Un tempo le voglie sulla pelle dei bambini erano associate a un desiderio della futura mamma durante la gravidanza.

Poi le voglie vennero chiamate “angiomi“, un termine anch’esso superato.

Oggi, questi segni sulla pelle, sono divisi in due grandi categorie: gli emangiomi infantili e le malformazioni vascolari, entrami “errori di fabbricazione” dei vasi sanguigni, che si evidenziano sulla pelle del bebè con caratteristiche diverse.

Le macchie possono essere già presenti alla nascita oppure comparire in seguito, essere piane o in rilievo, di colore rosa porpora o rosso vivo, crescere oppure regredire.

Piccole e grandi anomalie vascolari che, a seconda del tipo, della grandezza e della localizzazione, richiedono terapie differenti.

Per tutte comunque oggi si adotta la stessa strategia: se le lesioni causano danni al bambino meglio intervenire prima possibile, non solo per evitare eventuali interferenze con lo sviluppo armonico ma anche per non vederlo e farlo sentire diverso, un risvolto psicologico da non sottovalutare.

All’età di un anno un bambino su 10 ha un emangioma più o meno esteso in qualche parte del corpo. Si tratta di tumori vascolari benigni presenti fin dalla nascita o spuntati nelle prime settimane di vita. Crescono velocemente nei primi sei mesi poi inizia una lenta regressione e proprio perché scompaiono spontaneamente –  spesso entro i 5 e, al massimo, entro i 9 anni di età – in molti casi non è necessaria alcuna terapia.
La maggior parte degli emangiomi infatti non lascia tracce.

Si decide per l’intervento chirurgico precoce soltanto se sono localizzati sul volto e se sono destinati ad avere una regressione non favorevole, cioè a lasciare asimmetrie facciali associate a una zona della pelle diversa da quella circostante. Oppure se si tratta di emangiomi problematici che a causa della loro posizione possono provocare un danno funzionale, come quelli localizzati intorno all’occhio, sul naso, sulle labbra oppure sul cuoio capelluto.

Il primo trattamento medico normalmente è a base di cortisone e questa cura risulta di solito efficace; se non funziona l’unica soluzione è quella chirurgica: a differenza delle malformazioni capillari infatti gli emangiomi vanno asportati e non soltanto schiariti. Due i tipi di intervento più comuni: la dissezione a ultrasuoni che permette di isolare l’emangioma preservando vasi e muscoli circostanti e l’elettrocoagulazione a radiofrequenza, una tecnica che serve a limitare l’abbondante sanguinamento; a questi due metodi si affiancano anche tutte le tecniche microchirurgiche che permettono di ottenere risultati estetici molto soddisfacenti. Tali procedure sono intervallate o seguite da trattamenti con il laser.

QUANDO SI INTERVIENE SUBITO

In genere gli emangiomi scompaiono spontaneamente senza bisogno di terapie.
Esistono però alcuni casi in cui si preferisce intervenire in maniera precoce. Eccoli nel dettaglio.

  • Emangiomi agli OCCHI

Le complicanze degli emangiomi peripalpebrali, cioè sulla palpebra o intorno all’occhio, possono diventare irreversibili in pochi mesi: le macchie costituiscono una piccola massa che interferisce con lo sviluppo dell’occhio perché impedisce che la luce arrivi correttamente alla pupilla o comprime il bulbo oculare. Questo tipo di emangioma è quello che richiede un intervento più urgente. Il trattamento medico a base di cortisone deve essere iniziato nei primi mesi di vita e se non funziona l’angioma va rimosso appena possibile, anche prima dei sei mesi di età.

  • Emangiomi al NASO

I più frequenti sono quelli sulla punta del naso, che vanno a insinuarsi tra le cartilagini e ne compromettono il normale sviluppo, con conseguenti difetti permanenti. In genere devono essere trattati chirurgicamente, intorno ai 18 mesi di vita. Anche perché possono ostacolare una buona respirazione.

  • Emangiomi alle LABBRA

Questi emangiomi causano a volte uno sviluppo asimmetrico della zona in cui sono localizzati. Il trattamento chirurgico è spesso complesso e nei casi più severi va realizzato in tappe successive a distanza di un anno l’una dall’altra. Questa procedura infatti è meno traumatica per il bambino e riduce i rischi di un intervento maggiore praticato in una sola seduta e consente un risultato finale migliore sotto il profilo estetico. Tutte le tappe si concludono sempre prima dell’età scolare.

  • Emangiomi al CUOIO CAPELLUTO

Una voglia situata in questa zona impedisce la crescita dei capelli nel punto dove è localizzata. E’ preferibile perciò intervenire precocemente (in genere tra il primo e il secondo anno di età).

GLI ANGIOMI PIANI

Un trattamento completamente diverso dagli emangiomi  richiedono gli angiomi piani, che sono vere e proprie malformazioni vascolari permanenti, cioè dilatazione dei vasi capillari congenite (ma non ereditarie).
Si tratte delle classiche voglie di vino presenti fin dlla nascita di cui si occupano i dermatologi più che i chirurghi e la maggior parte dei casi gli angiomi piani comportano solo problemi estetici e molto di rado indicano che qualcosa non va.
Il laser è l’unica terapia possibile utilizzata ormai da vent’anni già partire dai 4-6 mesi di vita: l’angioma più piccolo, la cute sottile e i capillari meno dilatati, assicurano risultati migliori rispetto ad interventi tardivi. L’obiettivo è riuscire a schiarirli prima dell’ingresso nella vita sociale perché non turbino all’immagine che il bambino ha di sè. La tecnica impiegata si chiama fototermolisi selettiva: la luce del laser vascolare colpisce distrugge soltanto i capillari (attratta dal colore rosso delle emoglobina contenuta nei vasi dilatati), penetrando non oltre 1-1, 5 mm sotto l’epidermide e risparmiando i tessuti circostanti. Il trattamento, a seconda dei casi, si può effettuare in anestesia generale, in sedazione oppure – più spesso – in anestesia locale.

COME RICONOSCERLI
EMANGIOMI: di solito, compaiono qualche settimana dopo la nascita. Crescono molto velocemente nei primi mesi di vita, poi si arrestano. Si presentano come macchie rossastre, all’inzio piane e, in seguito, in rilievo. Al momento di massivo sviluppo, sono di colore rosso vivo o bluastro, ben delimitate rispetto alla pelle che le circonda. Sono più frequenti nelle femmine. Regrediscono dopo i 6 mesi.

ANGIOMI PIANI: sono presenti già alla nascita e crescono lentamente insieme al bambino. Tendono a schiarirsi nelle prime settimane di vita, man mano che la pelle si ispessisce, ma non vanno mai incontro a una regressione spontanea. Soltanto quelli medio-frontali, palpebrali o nucali possono attuenarsi con il tempo (spesso entro l’anno di età), in quanto non sono veri angiomi piani, ma solo capillari dilatati che si normalizzano.