Ciao Daniela, benvenuta!
Il tuo blog è un vulcano di idee per passare il tempo con i propri figli. Tantissime e bellissime. Bisogna trovare solo il tempo, la voglia e le energie per metterle in pratica! 🙂
Il bello del tuo blog è che non sei da sola a curarlo ma.. lo fai con Maria Cristina, la tua gemella. Curioso e affascinante (soprattutto anche il fatto che entrambe abbiate scelto una professione che vi porta a stretto contatto con i bambini, se non erro siete una pedagoga e una psicoterapeuta).

Facciamo però un passo indietro: quanto tempo fa hai iniziato a scrivere questo tuo blog e perché?
Siamo delle neo bloggers! Giocare per crescere è nato il 19 aprile 2012, per condividere conoscenze, riflessioni , esperienze personali e per proporre tante attività ludiche da condividere con i nostri bambini.

Hai due figlie: quali sono i giochi che amano spesso ripetere? (va detto che una ha 6 anni e l’altra 2)
La “Principessa Incantata”è molto creativa, ama dipingere, disegnare, insomma tutti quei giochi, attività, che le permettano di esprimere la sua voglia di creare.
La “Piccola Tsunami, come dice il nome stesso, è molto più “fisica”. Adora saltare, correre, giocare, soprattutto all’aperto..

Quanto è importante iscrivere i figli a dei corsi di psicomotricità o, in generale, a delle attività sportive? Quando sarebbe meglio farli iniziare e cosa consiglieresti?
Attraverso l’attività ludica il bambino conosce, ed apprende, esercitando le proprie capacità sociali, relazionali, cognitive, affettive, tanto utili per poter intervenire attivamente nella società.
Proprio per queste ragioni esistono dei corsi di psicomotricità adatti anche a bambini molto piccoli.
Man mano che il bambino cresce, e precisamente verso i sei anni, sarebbe utile avvicinarlo ad altre discipline sportive, ovviamente tenendo sempre presente le singole predisposizioni.
Mi riferisco a quegli sport che richiedono delle competenze specifiche: collaborazione, spirito di squadra, partecipazione, responsabilità, sacrificio..

Ci racconti la tua giornata tipo?
A proposito di questo sto ancora chiedendomi perché la selezione naturale, che ha messo lo zampino in tutto, non ha creato per le donne che diventano madri, giornate di 48 ore.
La risposta che mi sono sino ad ora data, è che credendo nelle nostre sconfinate risorse, ha probabilmente temuto che agevolandoci ci avrebbe in qualche modo “impigrito”.

Ecco dunque la mia giornata.

In casa abbiamo una sveglia naturale, che con un’unica suoneria impostata alle 6.30 di ogni giorno, ci catapulta bruscamente dal mondo onirico al mondo reale.
“Mamma!, Mamma-mamma-Mammaaaa!”, urla la mia piccola Tsunami. “Ora anch’io!” Penso, mentre pigramente con gli occhi ancora semichiusi, mi dirigo nella sua cameretta, cercando lungo il tragitto di ritrovare un contegno.
Mi accoglie sorridente, con gli occhietti vispi e maliziosi, di chi ha in mente mille progetti da realizzare, mentre io sto ancora cercando a fatica di coordinare le idee alle azioni.
Ma non c’è tempo per l’ozio, qualsiasi madre di due figli che lavora, sa benissimo, che la carta vincente della puntualità è l’ORGANIZZAZIONE!
Mentre preparo la colazione aiuto la Piccola Tsunami a vestirsi, suggerisco alla Principessa Incantata cosa indossare, scambio le prime chiacchiere della giornata con mio marito, mentre con la mano libera cerco di rendermi quantomeno presentabile.
Le gambe? Quelle mi servono per muovermi da una stanza all’altra, accertandomi che tutti i membri della squadra, stiano compiendo il loro dovere.
Anche questa mattina ce la siamo cavata!! All’ora X, eccoci tutti quanti pronti come soldatini sulla porta. Pare io possa tirare il primo sospiro di sollievo della giornata, ma, una madre organizzata, sa che la parola d’ordine è: “mai rilassarsi!”.
L’imprevisto è in agguato!
Una vocina da dietro le spalle sussurra timidamente: “mamma mi scappa la pi..”. Attimo di smarrimento, occhiata fugace all’orologio e prima ancora che la mia piccola possa terminare la frase, eccola comodamente seduta a sbrigare il suo bisogno.
Finalmente in macchina, accompagno prima la Principessa Incantata alla fermata dell’autobus; utilizzo i primi 5 minuti del tempo a disposizione per le consuete raccomandazioni, dopodiché quel che resta, è riempito dal brainstorming delle mie figlie, ossia dai loro pensieri in “uscita libera”, che violando qualsiasi regola comunicativa, si accavallano, sovrappongono, confondono, sino a trovare sorprendentemente un nesso logico.
Lasciata la Principessa Incantata, l’operazione “mamme efficienti” non si è ancora conclusa.
Prossima destinazione: nido della Piccola Tsunami, che, pacifica siede sul seggiolino posteriore, godendosi la bella giornata.

Fatto!

Finalmente l’agognato lavoro.

Nel primo pomeriggio la storia si ripete, con la variante però che a decidere i tempi sono questa volta le mie due bimbe, vulcaniche ed esplosive come sempre.
Questo fino alle 21
Se tutto va bene alle 21.30 la bambine dormono…. e allora mi trasformo in blogger!

Ci racconti ora la tua peggiore giornata tipo?
Credo che la mia “giornata tipo”, potrebbe trasformarsi in, “giornata peggiore tipo”, qual’ora gli imprevisti tipici dei bambini, (malattie, capricci, umori irritabili), con cui una mamma si misura quotidianamente , decidessero improvvisamente quel giorno di farsi conoscere tutti insieme, stile festa a sorpresa.

Hai ancora degli spazi “tuoi”? (palestra, hobbies fuori casa, uscite con le amiche)
Penso che l’esercizio fisico non mi manchi, le mie bimbe si prendono cura della mia salute, quotidianamente!
Saltuariamente mi ritaglio una pizza con le amiche per “staccare”, e ritrovare quell’identità femminile che a volte dimentico di avere.
Gli argomenti con le amiche sono vari e diversi:

  • la scuola dei figli,
  • le attività dei figli,
  • l’ultimo cartone della Walt Disney visto con i figli,
  • l’organizzazione delle vacanze con i figli….

Devo ammetterlo “staccare” fa proprio bene, oserei dire “effetto catartico!”.

Ti capita mai di pensare: non ce la faccio più! Ora mollo tutto e scappo!
Intendi dire quante volte all’ora o al giorno?
Un mio pensiero ricorrente è: “chi me lo ha fatto fare!”, ma mi basta sentire le risate delle mie bimbe, o guardare i loro occhi pieni di entusiasmo alla vita, per avere la risposta che cerco. (…questo solo per un nanosecondo…)

A cosa non ti sei ancora abituata?
Al conto che puntualmente devo pagare ai saldi di fine stagione per il rinnovo del guardaroba delle bimbe.
Devo ancora capire dove sbaglio, ogni volta sono convinta che l’occasione giochi a mio vantaggio.

Blog giocare per crescereIl tuo compagno è un papà presente? Cosa dice del tuo blog?
E’ un papà splendido, molto presente e un grande sostenitore del nostro blog. (sospetto che possa leggere questa intervista, quindi è meglio essere prudenti)

Come mai , secondo te, ci sono così pochi papà che scrivono del loro rapporto con i figli su Internet?
Mi verrebbe da risponderti perché le mamme ne sanno di più, ma sarebbe troppo riduttivo.
Credo che nella maggior parte dei casi, vi sia una suddivisione di ruoli in cui la vecchia tradizione la fa ancora da padrone.
La questione bimbi è quindi, in molti casi ancora, prerogativa delle donne, anche se devo ammettere, che i papà , stanno in questi ultimi anni, recuperando terreno e tu ne sei l’esempio.
Si tratta di ruoli che si stabiliscono e si decidono nell’interazione quotidiana.
Sono convinta, che grande responsabilità dello status quo, ce l’abbiamo noi mamme, quando attraverso suggerimenti, correzioni, rimproveri, siamo “ossessivamente” presenti nel rapporto padre/bambino.
Ora, cosa potrebbero fare questi poveri papà, se non accettare il ruolo da subalterni loro assegnato, godendo dei privilegi che da esso derivano?

Il peggior consiglio che ti è stato dato da amici/parenti durante la crescita delle tue figlie?
Nessun peggior consiglio. Solo pareri personali, che a volte possono rivelarsi utili e a volte un po’ meno.

In compagnia, sei una di quelle mamme che parla per ore e ore solo dei figli?
Dipende dall’interlocutore. Diciamo che mi piace parlare di tutto. E quelle poche volte che sono in compagnia, senza bambine, mi piace parlare di tutto tranne che di loro.

Qual è la cosa più difficile dell’essere mamma?
Insegnare e garantire alle mie bambine, in qualunque situazione di vita, la massima espressione della loro individualità attraverso la libertà di pensiero.

Che rapporti avete con i suoceri? Vi danno una mano? Si sono trasferiti anche loro?
Splendidi!!
Fortunatamente abitano a pochi chilometri da noi, e se posso fare, ciò che faccio, lo devo a loro.

Il giocattolo più stupido che hai comperato per uno dei tuoi figli e che non compreresti più?
Solo uno..? Se ne commettono tanti di errori nella vita.. e spesso ci si ricasca!

Se fossi il sindaco della tua città, quali provvedimenti immediati prenderesti per migliorare gli spazi e le infrastrutture dedicate alle famiglie/bambini?
Migliorare i percorsi ciclopedonali, rendendoli effettivamente praticabili, in termini di larghezza ed esclusività, ma soprattutto sicuri, limitando al massimo le intersezioni con le strade veicolari, e comunque in tali circostanze, dando la precedenza all’utente debole.

Ci consigli un libro da leggere a tema famiglia/figli?
Quando è nata la mia prima bimba, come tutte le mamme che vogliono arrivare preparate al giorno in cui il loro adorabile esserino le metterà a dura prova , ho fatto incetta di libri dei più svariati argomenti.
“I no che aiutano a crescere” di Asha Phillips , mi è piaciuto molto per la semplicità e la chiarezza con cui affronta determinati argomenti .

So che rispondendo a questa domanda potresti fare dei torti a qualcuno ma… ci consigli un’altra mamma blogger da intervistare?

labiondaprof.wordpress.com/

E’ vero che spesso, durante la notte, senti confabulare le tue due piccole (la Principessa Incantata e la Piccola Tsunami) perché vorrebbero scrivere anche loro sul blog e dedicare un gioco alla barbafamiglia?
Si è vero! e appena sarà pronto ve lo dedicheremo!!!

ciaociao! 😀

Il sito: http://giocarepercrescere.blogspot.it/