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Cosa è la depressione post·natale?

Scritto da barbamamma il 09 Febbraio 2019

depressione postnatale

La depressione post-natale compare entro i dodici mesi successivi al parto, anche se l’insorgenza è datata, più frequentemente, tra quattro e sei settimane.

Tende a svilupparsi gradualmente, può persistere per diversi mesi ed essere causata anche da un aborto.

In una piccola percentuale di casi può tradursi in depressione cronica o ripresentarsi nelle gravidanze successive.

Si manifesta con sintomi depressivi differenti nel numero, nel tipo e nella gravità rispetto a quelli riferiti da donne depresse che non hanno partorito. Non è da confondersi con i disturbi acuti da stress e da stress post-traumatico, che a volte compaiono durante il primo anno di vita del bambino.

Interessa il 15% delle madri, percentuale che può salire al 26% tra le adolescenti, con una variabilità compresa tra 3-30% secondo il metodo ed i tempi d’accertamento. Un rilevante numero di casi (40-60%) si manifesta entro tre mesi dal parto, e si tratta prevalentemente di depressioni comparse in gravidanza. Una percentuale di donne da 25 a 60% ha una remissione dei sintomi tra i tre e i sei mesi, mentre da 15 a 25% entro dodici mesi dal parto.

I casi più lievi o moderati possono non essere riconosciuti dalla donna, dal partner, dalla famiglia, dagli amici e neppure dai professionisti della salute.

Non esistono dati a sostegno di una differente incidenza di tale patologia nelle varie culture.

Talvolta le donne si sentono ansiose o arrabbiate, altre volte attribuiscono i propri cambiamenti d’umore e di atteggiamento alla stanchezza e alle difficoltà di relazione, piuttosto che ammettere di essere depresse.

La depressione post-natale è caratterizzata da:

  • irritabilità
  • collera
  • sentirsi priva di forze
  • perdita di interesse
  • sentirsi colpevole

Come si riconosce la depressione post-natale?

Al fine di individuare il maggior numero di donne con segni di depressione post-natale è necessario fare attenzione ai sintomi riferiti, ai sentimenti e pensieri negativi espressi, ma anche alla loro persistenza e alla intensità con cui sono vissuti.

Il mancato riconoscimento di una depressione aumenta il rischio di conflitto nella coppia e la possibilità di separazione e divorzio, oltre ad incidere sul benessere del neonato e di altri figli.

Lo strumento di screening più comunemente utilizzato in periodo postnatale è la Edimburg Postnatal Depression Scale (EPDS) o Scala di Edimburgo, che andrebbe utilizzata in tutte le donne alla prima visita di controllo (approssimativamente sei settimane) dopo il parto e che, nei casi incerti, è consigliabile utilizzare nuovamente a distanza di due settimane. Una seconda valutazione può essere fatta tre mesi dopo il parto. EPDS dovrebbe essere somministrata da professionisti specificatamente formati.

EPDS, che non individua le madri con nevrosi d’ansia, fobia e disturbi della personalità, non può essere considerata come unico criterio clinico, ma permette di individuare la popolazione per la quale è indicato un accertamento accurato. In altri termini, EPDS dovrebbe essere offerta alle donne in periodo postnatale come parte di un programma di screening e non deve essere considerata uno strumento diagnostico. La diagnosi di depressione postnatale richiede infatti una accurata valutazione clinica.

La scala comprende dieci affermazioni. Le madri scelgono tra quattro possibili risposte quella che corrisponde meglio allo stato d’animo provato durante gli ultimi sette giorni. Il suo valore predittivo positivo varia da 44% a 73%, dipendentemente dai limiti di soglia che vengono scelti.

depressione post natale

Quali i fattori di rischio?

I fattori di rischio aumentano la probabilità di sviluppare una depressione post-natale, ma non sono necessariamente fattori causali.

Una revisione sistematica distingue i fattori di rischio in certi e probabili.
Il 75% degli studi considerano fattori di rischio certi:

  • storia personale di depressione
  • depressione durante la gravidanza
  • difficoltà di rapporto con il partner
  • mancanza di sostegno pratico ed emotivo
  • accumulo d’eventi tressanti

Tra il 40% e il 60% degli studi includono come fattori di rischio probabile:

  • psicopatologia nella storia familiare
  • essere ragazze madri
  • postpartum blues severo
  • caratteristiche personali (tendenza alla passività, pessimismo, eccessiva sensibilità relazionale e tendenza al controllo, nevrosi, disturbo ossessivo compulsivo)
  • esperienza della nascita e complicanze ostetriche (mancanza di sostegno ed aiuto da parte dello staff medico/ostetrico, assenza di sostegno personalizzato)
  • stile cognitivo negativo (conflitti di ruolo, convinzioni ed attitudini pessimistiche, bassa stima di sé in relazione al ruolo di madre, pensare in termini di tutto o niente, visione catastrofica della vita, tendenza a generalizzare in modo esagerato)
  • livello di depressione del partner
  • salute del bambino (compresa la prematurità) e avere un bambino difficile
  • fattori genetici (è accertato che le madri di gemelli monozigoti sono tre volte più vulnerabili delle madri di gemelli dizigoti) e neurotrasmettitori (le alterazioni dei recettori serotoninergici giocano un ruolo nella fisiopatologia dei disturbi depressivi maggiori)

Non esistono ricerche sui neurotrasmettitori in grado di fare previsioni sulla comparsa della depressione post-natale.

Qual’è la cura della depressione post-natale?

Un trattamento inadeguato espone la donna al rischio di una distimia cronica o una depressione ricorrente ed aumenta la possibilità di ripercussioni negative sulla relazione con il partner e con il bambino.

Non esiste una lettura univoca sulle modalità di sviluppo di una depressione post-natale, per cui risulta improbabile che una singola modalità di trattamento sia valida per tutte le donne. Un trattamento multifattoriale, che combina fattori psicologici e biologici, è verosimilmente il più efficace, in quanto riconosce le origini multiple della depressione post-natale.

Gli interventi biologici come i trattamenti ormonali e la terapia elettroconvulsiva sono stati largamente sostenuti senza una adeguata dimostrazione della loro efficacia o applicabilità nella cura della depressione post-natale.

Uno studio clinico controllato randomizzato ha dimostrato l’efficacia della fluoxetina in associazione con almeno una sessione di terapia cognitiva comportamentale in donne con depressione post-natale di media entità, mentre uno studio caso-controllo depone per l’efficacia tanto di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) quanto di antidepressivi triciclici.

Per le forme lievi o medie sono indicati trattamenti psicologici (counselling individuale, psicoterapia individuale o di coppia, terapia di gruppo).

Sono necessarie ricerche controllate e randomizzate per confrontare l’efficacia dei diversi modelli di trattamento e per determinare quali siano più vantaggiosi per le donne che presentano differenti fattori di rischio o sintomi di depressione postnatale.

 

C0s’è la psicosi puerperale?

E’ il disturbo meno frequente, ma più grave. Non deve essere confusa con la depressione post- natale.

E’ una patologia che tende verosimilmente a ripresentarsi con le successive gravidanze, generalmente ad evoluzione rapida ed i sintomi più frequenti sono:

  • stato confusionale
  • gravi oscillazioni del tono dell’umore
  • comportamenti eccentrici
  • delirio
  • allucinazioni

Si manifesta nelle donne che hanno una storia personale o familiare di schizofrenia o di psicosi maniaco-depressiva (anche nota come disturbo bipolare). Colpisce 1-2 donne su 1000, la comparsa può essere drammatica, con inizio subito dopo il parto o entro 48-72 ore. Per la maggior parte delle donne i sintomi si sviluppano entro due settimane dal parto.

Esiste un rischio significativo d’infanticidio o suicidio ed aumenta l’incidenza di trattamenti psichiatrici e ricoveri per due anni dopo il parto.

 

 

 

Bibliografia

National Health and Medical Research Council. Postnatal depression. A systematic review of published scientific literature to 1999. Canberra: NHMRC; 2000
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Smallwood Fergerson S, Jamieson DJ, Lindsay M. Diagnosing postpartum depression: Can we do better? Am J Obstet Gynecol 2002;186:899-902 [Medline] Cox JL, Holden JM, Sagovsky R. Detection of postnatal depression. Development of the 10-item Edinburgh Postnatal Depression Scale. Br J Psychiatry 1987;150:782-6 [Medline]
Scottish Intercollegiate Guidelines Network. Postnatal depression and puerperal psychosis. Clinical Guidelines 60. Edinburgh: SIGN; 2002
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Commenti

2 commenti a “Cosa è la depressione post·natale?

  1. Oddio, io questi sintomi che scrivete lì ho tutti:

    irritabilità
    collera
    sentirsi priva di forze
    perdita di interesse
    sentirsi colpevole

    Sono quindi depressa? No dai. Non mi dite così.

  2. No dai Gaia! Ad ogni buon conto, ne hai parlato con la tua pediatra? O con il tuo medico di fiducia? Un neonato assorbe tutte le energie ma non sottovalutare comunque i sintomi di cui abbiamo parlato anche nell’articolo.

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