Imparare a gestire i capricci e i “no” dei nostri bambini fa parte del manuale segreto di ogni bravo genitore. Manuale che non è stato consegnato a tutti dopo il parto e quindi cerchiamo di rimediare proponendo qualche strategia utile 🙂

Limitara la lotta deve essere la tua priorità. Cerca di mediare senza concedere sempre tutto a tuo figlio. Ci vuole un po’ di polso e qualche furbizia. Alcuni direbbero: “bastone e carta”.

Soprattutto, ricorda che:

La gentilezza e la cortesia sono ancora più importanti tra marito e moglie e tra genitori e figli, che tra perfetti estranei“.

5 strategie per gestire i capricci e i “NO”:

  1. OFFRI DELLE ALTERNATIVE
    Quando è possibile permettigli di scegliere tra due alternative accettabili: “Invece della Coca-Cola, preferisici l’acqua o il succo d’arancia?”
  2. INSEGNALI A DIRE “NO” CON EDUCAZIONE
    Spiega a tuo figlio che può anche rifiutare e non essere d’accordo in modo educato. Ad esempio: “Mamma, adesso non ne ho proprio voglia”.
  3. NON LIMITARTI A CEDERE
    Fai marcia indietro con garbo. Spesso, trovando un compromesso, tu e tuo figlio otterrete tutto ciò che volete, o quasi. “Basta televisione, devi andare a letto. Facciamo così, vai a lavarti i denti, poi guardiamo ancora qualche e minuto e ti accompagno a letto ok?”
  4. RIDUCI AL LIMITE LE LOTTE
    Concedigli un grado ragionevole di indipendenza e responsabilità. Così si sentirà grande e dotato di un certo controllo.
  5. LIMITA I TUOI NO E SPIEGATI
    Anche tu, mamma e papà, devi evitare di gridare in continuazione a tuo figlio e a dirgli sempre di no. Riserva i tuoi “no” ai casi veramente importanti, per esempio vietando una attività che potrebbe nuocere a tuo figlio, agli altri o provocare danni. Se una delle regole familiari proibisce di arrampicarsi sui mobili o sul divano, chiedi a tuo figlio di smettere con educazione e fermezza, quindi ricordagli la regola e spiegagli il motivo per cui è stata introdotta. Ricorda: anzichè dire:”Non fare questo!”, cerca di adottare un atteggiamento positivo (per quanto emotivamente possibile), insegnando sì l’obbedienza alle regole ma anche spiegandole sempre.
Non porre mai domande impossibili a tuo figlio come:”Quante volte ti devo dire di…?”.
La risposta logica a simili quesiti sarebbe:”Non lo so papà. Quante volte me lo devi dire?”.
Se formulate una domanda sciocca, è probabile che otteniate una risposta sciocca.