Andava tutto bene, era entusiasta di maestre, compagni e giochi. E ora, dopo qualche giorno di vacanza, fa mille storie per tornare all’asilo…

Succede spesso, dopo una pausa prolungata come le feste natalizie o le ferie estive, che per i bimbi la ripresa del tran-tran quotidiano sia un piccolo trauma. Anche se sono ben inseriti all’asilo o alla materna.

Che cosa fare se non vuole andare all’asilo o alla materna?

Questi sono alcuni suggerimenti che abbiamo raccolto per te nel caso il tuo bambino faccia qualche capriccio e la mattina si metta a piangere o punti i piedi per andare all’asilo o alla materna.

  • Invita a casa qualche compagno o trova l’occasione per uscite e gite in gruppo. Così si crea un senso di continuità tra l’ambiente di casa e la scuola. E il piccolo sarà più tranquillo, perchè sa che, andando all’asilo, potrà incontrare i suoi amici.
  • Lascia che porti all’asilo il suo peluche o gioco preferito: sembra banale ma può aiutare un bambino di tre o quattro anni a uscire di casa più contento.
  • Se fa fatica ad alzarsi, gli si potranno ricordare i momenti piacevoli della giornata: i giochi che farà a scuola, i disegni, la merenda, il pomeriggio con gli amichetti.
  • La sera puoi provare a raccontare una favola o una storia che parli proprio del tema della separazione dalla mamma e dalla casa e poi della gioia di ritrovarsi di nuovo tutti insieme.
  • E anche utile cercare di riprendere subito dopo la pausa i ritmi e le abitudini normali, soprattutto se il piccolo frequenta il nido. La routine dà molta sicurezza ai bambini, ma una volta scardinata, è difficile da ripristinare.
  • Può essere utile coinvolgere il bambino, la mattina, in una spece di rituale raccontato, facendo i preparativi sempre nello stesso ordine e commentandogli: prima lavarsi, poi vestirsi, per ultima la colazione. I bambini sono molto abitudinari e sapere via via ciò che viene dopo li rassicura.
  • Ricordati che questi momenti di “crisi” possono verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno. E’ normale che i piccoli attraversino talvolta fasi di regressione, in cui sentono il bisogno di fare “rifornimento” di coccole e attenzioni.

Che cosa NON fare se non vuole andare all’asilo o alla materna

  • Non pretendere che gli passi subito: ecco l’atteggiamento migliore. In questo modo si permette al bambino di confrontarsi con le emozioni negative, senza reprimerle. E questo gli consente di superarle più in fretta.
  • Invece di irritarsi, meglio pensare alla “sindrome del lunedì”, quando la sola idea di riprendere il lavoro dopo due giorni di pausa deprime gli adulti. Figuriamoci un bambino, che a casa ha le attenzioni di tutti concentrate su di lui.
  • Non fare confronti con i compagni: “guarda Carlo come è bravo e tranquillo…”. Non solo non si otterrebbe l’effetto sperato, ma anzi, si farebbe sentire il piccolo inadeguato e quindi più fragile e insicuro.
  • Non promettergli cose che si sa di non poter mantenere pur di farlo andare all’asilo a tutti i costi, come: “Se oggi vai a scuola, domani ti lascio a casa”. Il bambino se ne ricorda. Meglio essere sinceri e premiarlo ogni tanto per il suo sforzo, facendogli trovare un regalino al rientro.
NON ESSERE SEMPRE DI FRETTA
Un suggerimento sempre valido è svegliare il bambino un quarto d’ora prima per guadagnare ritmi più rilassati e vicini alle sue esigenze.
Senza contare che è bello potersi concedere uno spazio per le coccole e per farsi raccontare i sogni che ha fatto.
Può essere divertente per proporgli il gioco della clessidra o delle lancette: “vediamo se riusciamo a vestirci prima che la sabbia sia finita (o che la lancetta sia arrivata fino a lì).