scrivere e proprio 2 giorni fa il mio blog ha festeggiato il suo primo compleanno.
Da quando abbiamo saputo che aspettavamo un bimbo, la mia è stata una curiosità infinita, mille domande, mille dubbi, mille idee e per questo mi volevo confrontare magari con altri papà, leggere le loro esperienze, ma ho trovato poco, molto poco. Di mamme blogger ne esistono tantissime, ma soprattutto, tante di loro sono delle vere blogger con la B maiuscola. Di papà purtroppo ne ho trovati pochi, ma soprattutto, noi uomini, non siamo così attivi come le mamme blogger. Hai in mente il film “ma come fa a fare tutto?” ecco, a volte mi domando, ma dove trovano il tempo ? 🙂 Secondariamente, il fatto di scrivere, buttar giù le quattro righe, mi dà soddisfazione, in fondo è una valvola di sfogo questa. Come anche ho scritto nel blog, non sono un giornalista, uno scrittore, quindi, non fate caso alla sintassi 🙂

Come si chiama e quanto tempo ha il Re di casa?

Il nostro Re di casa si chiama Ian (deriva dall’Ebraico e significa dono di Dio) e si pronuncia come si legge. Ci teniamo molto a questo nome sia io che la moglie, considerato che i nostri nomi sono lunghissimi (Marinko e Aleksandra ) abbiamo optato per un nome breve. Essendo di origini croate poi, le leggende narrano che i figli debbano in qualche maniera riprendere i nomi dei nonni…ecco, anche qui volevamo essere “diversi” 🙂

Ad oggi, qual è stata la fase più difficile nella crescita di tuo figlio?

In realtà una fase unica, difficile, non c’è stata. Io lo chiamo un percorso di formazione che ogni giorno ti fa crescere e imparare tante cose. Dopo la gioia iniziale, normalmente uno viene assalito dai dubbi e preoccupazioni: ma come facciamo?, cosa fare quando questo/quello?… Le risposte non esistono e soltanto vivendo le situazioni, una alla volta, ti fa capire che quello che magari un mese – sei mesi prima, era impossibile, inimmaginabile, oggi invece lo gestisci senza problemi. Una cosa banalissima è stata quella del cambio pannolino. Io ho sempre detto che voglio cambiare il pannolino, non mi sono mai tirato indietro e poi quando Ian è nato, questa creatura così piccola, all’apparenza fragile, mi ha fatto dubitare sul fatto che io potessi cambiargli il pannolino. All’apparenza ti sembra che tu possa fargli solo del male, in realtà solo facendo le cose, ti rendi conto che tutto è possibile, basta solo volerlo. Così anche questi 8 mesi, abbiamo imparato a gestire le varie situazioni che si sono presentate, essendo il primo figlio è tutto nuovo, ma tutto gestibile, difficile al primo pensiero, ma poi ti rendi conto che puoi farcela in ogni caso.

Lo spavento più grande che ti ha “regalato”?

Essendo il primo bimbo, fai in fretta a spaventarti per una qualsiasi cosa che vada fuori dai ranghi normali. Forse una delle situazioni più critiche che abbiamo vissuto è stato quella volta che è partito l’allarme del Baby Phone….Come di consueto, Ian ha fatto la sua poppata prima della nanna e la mamma l’ha messo nel lettino. Come ogni volta ha acceso anche il Baby Phone che si trova vicino al suo lettino. Ad un certo punto, nel coma totale da divano, stavamo cercando di rilassarci ed eravamo al piano di sotto, nel salotto. Ad un certo punto parte l’allarme! Non capivamo cosa fosse, era la prima volta che sentivamo quel suono di punto in bianco, ci siamo solamente guardati in faccia per un millesimo di secondo ed abbiamo capito che quel suono parte nel caso i sensori smettono di captare movimenti/respirazione del bimbo, panico totale, siamo schizzato su per le scale…non so come abbiamo fatto a non romperci qualche osso…apriamo la porta della sua cameretta e….lo troviamo seduto nel lettino che giocava con questi cavi del Baby Phone. Non so ancora come sia riuscito ad arrivare ai cavi, ma è riuscito a staccare il cavo che collega i sensori che si trovano sotto il materassino. Ecco, quello forse è stato il momento peggiore, dove i miei capelli bianchi sono aumentati all’ennesima potenza.

Al contrario, il sorriso più grande che ti ha fatto venire in volto è stato quella volta che…

Beh, questa è facile….ogni volta che rientro dopo la giornata lavorativa, apro la porta di casa e ci incrociamo con i nostri sguardi…parte un sorriso che non ti dico. Ecco, quello è il momento più bello della giornata. Semplicemente a ripensarci alla scena, mi sciolgo. Una cosa negativa forse provocata dall’arrivo del nostro figlio è che emotivamente son diventato una mezza calzetta, nel senso che mi commuovo molto facilmente. Ti giuro che spesso mi meraviglio di me stesso. Spero non sia un qualche problema ormonale, dici che dovrei farmi visitare? 🙂 (no, succede anche a me!! 🙂 – ndr )

Qual è la giusta formula per vivere al meglio il rapporto con i figli?

La formula giusta non credo esista, noi cerchiamo di vivere col sorriso le nostre giornate. Non nascondo che ci sono state e che tutt’ora di capitano giornate no, dove non sempre è possibile sorridere, ma l’importante è che ci sia un’armonia all’interno delle quattro mura. L’amore che si dedica ai propri bimbi viene corrisposto dai sorrisi.

Guardando la sezione “chicche” del tuo blog mi ha fatto morire dal ridere la prima immagine (sappi che prima o poi te la rubo) ma mi è venuta una curiosità: dormito o avete dormito a lungo nel lettone con vostro figlio?

Ti confesso che ho riso tanto anch’io quando l’ho vista per la prima volta e mi veniva in mente sempre come “gli altri” raccontavano dei cazzotti e sgambettate subiti nel lettone. Ora invece posso confermare che le immagini non sono un’invenzione, ma rappresentano la dura e cruda realtà. Scherzi a parte, Ian da subito ha accettato bene il suo lettino e non abbiamo mai avuto particolari problemi. Fanno eccezione magari giorno no, dove a causa della febbre, o causa dei dentini, dorme con noi nel lettone. La mamma è sempre stata dell’opinione di farlo addormentare nel suo lettino, poi a seconda di come andava, lo prende nel lettone con noi. Ultimamente devo dire che si fa quasi tutta la notte nel suo lettino. Bisogna anche dire che allattando, non è facle lasciarlo tutta la notte nel lettino. Specialmente quando si sveglia in piena notte, impaziente che la tetta non è subito a portata di mano, si fa sentire e allora, la mamma per semplificare il tutto va a prenderlo e lo porta nel lettone, così lui mangia e lei può anche riposare lo stesso. Poi a volte capita che dall’emozione e dalla fame si attaccava anche al papà e logicamente, non trovando il latte, non gradiva e si faceva sentire, ma questi sono inconvenienti che possono capitare. Adesso che lo svezzamento è in corso, la mamma comunque non ha intenzione di interrompere immediatamente e bruscamente l’allattamento quindi il mattino poi è sempre nel nostro lettone, dalle 4-5 del mattino in poi.

…vi fermerete solo ad uno?

Che domanda, io sto già pensando a cambiar la macchina e per portarmi in avanti, ho detto a mia moglie che opterò per una che ha 7 posti, per sicurezza sai, non si sa mai 🙂 Scherzi a parte, sicuramente un fratellino o una sorellina per Ian lo desideriamo eccome, lasciamo al tempo poi decidere quando sarà il momento…..

Il regalo più inutile che hai comprato per tuo figlio e che non riprenderesti mai più:

Solo uno? Onestamente, una buona parte dei regali che gli abbiamo preso sono un pochino inutili. Non bisogna dimenticare che con bimbi così piccoli, sono i genitori che “scelgono” il regalo. Ian per esempio gioca volentieri con gli iPhone, iPad e MacBook (si capisce che mi piacciono i MAC?:)) passando dai telecomandi vari, ma parte questo che sono vietati al momento per lui. Ian predilige giochini semplici, che sono una bottiglia in PET vuota, una palla semplice e un piccolo giochino che ha staccato dal Baby Gym e purtroppo siamo noi che lo riempiamo di giochi che lui nemmeno ha richiesto e questo non va bene, ma lo sappiamo che è difficile non fare acquisti inutili…

Ci racconti come era una tua giornata tipo prima di avere una figlia e quella di adesso?

Devo dire che anche prima della nascita di Ian non abbiamo mai avuto l’esigenza di fare seratone, week end da sballo, festa, discoteca… Eravamo già abbastanza monotoni, stile vecchietti in età per il pensionamento 🙂 Sveglia alle 6:30, doccia, barba, la moglie preparava il caffè, io alle 7:30 mi avviavo verso l’ufficio e lei siccome lavora per conto proprio iniziava magari un oretta dopo di me. Tutta la giornata al lavoro, si rientrava a casa e poi, magari cena a casa, magari si cenava fuori. Si andava magari a fare 3-4-5 giorni da qualche parte, shopping, cene, viaggetti anche in Europa, poi andavamo a visitare spesso i genitori dell’Alessandra (in fondo sono poi 800 km di viaggio). Invece dopo la nascita, le cene fuori e i viaggetti sono spariti e quel tempo l’abbiamo trasformato in tempo da trascorrere insieme con nostro figlio. Approfittiamo volentieri delle belle giornate per passeggiate lungo il Lago Maggiore, magari si va a mangiare qualcosina fuori, ad ogni modo cerchiamo di restare sempre noi tre insieme. La moglie lavora ad ogni modo anche adesso, ma molto meno rispetto a prima e io mi ritengo molto fortunato e grato ai miei datori di lavoro perché ho una certa libertà di gestirmi. Onestamente, non trovi che siamo rimasti monotoni? 🙂 (onestamente no e, vista anche una certa vicinanza, sarete presto invitati a bravibimbilandia! 🙂 – ndr)

Ci siamo sentiti via Twitter e so che vivete in Svizzera. Come vi trovate? Che tu sappia, dal punto di vista del supporto alla famiglia, avete qualcosa di più rispetto all’Italia?

Io sono arrivato in Svizzera nel 1992, giusto prima che iniziasse la guerra nei Balcani, mio padre lavorava in Svizzera già dal 1986. Ora ho la cittadinanza Svizzera e io mi sento Svizzero a tutti gli effetti, due terzi della mia vita  ho vissuto qua e ovviamente non ti dirò mai che non mi trovo bene. Ovviamente se guardo la burocrazia, la sanità, diritti dei cittadini ecc. non ci sono paragoni con la Croazia o con l’Italia.

La maggior parte delle prassi burocratiche le riesco a risolvere direttamente da casa, con il computer, on line. Per fare la carta d’identità e il passaporto di Ian, abbiamo semplicemente preso l’appuntamento in un giorno che andava bene a noi, in un orario che andava bene a noi, ci siamo presentati, abbiamo pagato, fatto le foto e tutto questo in 10 minuti e meno. Per contro, il supporto alla famiglia esiste, ma non nella maniera in cui esiste nei Paesi Scandinavi. Il congedo paternità in Svizzera è gestito in una maniera ambigua, nel senso che il Canton Ticino concede solo 2 giorni di congedo paternità, mentre la città di Lugano (che fa parte del Canton Ticino) ne concede 5 di giorni, poi a seconda del Cantone varia ulteriormente e città tipo Berna ne danno fino a 25 di giorni, sempre pagati. Ci sono in corso delle “trattative politiche” di portare il tutto ad un 10 giorni, ma si sa come sono i tempi della politica. Le mamme non da molti anni, hanno diritto ad almeno 16 settimane di congedo maternità e questo è sicuro, poi ci sono delle aziende che in base a dei contratto collettivi concedono ancora di più, però il minimo legale di 16 settimane è concesso a tutte le mamme. Bisogna dire che anche una tutela delle mamme che vogliono riprendere l’attività lavorativa,  trovando il giusto rapporto tra famiglia e lavoro, non esiste, si sa benissimo come fanno i datori di lavoro. A me piacerebbe si riuscisse a trovare un “compromesso” più equo, prendendo in discussione anche i padri. Quindi come vedi, siamo messi più o meno male sia noi che voi da questo lato.

Avete un aiuto dai nonni o vi arrangiate da soli? Com’è, nel caso, il rapporto con i suoceri? (molti litigano per via dell’educazione etc etc)

Quello dei suoceri è sempre un tasto dolente 🙂 Noi siamo abbastanza solitari da questo punto, ci piace fare tutto da soli, ovviamente ci sono delle situazioni dove per cause maggiori, devi rivolgerai nonni…e per fortuna che ci sono. Trovo che ognuno che l’educazione spetti ai genitori, a crescere i figli, a crescerli educatamente, dare dei limiti e non trovo corretto che i nonni debbano educare i nipoti. Non sempre poi esiste la possibilità

I genitori dell’Alessandra vivendo in Croazia, non abbiamo dei contatti diretti in merito poi soprattutto all’educazione. Invece i miei vivono a 10 minuti da casa nostra e devo dire che spesso e volentieri ci appoggiamo a loro, specialmente col fatto che l’Alessandra ha ripreso parzialmente la sua attività e allora ci sono due mezze giornate che approfittiamo della nonna. E com tu ben sai sicuramente, qualsiasi nonna, malgrado il tempo che passi con il suo nipotino, non é mai abbastanza. Per quel che concerne l’educazione, non abbiamo dei conflitti particolari, noi abbiamo le nostre convinzioni e il nostro pensiero di come crescere e responsabilizzare il nostro bimbo.

Cosa ne pensa tua moglie del fatto che hai un blog tutto tuo?

Mia moglie mi appoggia al 100%, anzi è quella che mi sprona a scrivere di più, non è mai stata contraria. Fosse per lei almeno 2-3 post al giorno li dovrei produrre. Sicuramente le fa piacere leggere quello che scrivo, a volte scrivo quelle cose che magari nella vita reale non ho mai detto oppure le varie emozioni che posso magari tenere per me nella vita reale, molto più facilmente le integro in un post.

Hai letto un libro/manuale particolare che consiglieresti ad altri genitori?

Devo dire che sono un pessimo lettore, soprattutto se parliamo di libri. C’è un bel libro che ho iniziato a leggere ed è ancora lì che mi aspetta, però sono arrivato ai temi che riguardano i bambini di 2-3 anni, allora ho deciso di fare una pausa, per non anticipare i tempi…possiamo prenderla come scusa valida? Il libro in questione è “Il mestiere di papà” e, scherzi a parte, è un libro molto semplice e ben fatto. D’altro canto i libri ci possono solamente aiutare a sensibilizzarci magari su certi argomenti che sembrano dati per scontati e uno non riflette troppo sull’importanza che hanno per la crescita del bimbo e del rapporto di coppia dopo la nascita del bimbo.

Ad ogni modo una grande parte delle informazioni però che ho acquisito arrivano dalla rete, dove si leggono molte più testimonianze reali, dirette e non quelle spesso inculcate dai “professionisti vari” .

Esci di casa e inciampi sulla lampada di Aladino. Non sei troppo fortunato e invece di tre desideri il genio te ne lascia esprimere soltanto uno. Meglio che niente. Cosa gli chiederesti?

Le riposte stile Miss Italia o Miss Vodafone sono troppo scontate “la pace nel mondo” e non contano, ma d’altronde dire che non gli chiederei nulla, è da bugiardi. Un sogno, nostro, sarebbe quello di poter avere la nostra casetta, con il nostro giardino, lontano dal caos, in mezzo alla natura….ma siccome in Svizzera per comperarti una casa devi mettere in preventivo un gruzzoletto importante (e si parla di tranquillamente un milione di franchi per qualcosa di decente…senza piscina) e poi che devi avere un reddito minimo annuo di almeno 120’000.-…..ecco…rimane un nostro sogno.

E’ vero che il tuo piccolo Re ha cominciato a tracciare per terra dei puntini che, se uniti, formano la scritta www.bravibimbi.it ?

Ma come hai fatto a scoprirlo? Ci tenevo rimanesse ancora segreta la cosa 🙂

Il sito: http://www.papablogga.ch/