possono avere un contatto più ravvicinato con il proprio figlio.

Si parla quindi di marsupi, zainetti o fasce portabebè: diversi sono gli studi che hanno messo in evidenza i benefici effetti della cosìdetta pratica del portage sulla salute generale del bambino.

La pediatra canadese Hunziker  U.A., ha dimostrato come tenere in braccio o addosso il neonato riduca la frequenza del pianto del 43%.
Anche uno dei ricercatori che maggiormente si è occupato del tema del pianto, Peter Wolff   ha rilevato che, in effetti, ciò che calma il bambino è in realtà il contatto fisico e non l’essere pulito e cambiato o nutrito.
Stesse conclusioni per uno studio americano condotto dai dottori Elizabeth Anisfeld e Nicholas Cunningham (molto quotati in questo settore) pubblicato sul “Lancet” che ha indicato come portare il bambino a stretto contatto corporeo – per esempio dentro un marsupio/fascia – abbia un effetto ancora più positivo sulla relazione mamma-bambino dell’allattamento al seno e sia quindi importante, soprattutto nei primi mesi di vita, per migliorare la sintonia tra il piccolo e la madre.
Altri studi ancora hanno messo in evidenza come portare il bambino sulla schiena, oltre a prevenire la lussazione dell’anca nei soggetti predisposti, serva a facilitarne l’adattamento extrauterino, in quanto ne regolarizza la funzione respiratoria, cardiaca e il ritmo sonno-veglia.
E’ come se la mamma funzionasse da metronomo per il bambino, dandogli il tempo da seguire.
La ritmicità e la ripetitività dei movimenti e della voce materna consentono poi al bambino di coordinare il movimento degli arti e ciò contribuisce ad assicurare uno sviluppo psicomotorio precoce: i bambini africani stanno seduti a quattro mesi e camminano a nove.

potare il neonatoRicerche più recenti confermano come i bambini che piangono meno siano quelli “portati”: i primi in classifica sono i coreani. A confronto con i loro coetanei americani che, a un mese di vita passano da soli il 67,5% del loro tempo, i piccoli coreani trascorrono in solitudine l’8,3% della loro giornata e vengono “portati” il doppio dei bambini americani. Inoltre sembra che per i neonati coreani non esista nemmeno il problema delle coliche gassose dai primi tre mesi di vita.
Tutto ciò dimostra come il disagio del bambino occidentale – quello che piange pià a lungo rispetto ad altri – sia causato da uno stile di accudimento non idoneo alle esigenze fisiologiche del bambino.
La migliore risposta al pianto del neonato non è un succhiotto di gomma ma “un pacchetto di cure materne” ad alto contatto.

Non ti sentire però “obbligata” a portare tuo figlio. Vale la pena, soprattutto alla luce di quanto scritto sopra, provare.

In caso di dubbi, o per frequentare corso per imparare a utilizzare le fasce portabebè conviene rivolgersi ad una associazione che si occupa di portage (ad esempio: www.portareipiccoli.it) o scambiare qualche idea con chi lo fa già (vedi anche: www.mammarsupio.com)

Fonte: Questo argomento e molti altri approfondimenti li trovi nel prezioso libro edito da Il Leone verde dal nome “Sono qui con te“.
Nella foto grande: Un meitai grigio di mammarsupio