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Le sue prime paure

Scritto da barbamamma il 23 Febbraio 2010

neonatoFino a circa tre mesi il neonato percepisce il mondo e se stesso come una cosa unica, non rendendosi conto di quello che è lontano da lui, ma solo di quello che gli è vicino e l’oggetto che rappresenta tutte le sensazioni più positive è la sua mamma.
Da qui l’importanza che la presenza materna ha per il benessere fisico e psicologico del bambino nei primi mesi, che segnano le tappe per il suo sviluppo successivo.
Poiché il progresso non si raggiunge se non a prezzo di sforzi e anche di temporanei fallimenti, il nostro bambino è destinato a provare le prime delusioni, fatiche, paure: tappe comunque inevitabili, da superare per crescere.
Le paure più comuni , quelle che i bimbi provano in questo periodo del loro sviluppo, sono:

  1. PAURA DELLA SOLITUDINE: non ci sarà niente di strano se vedrete il vostro piccolo piangere o assumere un’espressione angosciata quando si ritrova da solo in una stanza: basterà il ritorno della mamma a far tornare il sorriso. Ciò dipende dal fatto che egli non può comprendere che la mamma se ne va, ma tornerà “presto”. Da qui L’esigenza di trovare dei sostituti della presenza materna che lo aiutino a superare la paura della solitudine: il pollice o il ciuccio da succhiare (sostituti del seno) e la coperta (fonte di calore).
  2. PAURA DI ADDORMENTARSI: anche nel momento della nanna il piccolo può sentire la paura del distacco da tutto quello che è caro, soprattutto dalla mamma, perché non comprende che dopo poche ore la sua vita ricomincerà come prima. Il pianto, in questi momenti non è un “capriccio”, ma un genere diverso di paura della solitudine che sente arrivare con il sonno. Il ciuccio, la coperta, un oggetto caro devono essere lasciati nel lettino come valida consolazione in un momento di tristezza, altrimenti aspettiamo che sia passato al sonno profondo prima di lasciarlo da solo.
  3. PAURA DEL BUIO: nel secondo semestre di vita la mente del bambino comincia ad essere abbastanza evoluta per immaginarsi dei pericoli e se colleghiamo questo elemento con il fatto che a questa età il piccolo si rende conto dell’esistenza di un mondo intorno a lui, possiamo ben comprendere come il buio possa essere una delle situazioni più terrorizzanti. Cerchiamo quindi, di non influenzare i bambini con i nostri stessi timori, lasciando sempre accesa una luce nella camera da letto, perché la paura del buio sarà trasmessa più facilmente al nostro bambino.
  4. PAURA DI CADERE: avviene nel primo anno di vita quando il bambino comincia a camminare, rivoluzionando il suo rapporto con il mondo.Questa è una fase di conquista, una forma di controllo che dà al piccolo un grande senso di potenza, ma che può farlo incorrere in alcune disavventure, causa a volte di ritardo nel camminare.La sua non è paura del dolore, ma paura di restarci male. Per incoraggiarlo, la mano di un adulto spesso basta a dare la sicurezza necessaria a riprendere il cammino, ma attenti a non forzarlo a fare quello che ancora non si sente di affrontare da solo.
  5. PAURA DEGLI ESTRANEI: detta anche “crisi dell’ottavo mese” perché collegata allo sviluppo delle capacità visive. E’ dovuta al fatto che il bimbo adesso riesce a distinguere i particolari che differenziano un volto dall’altro e che gli fanno riconoscere quelli familiari da quelli che non lo sono. Quando comincia a vedere in tre dimensioni, nota di più le caratteristiche individuali che possono essere per lui più o meno gradevoli, perché più o meno simili a quelle dei volti familiari. Egli imparerà presto che il mondo è abitato da tanti individui molto diversi verso cui non proverà più timore, ma solo maggiore o minore simpatia.




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