Anche la posizione su un fianco, un tempo ritenuta sicura come quella supina, non deve essere adottata. Il bambino messo di fianco viene infatti a trovarsi in equilibrio instabile e può quindi girarsi accidentalmente a pancia in giù. Per garantirgli la massima stabilità e, quindi, tranquillità durante il sonno, conviene inoltre posizionarlo, naturalmente a pancia in su, contro il bordo laterale della culla.

Ma perchè fino a vent’anni fa gli specialisti raccomandavano di mettere i neonati a pancia in giù?

Il nuovo orientamento arriva dagli Stati Uniti. All’inizio degli anni Novanta, l’American Academy of Pediatrics ha decretato che era necessario raccomandare a tutti i genitori di mettere nella culla neonati e lattanti in posizione supina. Lo scopo del provvedimento era di ridurre i casi di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) un evento drammatico che comporta la morte improvvisa di lattanti all’apparenza sani e che rappresenta la prima causa di decesso entro il primo anno di vita in tutto l’occidente, Italia compresa. Pare infatti che, nella posizione a pancia in giù, un eventuale rigurgito possa essere più facilmente aspirato nell’apparato respiratorio ed eventualmente provocarne il soffocamento.

Ci sono dunque delle prove concrete che la posizione a pancia in su prevenga la SIDS?

In una ricerca successiva, denominata National Infant Sleep Position Study, gli stessi ricercatori dell’American Academy of Pediatrics hanno osservato che in seguito alla campagna di sensibilizzazione e alla conseguente nuova abitudine di mettere i neonati a pancia in su i casi di SIDS erano diminuiti addirittura del 38%. Successivamente la comunità scientifica internazionale ha rilevato un calo statisticamente importante dell’incidenza dell sindrome in tutti i Paesi in cui sono state avviate campagne che raccomandavano alle mamme di mettere i loro piccoli in posizione supina.