Ciao Beatrice, felice di averti su bravibimbi!
Il tuo primo post è datato 4 marzo 2013. Il titolo era: “Divento mamma… chi mi aiuta?”.
Possiamo chiederti… chi ti ha poi aiutata?

Grazie a voi! Chi mi ha aiutato? Mamma, appunto!
Il titolo del blog, infatti, si riferisce sia al mio nuovo stato di madre, sia alla mia mamma, che dopo anni di lotte generazionali è tornata ad essere essenziale per me QUASI come lo era ai tempi delle scuole elementari! Mi ha fatto capire sia che il rapporto madre-figlio/a, quando è sano, cambia forma ma non il contenuto, sia che (alla luce di questo fatto) credo mi aspetti una vita in cui mi occuperò sempre del mio piccolo, come lei fa con me, anche quando sarà uomo. Anche se cambierà il modo di farlo. Non si tratterà più di preparagli la pappa o il cambio ma di accompagnarlo nelle scelte difficili, nei momenti importanti della sua vita, con amore, discrezione e lasciandogli la libertà di scegliere anche quando questo potrebbe farmi soffrire. Ma qui si aprirebbe un mondo, troppo di cui parlare! E poi mi ha aiutato il mio papà e mio marito. Sono molto fortunata, perché la mia dolce “tre quarti” quando può è sempre lì a supportarmi fisicamente e moralmente. Anche se, rispetto a mia madre, che è donna e mamma, con lui le cose sono diverse. Marte e Venere che a volte non si capiscono, una storia vecchia che comincia quando si è liceali e fidanzati e prosegue in ogni ambito della vita, credo. Ma quando c’è l’amore e il rispetto si supera ogni incomprensione.

Qual’è stato il miglior consiglio che ti è stato dato durante il primo anno del tuo Pablito?

“Fai quello che TU ritieni più giusto per tuo figlio”.

Di consigli ne ho avuti anche troppi, per i miei, gusti. All’improvviso ho scoperto di avere, tra i miei amici e soprattutto tra le mamme che conosco, tantissimi eredi della Montessori. Almeno così si credevano loro quando si mettevano sulla cattedra a darmi lezioni di vita senza sapere chi ero io o mio figlio. “Lo allatti troppo/troppo poco”, “così lo vizi”, “lo devi far piangere, altrimenti diventi la sua schiava”, “non farlo dormire nel lettone/fallo dormire nel lettone”, “non farlo vaccinare/fai subito i vaccini” eccetera. Potrei andare avanti per ore, stavo impazzendo! Avrei preferito che i consigli fossi io a chiederli e che mi fossero dati con più umiltà. In questo senso, però, devo dire che molte mamme blogger mi hanno aiutato tanto. Ho potuto confrontarmi con diverse teorie, ricevere consigli di letture che mi hanno aperto la mente o semplicemente fatto ridere e capire che non ero sola, che tante mamme hanno attraversato e attraversano quello che sto passando io. Molte mamme blogger celebrano in rete il loro amore ma urlano anche la loro imperfezione, i loro limiti, lì dove nella realtà ho incontrato tante mamme che si atteggiavano a perfette family manager senza accorgersi di non avere affatto una famiglia perfetta come credevano.

E il peggiore?

“Così lo vizi”.

Mio figlio aveva neanche quattro mesi e io allattavo a richiesta. Per alcune persone mi stavo trasformando in un ciuccio umano e sbagliavo. A me non ha mai dato problemi, non mi sentivo maniacale e se a volte mi è capitato di allattare per consolarlo da qualche doloretto o paura, non mi sono fatta tante paranoie, per me era tutto naturale e basta. Non solo. Appena lo appoggiavo nella culla piangeva come se lo stessero torturando e io non ero pronta a questo. Nel film che mi ero fatta prima di diventare madre, il mio pupetto aveva le guance rosa e sorrideva beato nella culletta, aspettando il momento in cui IO avrei deciso di prenderlo in braccio. Col cavolo. Mi sono trovata davanti un tipetto tosto che detestava qualunque posizione non gli permettesse di guardarsi intorno e studiare il mondo e soprattutto voleva me, il mio calore, il mio profumo. Non mi piaceva sentirlo urlare così in pubblico, con tutta la gente che si girava guardandomi come una madre degenere. In più pensavo che era stato nel mio corpo per così tanti mesi, che si sentisse spaesato in quel mondo così grande e nuovo e pieno di luci e rumori e volevo consolarlo, proteggerlo, fare da filtro tra lui e quella nuova realtà. Così spesso lo prendevo in braccio, me lo coccolavo per farlo calmare, tra gli sguardi di disappunto di alcune mamme. Ora, a un anno di distanza, conosco il mio monello e lo amo anche per i suoi capricci, all’epoca ero spaventata, non riuscivo a gestirli. Ma so di aver fatto la cosa giusta per noi. A sentire i consigli (non richiesti) di mamme che mi parlavano di vizio (poi magari i loro figli, più grandi del mio, non facevano in tempo a posare gli occhi su un giocattolo e già le trovavi in fila alla cassa a comprarlo pur di non sentirlo lagnarsi), con il mio atteggiamento avrei creato un mostriciattolo che mi sarebbe stato incollato tutta la vita. Beh, ora direi loro che in giro non mi sembra di vedere diciottenni in braccio alle madri, quindi vuol dire che sono altre le cose che creano vizi. Anzi, so che tra una quindicina di anni, se sono fortunata, neanche vorrà sentirmi al telefono perché “sono in giro con gli amici, ma’!”. Allora saprò di essermi coccolata il mio cucciolo quando era il momento. Per altro ora lui gioca al parco con i bambini, quando è lì quasi non mi guarda e di certo non è il bambino mammone e insicuro che dicevano sarebbe diventato.

A cosa non ti sei ancora abituata?

A non avere più spazi e momenti tutti miei. Il tempo per me, per ora, è davvero poco. La doccia è fatta di fretta, i libri letti quando lui dorme (e si chiudono gli occhi anche a me dopo due secondi), gli aperitivi con le amiche sono fatti con il cellulare davanti perché tanto so che potrebbe squillare da un momento all’altro (“Che gli do per merenda? Quando torni?”), lo shopping e le serate romantiche ridotto all’osso. Anche se ho i miei genitori e mio marito ad aiutarmi, a “darmi il cambio” appena possono, in sala parto ho dato un lungo “arrivederci” a quella ragazza che faceva tremila lavori, sport, cene ed eventi. A volte un po’ mi manca…

Ovviamente la domanda è scontata e te l’avranno fatta in molti: a quando il secondo?

Se dovessi farne un secondo (io lo vorrei, mio marito un po’ meno…e lui direi che è essenziale per la realizzazione di questo progetto, mettiamola così!), aspetterei comunque di godermi i suoi primi anni. È vero che, come mi dicono in molte, “almeno ti togli il pensiero tutto insieme” ma ora come ora P. mi richiede una dose di impegno che non potrei dedicargli se avessi un altro bimbo in giro per casa. Per non passare dei primi mesi di gravidanza, spero di avere la sua collaborazione, se dovesse presentarsi un fratellino! Cosa fondamentale, marito a parte, è il lavoro: è ancora tutto incerto. Sono una di quelle che credono che in Italia si faccia ancora troppo poco per sostenere le donne e le mamme, ma in generale i giovani, ed avendo dalla mia il fatto che non sono poi così grande…spero di trovare un occupazione che mi faccia dormire tranquilla, prima di allargare la famiglia!

Una delle cose che insegnerai a tuo figlio è che non si molla mai una donna via sms o per telefono. Ma… ti è successo?

No, semmai il contrario!
(Tra le cose che gli insegnerò ci sarà anche “come riconoscere le bad girls, come era la mamma” oppure “come renderle donne oneste, come ha fatto il tuo papà con tanta pazienza”!). Comunque è successo a più di una mia amica e non vorrei mai crescere un uomo del genere. Spero sia capace di prendersi la responsabilità delle sue azioni guardando le persone negli occhi e di chiedere scusa se sarà il caso.
Anche quando fa male. È stato il suo papà a insegnarmi tutto questo…

Ci racconti la tua giornata tipo da mamma?

Ancora un po’ un caos. Non avendo un lavoro stabile da quando ho perso il mio (all’ottavo mese di gravidanza…lasciamo stare…), non abbiamo orari fissi. L’unica cosa buona del lavoro occasionale è che possiamo concederci la nostra passeggiatina mattutina/pomeridiana, un giro al parco, così di sfoga bene bene e socializza con gli altri bambini, pranziamo insieme, nanna pomeridiana (così mamma si concede un po’ di relax e lavora quel che può) e la sera tutti e tre finalmente riuniti, da soli o con gli amici. Lo porto spesso in giro con i nostri amici, rispettando i suoi tempi, e lui si adatta benissimo. È il più casinaro del gruppo. La costante della nostra giornata, però, è che c’è sempre il momento in cui lo devo inseguire in giro per casa perché lui ora è un vulcano, apre e chiude tutti i cassetti/porte/finestre di casa, vorrebbe toccare tutti i nostri oggetti di uso quotidiano (predilige quelli più pericolosi, ovviamente), e lì c’è sempre l’attimo in cui sento che no, non ce la posso fare!

L’attività preferita che fate quando piove?

Intendi dopo quell’attimo inziale che mi prendo per disperarmi da una parte, senza che lui se ne accorga, dando silenziosamente le testate al muro?
Ah, ok.
Dopo prendo coraggio e cerco di intrattenerlo con giochi che solitamente all’asilo vanno forte. Ovviamente quando sei solo con mamma funzionano un po’ meno. Se volete ho postato qualche idea qui (http://www.mammaorachefaccio.com/2013/07/6-idee-per-giochi-nei-giorni-di-pioggia.html) e qui (http://www.mammaorachefaccio.com/2014/02/giorni-grigi-tra-pioggia-e-nuovi-giochi.html). Internet, in questo senso, è davvero una grande risorsa per le mamme! Altrimenti gli leggo i suoi primi libri. Per fortuna lui è già innamorato dei libri, sono l’unico “gioco” che ama davvero e questo mi fan ben sperare. Io e suo padre siamo sue lettori accaniti, quindi qualcosa nel DNA spero ci aiuti a trasmettergli questa passione. E poi c’è la tv, recente scoperta. Lui non la tollera più di tanto, è molto esuberante, preferisce correre e rotolarsi per terra ma ha già i suoi primi cartoni preferiti, tipo Ben e Holly

In compagnia, sei una di quelle mamme che parla per ore e ore solo dei figli?

No, cerco di trattenermi. Più che altro sono le mie amiche che mi chiedono spesso di lui. Però non condanno chi lo fa, soprattutto se non lo fa in modo esagerato. Specialmente se sei una mamma full time, al primo figlio, magari. C’è chi non tollera le mamme che si chiudono a parlare di “cacche”, per esempio, a me non capita ma quando le sento mi fanno solo ridere e mi stanno anche simpatiche. Trovano sempre definizioni molto colorate, perché condannarle?!?

Che cosa dice tuo marito del blog?

Mi ha sempre incoraggiata, legge i miei post quando può, però mi sento sempre un po’ stupida quando sono davanti al pc e mi chiede: “Che fai?”. Magari sto scrivendo un post, invece rispondo alzando le spalle con aria distratta: “Leggo le mail…”. Non so perché ma mi vergogno un po’. Io sono anche giornalista free lance, per me scrivere è un lavoro oltre che una passione, eppure quando parlo del blog davanti a lui mi sento sempre un po’ in colpa. Come se fossimo tornati indietro nel tempo, alla famiglia patriarcale, e il mio dovere fosse solo quello di nutrire ed educare l’erede e non quello di sfogarmi on line con le altre. So che è una po’ scema come cose, lui per altro parla sempre con molto orgoglio del mio blog (forse anche più di me), eppure mi sento un po’ imbarazzata!

Uh, mi stavo dimenticando: in questi giorni sul tuo blog c’è in bella evidenza questo video. Che cos’è, voglio dire, come è nato il tutto?

Eheh…sono molto orgogliosa di quel video, è stato girato a cavallo tra gli ultimi mesi di gravidanza, il parto, e le prime settimane di vita di mio figlio. Ogni volta che lo vedo mi viene un groppo in gola perché, anche se la storia che viene raccontata non è (fortunatamente) la mia, mi ricorda quei momenti in cui la panciona sembrava scoppiare, il dolore in sala parto, e la prima volta che ho visto quel faccino. Comunque, sono una grande fan dei Coi Coi (https://www.facebook.com/coicoimusic?fref=ts), non solo perché mi piace la loro musica ma anche perché è un gruppo fondato da due amici, un progetto che mi è piaciuto sin dall’inizio. Io ho sempre fatto teatro, recitare è una mia passione, perciò sono stata felicissima quando mi hanno parlato dell’idea del video e mi hanno chiesto di fare la “ragazza madre”, avendo io un pancione che non richiedeva nessun trucco né inganno. In più ho potuto lavorare con David Petrucci, un regista giovane quanto talentuoso, i cui lavori mi sono sempre piaciuti e che ha avuto la pazienza di dirigere me e il piccolo Pablito, che all’epoca era praticamente nato da pochissimo. Ero timorosa, non volevo sottoporlo a uno stress a poche settimane dalla nascita, per quanto stress minimo, visto che in tutto ha girato solo pochi minuti. Invece Pablito è stato bene, un vero professionista, forse meglio degli attori adulti! L’ho voluto fare per avere un ricordo da fargli vedere quando sarà più grande. Un progetto tutto nostro, un video che ci ricorderà per sempre il momento della sua nascita e quel legame che ci terrà sempre uniti.

I suoceri sono alleati preziosi o, ahi ahi, da tenere molto sotto controllo?

Mio suocero non c’è più, da prima che nascesse P., ma so che sarebbe stato un alleato preziosissimo…e mi piace credere che lo sia ancora! In sala parto, in un momento particolarmente difficile, ricordo di averlo pensato, di avergli chiesto di aiutarci, anche se io non sono particolarmente religiosa o che. Quindi ho solo una suocera, che mi aiuta quando può e a cui voglio molto bene, quindi me la tengo come alleata.

Mi parli un po’ di Mama’s Angels? Funziona?

Hey, ma che osservatori attenti! Mi fa piacere parlarne perché mi sento anche un po’ la mamma di questo progetto. Siamo in fase di start-up, ma abbiamo grandi idee. Siamo quattro ragazze (io sono l’unica mamma…per ora!) che hanno deciso di fondare una sorta di agenzia di Baby Planner con la speranza di aiutare le mamme a gestire i piccoli grandi problemi e di rendere le nostre passioni un vero e proprio lavoro. Ci occupiamo di allestimenti di feste a tema, per quelle mamme che non hanno tempo ma vorrebbero regalare ai figli un giorno da ricordare, ma anche aperitivi tra mamme, per farle socializzare tra loro mentre i piccoli sono impegnati in laboratori creativi, baby shower, pigiama party per le bimbe, favole personalizzate, kids room design …e tante altre cose che non posso raccontare perché ci vorrebbe un secolo! Ce la faremo? Speriamo! (www.facebook.com/MamaSAngelsEventi)

Curiosità: ho visto le foto e il video del vostro bellissimo matrimonio. Dove è avvenuta la cerimonia? E’ un posto davvero suggestivo!

Ma mi state facendo tutte domande bellissime che mi fanno commuovere! Ci siamo sposati con rito civile al Castello Cesi-Orsini, a Sant’Angelo Romano, poco fuori Roma. È stata una giornata stupenda, come l’avevo sognata. Se avete visto il video avrete anche sentito mio marito che canta la serenata (lui è un rockettaro!). Amo la sua voce, è bravissimo a cantare. Per me è come sentire cantare gli angeli…

Ci consigli un libro da leggere?

Sarò banale, forse, ma consiglio sempre “Alta fedeltà” perché Nick Hornby, con la sua ironia, ha saputo tirarmi su il morale in un periodo difficile. Perché gli anni ’90 ora vanno di moda e perchè le “top five” in cui ogni tanto si incastra il protagonista si sposano molto bene con la tendenza maniacale di noi blogger per le liste! “Le 10 cose che devi sapere…”, “I 10 libri che…”, “I cinque film che…” ecc ecc. Un’ossessione!

Ci consigli un’altra mamma blogger da intervistare?

Tra quelle che non avete intervistato propongo Olga di Mamaholic (non l’avete intervistata, vero??? http://www.mammaholic.com/) perché è proprio fashion e mi piace come scrive! La dolcissima Alessia di Mammachegioia, mia “compaesana” (http://www.mammachegioia.it/) e non può mancare Mamma Piky (http://mammapiky.blogspot.it/) poi scegliete voi!

E’ vero che ieri hai trovato Pablito davanti all’iPad con bravibimbi.it aperto e ti ha chiesto:”Mamma… e ora che faccio”? 🙂

Certo, il vostro sito lui l’ha già salvato tra le sue pagine preferite! Quindi attenti a quello che scrivete, vi controlla! 🙂

Il sito: http://www.mammaorachefaccio.com/