A nostro figlio di 6 mesi sono state diagnosticate modiche nefrocalcificazioni al rene sinistro.
Cosa fare per risolverle?
Possono sparire spontaneamente?
fa bene proporre acqua da bere?

Le nefrocalcificazioni (aumento del deposito di calcio nei reni) sono un reperto relativamente frequente in epoca neonatale tanto da essere considerate una evenienza parafisiologica (per parafisiologico si intende una situazione che non rientra nei parametri di “normalità” ma che allo stesso tempo non rappresenta una “patologia”).

Il loro decorso prevede un progressivo riassorbimento nel corso dei primi mesi di vita e comunque non oltre il primo anno. Se le calcificazioni cui fa riferimento erano già presenti alla nascita è molto probabile che ai successivi controlli ecografici ne possa constatare la scomparsa. In questo caso non è necessario approntare alcun provvedimento terapeutico.

Il riscontro di nefrocalcinosi oltre il primo anno di vita rappresenta invece una evenienza patologica conseguente ad un anomalo deposito di sali di calcio nel parenchima renale. Le cause possono essere molteplici: iperparatiroidismo primario, acidosi tubulare renale, ossaluria, ipercalcemia di varia origine (ipervitaminosi D, Cushing, ipertiroidismo ….), urolitiasi, malattie del parenchima renale.

Il consiglio è quello di ripetere ecografie dell’apparato urinario fino alla scomparsa del reperto. Se questo non dovesse avvenire entro il primo anno di vita (o se contemporaneamente fossero presenti altri sintomi indicativi di una delle patologie sopra descritte) è necessario eseguire ulteriori accertamenti di ordine prevalentemente metabolico ed endocrinologico.

L’acqua da bere deve essere sempre proposta a partire dal 6° mese di vita, cioè quando si introduce una alimentazione non più esclusivamente lattea. L’acqua deve essere a basso o bassissimo residuo fisso (es. Levissima, Amorosa….).

Fonte: dott. Marco Pezzati