”traccia di se”’. Arrivano dopo il rosso, il giallo, il verde.

Ogni colore ha poi un proprio significato, rappresenta emozioni e sentimenti.

Blu: indica la calma, la concentrazione, la capacità di ascolto degli altri, ma anche dell’attenzione per le proprie esigenze più profonde e vere in genere quelle interiori.

Marrone: è il colore della terra dalla quale nascono i fiori e gli alberi, è il colore della voglia di vivere.

Nero: rappresenta il ”no” l’opposizione, l’inquietudine, la ribellione, un momento di grande crescita, come possono essere i due anni.

Verde: è il punto d’incontro tra i toni caldi e quelli freddi, tra le potenzialità interne e le richieste del mondo esterno.

Rosso: indica il dinamismo, l’energia del bambino che non è mai fermo e che agisce sul mondo.

Giallo: può rappresentare l’allegria, la solarità di certi bambini e il bisogno di stare con gli altri, l’estroversione e l’ottimismo.

Il foglio è il suo mondo

Il foglio sul quale disegna rappresenta il mondo sociale del bambino, l’ambiente e il modo con cui egli si relaziona con gli altri.

Inizialmente i segni sono arrotondati, con qualche ”gomitolo” dove sono concentrati un insieme di tratti. Dopo i tre anni iniziano disegni misti (arrotondati, appuntiti, ad angolo) alternando tratti pesanti a tratti leggeri.

La posizione del disegno sul foglio può darci qualche suggerimento sia sul momento di sviluppo del bambino che su qualche caratteristica del suo carattere.

Se il foglio è completamente riempito può essere indicativo di un bambino estroverso e che denota una certa sicurezza dall’altro lato un bambino che riempie poco il foglio può essere un bimbo un po’ timido che aspetta che siano gli altri a fare il primo passo.

Fino ai quattro anni i bambini disegnano in genere al centro del foglio, questo rappresenta il loro modo di sentirsi al centro dell’attenzione e che tutto ruota intorno a loro.

Il disegno che occupa la parte sinistra del foglio, lasciando libera la parte destra, ha a che fare con il senso di sicurezza con la richiesta di protezione e di coccole. Se invece occupa la parte destra è la richiesta del proiettarsi verso gli altri, verso l’esterno della famiglia.

Il disegno che è concentrato nella parte bassa del foglio da indicazione di una certa concretezza e praticità. La parte alta del foglio è per i sognatori e gli idealisti, ma anche chi sfrutta la fantasia per risolvere i problemi.





Info

Articolo (qui trovi il permalink) con categoria «Primi anni» e tag «, , ».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2007-2019 Bravi Bimbi