Ciao 50sfumaturedimamma!
Ho paura a intervistarvi perché mi immagino Mr Grey uscire all’improvviso con un frusta in mano…
😀

Partiamo per gradi: chi, cosa, come e perché.

50 sfumature di mamma è un blog scritto a più mani… quelle di chi?

  1. Anya, alias Anna, toscana di nascita, trapiantata prima a Milano, poi a Parigi, presto a Panama. Due bambine classe 2010 e 2012. Lavoro in un’azienda di media on line, ma ancora per poco.
  2. Morna, alias …non ve lo dico, mantengo quel poco di anonimato che mi è rimasto! Vivo in Trentino, ho due bimbi di 4 e 7 anni, sono avvocato.
  3. Klarissa, alias Chiara, nasco nel varesotto da padre nordico e madre del sud, trapiantata prima nell’hinterland milanese e infine a Milano, dove risiedo da 10 anni ormai, facendo finta di occuparmi di affari legali. Per il momento funziona, ci credono!

Di che cosa parla 50sfumaturedimamma? Della vita sessuale senza freni e disinibita delle mamme alparchetto?

Guarda, quando abbiamo provato a ridere sul sesso e le mamme, tra un po’ nei commenti si facevano il segno della croce 🙂 Diciamo che ci piace prendere in giro, prima di tutto noi stesse, per sdrammatizzare sulla maternità. Parliamo senza filtri della vita da mamme, comprese le difficoltà, la stanchezza, e gli inevitabili momenti di sconforto. Il contrario delle mamme “cuoricini”, insomma.

Come vi è venuto in mente di unirvi e fare un blog? Quando è nato il tutto? Su quale forum vi siete conosciute? (perché so che è nato tutto da un forum, giusto?)

Anya: Esattamente! Sul forum di matrimonio.it, dove Anya e Morna si sono conosciute nel 2006, sposandosi nello stesso mese. Poi ci siamo incontrate più volte, mentre Klarissa la conoscevamo solo virtualmente, sempre grazie allo stesso forum. Morna ha chiesto ad Anya, poi a Klarissa, ed eccoci qui. Era settembre 2012, una vita fa!

Klarissa: ero certa che Morna avesse chiesto prima a me e che il nome di Anya fosse stato una mia idea.

Anna, temo che Morna ci abbia fregate puntando sulla nostra vanità!

Perché farlo? Tra 5 anni vi immaginate ancora insieme?

Anya: siamo unite per la vita. Sono tre anni che ci scriviamo tutti i giorni tutto il giorno, che facciamo progetti, che gioiamo e cadiamo, ci rialziamo, ridiamo, piangiamo… Tra 5 anni saremo ancora più fighe ovviamente 😀

Morna: perchè farlo? Bella domanda! Tutto è nato dalla voglia di condividere, di non “perdere” le riflessioni che già facevamo, ma che finivano disperse nell’etere. Ma è senza dubbio un grande impegno, e considerate anche le critiche che spesso riceviamo, non nascondo di essermi chiesta “chi me lo fa fare”. Tra 5 anni ancora insieme? Lo spero! Certo, il blog dovrà evolvere, credo che siano soprattutto le neomamme a leggerci e tra 5 anni avremo figli predolescenti, chissà se avremo ancora voglia di parlarne!

Klarissa: credo come Anya che ormai sia un’unione per la vita, ci manca la benedizione sacerdotale. E tra 5 anni mi immagino sempre alla tastiera: non mi so immaginare senza blog, ma soprattutto senza tutti gli altri progetti realizzandi e da realizzare. Che i figli crescano mi sembra un dettaglio, mamme si resta per sempre e, poi, mi sembra riduttivo pensare a noi come ad un progetto legato solo alla maternità!

Quanto tempo ci dedicate?

Anya: tanto. Pur lavorando a tempo pieno, dobbiamo trovare il tempo. Riceviamo decine di mail, centinaia di messaggi, c’è FB, ci sono i post… Cerchiamo di dividerci il lavoro quotidianamente, in modo da non dover stare tutte e tre sempre in allerta.

Morna: il tempo che richiede il blog è spesso più di quello che abbiamo. Chiaramente essere in tre facilita le cose, massima stima per chi riesce a gestire un blog da sola!

Klarissa: tanto e sempre di più, peraltro, perché cresciamo continuamente e velocemente come numeri e come idee.

E… riuscireste a fare a meno del vostro blog?

Anya: assolutamente no! Non riuscirei mai a fare a meno del confronto non solo con Klarissa e Morna, ma anche con le lettrici.

Morna: a volte penso che dovrei risparmiare le energie che dedico al blog per fare altro: ma in fondo è un terzo figlio, e un figlio non si abbandona, no?

Klarissa: no, assolutamente, come dicevo qualche riga sopra.

Tre mamme quindi. Quando avete lanciato il blog non vi conoscevate di persone. A distanza di anni siete riuscite a ritrovarvi tutte insieme?

Anya: io e Morna ci eravamo già viste, avevamo fatto anche un weekend insieme quando Ale aveva 10 mesi e io ero incinta di Penny. Poi cerchiamo di vederci, tipo una volta l’anno, ma è un po’ complicato 🙂

Morna: ci vediamo troppo poco, purtroppo.

Klarissa: Sì, certo, ci siamo incontrate più volte a Milano e una volta anche a Parigi…ma ci vediamo dal vivo sempre troppo poco, come dice Morna.

Che cosa pensano i vostri compagni/mariti del vostro blog?

Anya: che siamo fighe 🙂 In realtà ho sempre pensato che mio marito fosse un figo perché era uno degli ideatori di interisti.org, ha scritto dei libri, curato una rubrica su Linus… Quindi deve per forza pensare lo stesso di me 🙂

Morna: il mio invece non capisce il mio impegno. E’ l’antitesi della tecnologia, non ha uno smartphone nè è mai stato iscritto ad alcun social. Vedermi sempre con il telefono in mano lo innervosisce non poco. E non ci legge: potrei tranquillamente raccontare di avere un amante, e non lo saprebbe mai!

Klarissa: mio marito è un nostro lettore affezionato.
Faticava a capire il senso di tutto questo inizialmente, ma ora è assolutamente ammirato. Poi essendo un uomo con grandi passioni, non fatica a capire le mie. Certo, stessi meno smartphone alla mano apprezzerebbe, eh!

Ditemi se ho fatto bene i compiti: Anya ha due bimbe, Klarissa un bimbo e Morna altri due. 5 bimbi in tre.Chi vuole iniziare? Chi ha il figlio o i figli più disciplinati? C’è qualcuna di voi che invidia la calma in casa dell’altra?

Anya: Morna ha il figlio più tranquillo. Poi vuol farci credere che il secondo sia un terremoto, ma vi assicuro che non avete mai visto Penelope e Leonardo insieme. Le mie sono femmine, certe cose sono più semplici, altre moooolto più difficili. Ma ecco, calma… nessuna delle tre mi sa 🙂

Morna: non so perchè Anya e Klarissa pensino che ho figli tranquilli… forse perchè mi lamento meno di quello che credono?! ;-P. In realtà da me va a ondate, si alternano momenti di relativa pace a momenti di puro delirio. Poco fa sono andata a iscrivermi in palestra e nei 3 minuti che ci ho messo a compilare il modulo il piccolo ha fatto cadere un disco da 20 chili a 2 cm dal piede di un ragazzo…

Klarissa: avrei dato la risposta di Anya.

Quale è stato, ad oggi, il momento più difficile nella crescita dei vostri figli?

Anya: per me sicuramente la partenza di mio marito. Nell’ottobre 2013 è stato mandato in Pakistan, dove è rimasto un anno, e al rientro è stato poi mandato a Panama. Non è facile fare da mamma e da papà (da nonna, zia, cugina, ecc, dato che non abbiamo famiglia a Parigi). Ma anche il rientro al lavoro ha portato le sue conseguenze… E l’arrivo della sorellina pure 🙂

Morna: se sono ancora sana di mente, il momento più difficile deve ancora arrivare…

Klarissa: ora, ha 6 anni e trovo molto complicato lasciargli la grazia del magico, introducendolo alla dura realtà del mondo. Temo sia solo l’inizio del vero mestiere di genitore.

A che cosa non vi siete ancora abituate? (dell’essere mamma)

Anya: io mi sono abituata piuttosto in fretta. Mi piace essere mamma, mi piace avere le mie due bimbe, tanto uguali quanto diverse (tra di loro e rispetto a me).

Morna: perchè sono mamma?! Io non mi sono abituata a quasi niente, ma meglio così, almeno non dimentico la “vecchia me”.

Klarissa: credo di essermi abituata a tutto e a nulla: penso che essere mamma sia un’evoluzione di me, una specie di upgrade, una Klarissa 2.0, ecco.

Senza togliere alle altre due mamme, la storia di Anya mi ha incuriosito perché ho letto che: “Quando è iniziata la storia con il futuro padre delle mie due P era l’11 aprile 2006. Non ci eravamo ancora mai visti e vivevamo a duemila km di distanza. Un anno dopo eravamo sposati, avevo 25 anni, un lavoro a tempo indeterminato e una vita davanti.” La domanda nasce spontanea: hai conosciuto tuo marito su un sito di incontri (o forse ho frainteso il “non ci eravamo ancora mai visti”)?

Anya: ahahaha noooo! Come ho detto prima, è tra i creatori di interisti.org (oggi interistiorg.org), che ai tempi era un sito davvero seguito dai tifosi interisti. Io ero una semplice tifosa interista, che ha scritto al sito, da lì abbiamo iniziato a sentirci, lui faceva il galletto, io ero fidanzata… E quando sono tornata da un periodo di lavoro a Minsk ci siamo visti per la prima volta alla fermata dell’autobus, che faceva tappa anche a Milano. Un mese dopo vivevamo insieme, come nei film 🙂

Le vostre città sono a misura di famiglie e/o bambino? Se foste voi il sindaco della città e poteste fare qualsiasi cambiamento… che cosa fareste/introdurreste/costruireste etc etc?

Anya: Parigi offre tantissimo, e ancor più la Francia in termini di aiuti alle famiglie. Il problema è che non si mischiano bambini e adulti: i bambini si portano in posti da bambini, gli adulti se vogliono andare a cena fuori, per esempio, ci vanno da soli. Una volta per esempio ho portato le bimbe al cinema, mi pare a vedere Inside Out, non ricordo. Era un sabato sera d’estate, tiepido, e dopo una pizza siamo andate allo spettacolo delle 20, una cosa così. Si sono lamentati continuamente perché Penelope faceva domande, peraltro a bassa voce. C’erano solo adulti!

Morna: il Trentino è perfetto per i bambini. L’estate è un incanto, l’inverno invece è più dura. Non ci sono grandi occasioni culturali, a parte il Muse. Certo, non mancano spettacoli teatrali e laboratori, ma riempire i week end invernali resta arduo. Cosa manca? La vita sociale! E il carattere chiuso dei trentini non facilita le cose.

Klarissa: Milano è assolutamente a misura di bambino: innanzitutto offre nidi e scuole comunali aperti dal primo mattino a sera e senza costi aggiuntivi e questo è impagabile per una mamma (usufruisco e ho usufruito personalmente di tutto). I mezzi sono gratuiti per i bambini e ben funzionanti (io non uso mai l’auto in città). Ovviamente le iniziative, le attività per il tempo libero, i musei, gli impianti sportivi, i parchi sono una marea e non ci sono neanche grossi problemi ad uscire la sera coi bambini. Negli ultimi 4/5 anni poi la città è davvero rinata e ha cambiato faccia diventando, oserei dire, persino bella 😀

La vostra canzone del momento?

Anya: Bailando, di Enrique Iglesias, mi dà la carica in vista della partenza per Panama!


Morna: il piccolo ascolta solo Rino Gaetano, la sua preferita è “Scusa Mary”. Mirtillo ora è fissato con “il Pescatore” di De Andrè. Io canto a squarciagola “me so’ mbriacato, di Mannarino.




Klarissa: al momento cerco rappacificazione col mondo e funziona “Cry me a river” cantata da Lisa Ekdahl.

Avete mai pensato di cambiare città e trasferirvi con tutta la famiglia? Se sì e non l’avete fatto…che cosa vi trattiene?

Anya: beh, hai la risposta 🙂

Morna: continuamente, e lo farei subito! Non son mai stata ferma in un posto così a lungo come ora, e scalpito. Sogno da sempre Montreal, non so nemmeno perchè, non avendola mai vista. Mio marito è stanziale e non lo schiodi facilmente, ma ci trattiene soprattutto il suo lavoro, che ci teniamo stretto.

Klarissa: ci sono forse solo un paio di città tra quelle in cui sono stata in cui ho pensato che avrei voluto trasferirmi: una su tutte e’ New York, ma la verità è che devi avere ottime ragioni e potenzialità, oltre ad una base lavorativa sicura, per sradicare una famiglia e io non le ho. Oppure è solo che devo ancora trovare il posto nel mondo che mi rubi il cuore (e il cervello soprattutto).

Avete fatto caso che i papà in rete si contano sulle dita di una mano? Come mai secondo voi?

Anya: perché sanno che l’unico ad avere successo sarebbe mio marito e quindi rinunciano 😛 Scherzo! Perché le donne sono più ciarlone, hanno bisogno di raccontare i fatti propri e amano molto di più scrivere. Oltretutto, tra le blogger mamme moooolte non lavorano. Gli uomini, in genere, lavorano. Cliché?

Morna: concordo, le donne amano chiacchierare ed esporsi, gli uomini meno. Parlare di paternità, poi…

Klarissa: non credo che i papà non si confrontino, non parlino dei figli e di paternità. O almeno, io li sento! Credo piuttosto siano meno amanti di forum, blog e confronti virtuali.

I vostri compagni che tipi di papà sono?

Anya: a parte odiarlo a vita per avermi fatto stare due anni da sola, è un papà molto impegnato e i nostri compiti sono sempre stati equilibrati. Mi ha sempre aiutato, per lui è normale occuparsi delle bambine tanto quanto me. Ma non sa cosa lo aspetta, ora che ci ritroviamo 🙂

Morna: è un papà fantastico. Se i miei figli dovessero buttare uno di noi due dalla torre, non ho dubbi su chi sceglierebbero! Ci dividiamo abbastanza equamente i compiti, anche se sono io ad occuparmi delle questioni pratiche e di quelle più antipatiche: a lui restano le ore serene, gli scherzi, le risate, le favole.

Klarissa: un papà attento, molto presente e incondizionatamente venerato da mio figlio.

Avete già cominciato a scrivere le letterine per Babbo Natale? (voi eh, mica i vostri figli!)

Anya: non credo in Babbo Natale, non amo il Natale. Sono terribile, lo so.

Morna: ho rinunciato, non arrivava mai quello che chiedevo!

Klarissa: ovvio. Sono una brava bambina e vengo sempre accontentata.

Ah cavolo, mi stavo dimenticando una nuovissima domanda che ora farò a tutti: avete mai vinto o conoscete direttamente qualcuno che abbia vinto decine di migliaia di euro a un gratta e vinci? (l’ho chiesto a taaaaaante persone e mai nessuno che mi abbia risposto di sì. C’è qualcosa che non torna! E’ sempre l’amico dell’amico…)

Anya: sì, una tipa ad un matrimonio a Madrid!

Morna: macchè! Spero di essere io, semmai ti avviso!

Kla: si’, un mio ex collega. O così diceva.

E… mi suggerite una o tre mamme (ma anche papà e nonne o zie!) blogger da intervistare?

Anya: per me unamammagreen.it, devo trovarne ancora un’altra che scrive bene come lei, e con la sua stessa intelligenza e sensibilità.

Morna: volevofarelarockstar, mi piace perchè è senza filtri, perchè sa creare racconti interessanti anche con riferimento ad episodi di per sè banali e perchè mi riconosco spesso nei suoi post più intimi. Poi la ammiro, sinceramente, perchè cresce tre figlie sostanzialmente da sola, senza perdersi mai d’animo. Deve essere una mamma fantastica.

Klarissa: mi associo ad Anya per la scelta e per le motivazioni e a Morna per la scelta, che però io motivo con il gran fascino dell’autrice, delle storie che racconta e del suo modo di raccontarle.

Infine: Ci sono circostanze in cui vi togliereste i vestiti in pubblico, escludendo il caso in cui abbiano preso fuoco? (domanda tratta dal libro: Interrogative Mood – Padgett Powell)

Anya: sto rispondendo nuda, conta?

Morna: se mi regalassero il gratta e vinci vincente di cui sopra!

Klarissa: no, direi di no.