evita una malattia molto pericolosa: l’enterocolite necrotizzante, una forte infezione intestinale che può essere prevenuta grazie all’assunzione del latte materno fresco della propria mamma.

Purtoppo però i bambini che nascono prima della trentaquattresima settimana non riescono ad alimentarsi autonomamente al seno, quindi la mamma dovrà spremere il seno con un tiralatte e darglielo con altri metodi, finché il piccolino non abbia raggiunto la sua autonomia.

Per promuovere l’allattamento al seno anche dei bambini ricoverati in terapia intensiva neonatale, oggi esistono molte pratiche che vengono valorizzate in questi speciali reparti: la spremitura del latte materno con il tiralatte (almeno 100 minuti al giorno, suddivisi chiaramente in tante poppate), l’attacco precoce del bambino per stimolare la fuoriuscita del latte, il metodo canguro (neonato nudo a contatto con la pelle della mamma) sopratutto affinché il neonato riconosca l’odore della mamma e del latte, la presenza della mamma in reparto 24 ore su 24…

Anche se sappiamo che il latte materno è l’alimento migliore, siamo anche a conoscenza che per i bimbi prematuri esiste un fabbisogno maggiore di proteine rispetto al fabbisogno di un nato a termine, per cui spesso è necessario dare insieme al latte della mamma anche dei “rinforzanti” che aggiungano le proteine di cui necessitano. Quest’aggiunta però non è più necessaria quando il bambino viene dimesso perché in quel momento non ha bisogni diversi da un bimbo nato a quaranta settimane.

Esistono solo pochi casi in cui è sconsigliata la nutrizione del bimbo pretermine con il latte materno: mamma affetta da HIV oppure presenza di un’alta carica virale di CitoMegaloVirus nel latte (infezione che potrebbe dare problemi al neonato pretermine).

Alcuni studiosi avevano ipotizzato che l’allattamento al seno fosse causa di un’ansia maggiore per i genitori di un bambino ricoverato in terapia intensiva neonatale. È stato invece dimostrato che non è così: quando essi vengono preparati dal personale in modo adeguato, ricevono informazioni complete e vengono sostenuti durante questa difficile esperienza, allora non presentano livelli maggiori di ansia rispetto alle coppie che non allattano al seno.

 

Dr.ssa Maria Chiara Giusteri (ostetrica)

 

Nata il 15/08/1987 a Brescia, dove vive, studia e lavora, consegue nel novembre 2009 la Laurea in Ostetricia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Brescia con la votazione di 110/110; un estratto della sua tesi è stato anche pubblicato sulla rivista on-line “Siryo” (n. 8/2009).

A febbraio 2010 decide di intraprendere la strada della libera professione e comincia così a gestire e condurre corsi di accompagnamento alla nascita e a prestare assistenza domiciliare e telefonica alle donne, soprattutto per l’allattamento. Inoltre, collabora con associazioni del territorio bresciano per ideare e condurre progetti di educazione alla salute sessuale e riproduttiva.

Da aprile 2013 gestisce un suo sito (www.ostetrichelive.it), in cui propone corsi preparto online e assistenza telefonica per gestanti, neomamme e per tutte le donne che necessitano di una consulenza sulla loro salute sessuale e riproduttiva.