Se li cerchi con il lanternino, i papà in rete…ci sono. Daddy-Blogger credo che sia uno dei capo-fila. Un papà presente, in casa e su internet. Finalmente un padre che non ha paura di raccontarsi e confrontarsi online.

Che bello intervistare un papà blogger, non ti senti una mosca bianca nel mare di internet?
In effetti siamo decisamente in pochi, credo non più di 15, ma forse meno. Che è un numero ridicolo se confrontato con altre realtà verticali, per non parlare poi delle mamme blogger che da “fenomeno mediatico” sono diventate a tutti gli effetti una realtà consolidata nella Rete italiana. Per trovare una massa di papà blogger occorre, come sempre, guardare oltre i confini nazionali. Geek Dad di Wired è un po’ il mio guru in questo senso.

Come definiresti il tuo blog “daddy-blogger”?
Mi auto cito: un blog per papà 2.0 e non solo. Per papà che lavorano, che devono gestire figli, carriera e famiglia, per papà single o felicemente sposati. Un punto d’incontro, un’aggregazione di informazioni utili per genitori che vogliono/cercano di essere prima di tutto responsabili. Un blog per papà felici di esserlo.

Quanto tempo fa hai iniziato questa tua avventura online?
Da pochissimi mesi. Nel frattempo ho però approfondito la conoscenza del mondo delle mamme blogger e dei papà blogger e, a un certo punto, ho sentito che era giunto il momento di provarci

E tua moglie cosa ne dice?
Mia moglie lavora nella Rete più o meno da tanto tempo quanto me (15 anni circa) e quindi è un’entusiasta di ogni mia iniziativa web. E poi è una brava Smamma.net 🙂

Qual è la giusta formula per vivere al meglio il rapporto con i figli?
Non lo so, ho un bimbo di 3 anni per cui sono un papà che deve ancora imparare tutto e si impegna ogni giorno per essere il migliore dei padri possibili.

Come fai a fare tutto? Riesci a dilatare il tempo o hai qualche formula magica segreta?
Nessuna formula magica, come chiunque del resto. Rubo tempo al sonno, alle letture, al tempo libero ma non sono rinunce che pesano, per niente. Mio figlio è mio figlio.

Qual è la cosa più difficile dell’essere padre?
Confrontarsi quotidianamente con i propri limiti e fare tesoro degli errori che ti circondano o  di quelli altrui che possono aver pesato sulla crescita e formazione.

Che tipo di padre sei o speri di essere?
Cerco di essere un padre presente, che fa del suo meglio. Un papà che ci sarà sempre, almeno mi auguro.

Cosa ti chiedono più spesso gli utenti della rete attraverso il tuo blog?
Non credo di avere ancora così tanta authority come papà blogger: spesso però mi chiedono di fare ricerche online su determinati temi e di pubblicarne i risultati.

Cosa non ha prezzo nell’essere papà?
Sentire tuo figlio al mattino che ti chiama e ti dice “papino, sono sveglio” e tornare la casa la sera e lui ti corre incontro e ti abbraccia dicendo “papà mi sei mancato”.

Hai letto un libro/manuale particolare che consiglieresti ad altri genitori?
C’ho provato ma li ho lasciati tutti a metà: o mi mettevano ansia o mi facevano venire il latte alle ginocchia. Tutti a parte uno: Un libro da rileggere e regalare. Il bebè manuale d’istruzioni http://www.kowalski.it/libri/9788874967131/scheda

Avete un aiuto dai nonni o vi arrangiate da soli? Com’è, nel caso, il rapporto con i suoceri? (molti litigano per via dell’educazione etc etc)
Il rapporto è ottimo e l’impegno è proporzionato all’età, alla distanza e alla vita quotidiana: spesso senza i nonni ci saremmo veramente ritrovati alla frutta, in tutti i sensi.

La tua città fa abbastanza per le famiglie e i bambini? Se potessi dare un consiglio al sindaco, cosa gli diresti?
Milano non è una città a misura d’uomo, tantomeno di bambini e anziani. Le migliori iniziative nascono sempre dal basso e mai dall’alto. Non c’è, in generale, quell’attenzione verso questi temi da parte dell’amministrazione comunale che vedo invece in altre grandi città, Torino su tutte. Al sindaco vorrei dire di ricordarsi ogni tanto di essere stata anche lei una mamma giovane con bimbi piccoli ma poi penso al suo background familiare e mi vien da ridere. Per cui mi viene più naturale chiederle di dimettersi: sarebbe un imbarazzo in meno da gestire.

E’ vero che subito dopo il caffè, tutte le mattine, leggi i nuovi post pubblicati su bravibimbi.it commentandoli a voce alta?
Certo, anche prima del caffè. Il notebook si accende molto più in fretta della moka 🙂

Il sito di Daddy-Blogger: www.daddy-blogger.net (sito non più attivo – aggiornamento del giugno 2018)