Ciao Silvia, siamo felice di averti su bravibimbi!Come si legge dal profilo del tuo blog, sei moglie, mamma ed educatrice. Aggiungiamo noi… incinta e con un gatto per casa! 😉
Quanto manca all’arrivo, come lo chiami tu, del Micronano?

Il Micronano arriverà tra un paio di mesi, i primi di luglio. Polpetta era arrivato con tre settimane di anticipo, per cui il ginecologo mi ha preparata ad un altro arrivo inaspettato. Vedremo che decide di fare, tanto poi si possono fare tutti i pronostici del mondo, ma i bimbi nascono quando vogliono loro… Noi lo aspettiamo!

Passo indietro: da quanto tempo sei online e come mai hai aperto un blog (magari raccontaci anche di mammaglimmer se vuoi)?

Non sono online da molto, l’idea mi è venuta questo autunno, quando agli inizi della gravidanza sono rimasta a riposo forzato per alcune settimane. Abituata a stare a contatto con la gente quotidianamente (lavorare in un asilo nido ti fa vivere immersa in relazioni forti per tutto il giorno) passare ore ed ore a letto solo con il Gatto mentre Marito e Polpetta erano al lavoro e al nido mi ha fatto venire voglia di esprimermi, un po’ per alleviare la solitudine, un po’ anche per curare alcune ferite dovute a dei lutti recenti avvenuti in modo improvviso.

Mammaglimmer è stato l’esperimento iniziale. Ho provato a vedere se mi piaceva e così è stato.

Il nome del blog, però, non mi convinceva. In fondo l’idea di restare legata all’essere mamma mi sembrava un limite: scrivo per dare voce alle emozioni che vivo con la mia famiglia, ma quando cresceranno i miei bambini sono sicura che cambierà anche il mio modo di essere mamma, anche perché oltre che essere mamme siamo anche donne, non ce lo dobbiamo dimenticare. Così ho cercato di cambiare il nome al blog, ma poiché sono ancora molto imbranata nell’uso del computer, non ne ero in grado. Così Mammaglimmer è rimasto un prototipo.

Scintille di gioia è nato perché ogni giorno cerco il positivo in quello che mi succede, un po’ per esorcizzare la tristezza di fronte alla difficoltà che la vita ci presenta, un po’ perché mi sono accorta che anche la giornata più triste, anche la giornata più difficile, ha piccoli momenti di gioia che ci scaldano il cuore. Nei miei post cerco di parlare di questo. Della gioia che provo come mamma, come moglie, come persona. Parlo di cosa mi emoziona, mi rende felice o mi incuriosisce.

E’ una domanda un po’ Marzulliana ma… che cosa ti dà il blog? Sei riuscita a costruire delle amicizie anche solo virtuali?

Al di là dell’opportunità di dare voce a pensieri, emozioni e riflessioni, scrivere questo blog mi ha permesso di conoscere altre mamme, confrontarmi con loro, iniziare nuove conoscenze. Una piacevole sorpresa, non l’avrei mai immaginato! Sono amicizie sbocciate da poco, chissà a cosa porteranno!

Inoltre, da quando scrivo, mi sono accorta di essere diventata più attenta ai piccoli progressi di Polpetta, all’essere mamma, alla nostra famiglia, alla mia gravidanza. Accade qualcosa che mi colpisce e mi pongo domande, approfondisco il tema, penso, scrivo. Un po’ il blog è diventato l’occasione per fermarmi a riflettere un po’ di più e mi ha permesso di migliorare le dinamiche educative della nostra famiglia. È diventato un diario, dove scorci della nostra vita restano scritti nero su bianco. Rileggerli mi rende consapevole di quanti momenti felici passiamo insieme!

Avrai ancora il tempo con la nascita del Micronano?

Bella domanda. Chissà.
Credo che cercherò di mantenere vivo il blog anche quando ci sarà il Micronano.
Scrivere mi fa riflettere, mi piace, mi fa sentire attiva, viva. È una cosa che faccio per me. Quando nasce un bambino è facile perdersi e dedicarsi a lui al 100%, sacrificando sè stesse. Mi è successo con Polpetta. Dopo alcune settimane ho capito che essere mamma non significa annullarsi per i propri figli, ma essere sè stesse, amarli e sentirsi persone vive, dedicandosi del tempo perché prima di essere mamme, siamo anche donne.

Quindi cercherò di continuare il percorso che ho iniziato con il blog, perché mi sta dando un sacco di occasioni per di spunti educativi e questa nuova avventura mi sta facendo sentire attiva in un periodo in cui sono a riposo dalla vita lavorativa.

Credo che quando la famiglia si allargherà avrò l’opportunità di raccontare emozioni nuove, non vedo l’ora di scoprire come la nascita del Micronano arricchirà il mio essere mamma.

E Marito che cosa ne pensa (del blog)?

Marito è contento di questa mia avventura, mi legge sempre. Ogni volta che scrivo un post non vede l’ora che sia pubblicato per leggerlo direttamente online. Capita che gli chieda se vuole leggere l’anteprima, ma lui preferisce leggere direttamente dal blog.

È anche molto paziente quando faccio una marea di foto per i miei post, addirittura spesso è il mio fotografo ufficiale.

Qual’è stato il miglior consiglio che ti è stato dato durante il primo anno della tua Polpetta?

Il migliore consiglio è stato quello di ascoltare il mio istinto di mamma.

Capita che ci sentiamo insicure, cerchiamo consiglio e conforto. Ma se ci fermiamo ad ascoltarci c’è una vocina dentro di noi che ci suggerisce come fare. A volte dice le stesse cose che ci dicono le persone a cui chiediamo consiglio, altre volte dice cose diverse. Ma ha sempre ragione.

Le volte in cui non l’ho ascoltata mi sono data della sciocca, perché col senno di poi ho visto che aveva ragione, come sempre. Noi mamme siamo le migliori esperte dei nostri figli. Dobbiamo solo liberarci delle nostre paure e avere più fiducia in noi stesse.

E il peggiore?

Non è stato uno solo, sono stati tanti piccoli consigli dettati dai pregiudizi che esistono sull’allattamento a richiesta. Sono stati consigli come quelli di non allattare troppo il mio bambino, non viziarlo, di distanziare le poppate… Consigli che mi hanno fatta sentire una mamma inadeguata. Però, nonostante un inizio difficile, l’allattamento al seno è stato un percorso che ho fortemente voluto, per il quale ho pianto, sofferto per il quale mi sono intestardita nonostante le difficoltà e che sono riuscita a donare al mio bambino.

Ora mi guardo indietro e vedo che è stata un’esperienza bellissima per me e Polpetta. Sono andata avanti nonostante tutto, mandando giù bocconi amari e imparando a farmi scivolare addosso i consigli dettati dai pregiudizi.

E sono pronta per ripeterla con il Micronano.

Sei pronta alla futura vita a quattro? Quali sono i cambiamenti che ti aspetti?

Si e no.
Un po’ mi spaventa la reazione che avrà Polpetta quando arriverà il suo fratellino.
Ho paura che soffra, che sia geloso. Ci stiamo preparando al suo arrivo. Polpetta sa che il suo fratellino arriverà quest’estate, lo bacia attraverso la pancia, lo accarezza, gli dice che gli vuole bene… Spero che Marito ed io saremo in grado di arginare lo scombussolamento che porterà l’arrivo del Micronano.

Altre volte ho paura di non farcela, di non riuscire a dare al Micronano le attenzioni di cui avrà bisogno.

Poi però scalcia nella mia pancia e mi emoziono, non vedo l’ora di vederlo, di conoscerlo, di vedere tra un po’ di tempo i miei bambini giocare insieme.

In fondo quando si parte per un viaggio si è carichi di aspettative e si spera sempre che le cose vadano per il meglio, timorosi degli inevitabili imprevisti. Ecco, mi sento così.

Com’è il rapporto con i suoceri? Hai il loro supporto?

Mio suocero è mancato poco prima dell’arrivo di Polpetta, purtroppo. Mia suocera stravede per lui, lo adora! È una persona squisita e disponibile. Abitando distante da noi non è sempre presente fisicamente, ma quando c’è bisogno lei cerca di fare del suo meglio per aiutarci.

Ed è emozionata per l’arrivo del secondo nipotino.

Noi, però, cerchiamo di non pesare troppo su di lei. Non ci piace l’idea di approfittare della disponibilità dei nonni, per cui chiediamo aiuto solo quando non riusciamo a farcela da soli.

Ci racconti la tua giornata tipo da mamma?

Il mio lavoro è considerato un lavoro a rischio ambientale, per cui sono a casa in maternità da quando ho scoperto di essere incinta del Micronano. Se solitamente la mia giornata è scandita dai frenetici ritmi lavorativi, negli ultimi mesi sono diventata mamma a tempo pieno ed ho avuto modo di rallentare.

La mattina Marito mi sveglia dolcemente verso le 7, mi trascino fuori dal letto e mi lavo e mi vesto. Quindi sveglio Polpetta, ci coccoliamo, si prepara con me o il papà, dipende dalla mattina, e facciamo colazione tutti insieme. Marito va al lavoro ed io porto Polpetta al nido. Verso le 9 torno a casa. Dedico la mattina alla cura della casa, vado a fare la spesa, cucino, faccio la casalinga, insomma. Marito torna a casa in pausa pranzo e mangiamo insieme, generalmente a pranzo sperimento qualche ricetta sfiziosa. Dopo pranzo lavoro al blog per un’oretta, leggo altri blog, libri, approfondisco argomenti che mi hanno incuriosita e di cui voglio parlare nei post, poi mi riposo un po’ con il mio gatto (il pancione mi stanca molto e sono come i bambini, se non dormo almeno una mezz’ora il pomeriggio arrivo a sera distrutta).

Vado a prendere Polpetta al nido verso le 16, lo porto a casa e facciamo merenda, quindi, a meno che non abbiamo qualche impegno, cerco di passare tempo di qualità con il mio bimbo facendo cose che non solo lo divertano, ma siano anche spunti di crescita. Facciamo torte, dipingiamo, giochiamo, leggiamo, se c’è bello stiamo all’aria aperta in giardino e andiamo a trovare le mucche dietro casa.

Nel frattempo arriva a casa Marito e stiamo tutti insieme.

Quando si avvicina ora di cena lascio i miei ometti e mi dedico alla preparazione del pasto. Ceniamo sempre insieme, perché crediamo sia importante che il pasto sia un momento conviviale di crescita e confronto, per cui non ci si alza da tavola finché non hanno finito tutti di mangiare.

Dopo cena Polpetta si lava i dentini e si prepara per la nanna.

Abbiamo un rituale pre sonno fatto di coccola, che prevede che si legga o si racconti una storia insieme. Una storia la mamma, che spesso diventano tre e una del papà. Entro le 21/21.15 Polpetta dorme e mi spiaggio come un’otaria sul divano assieme a Marito ed al mio Gatto.

Puntualmente quando decido di andare a dormire il Micronano scalcia, quindi aspetto che si calmi sul divano o mi sposto a letto a leggere, finché la pancia torna tranquilla ed io scivolo nel sonno, anche se poi il signorino mi sveglia un altro paio di volte, nel corso della notte. Ci stiamo preparando alle fatiche notturne dopo la nascita!

L’attività preferita che fate quando piove?

Non c’è un’attività predefinita. Quando piove ascoltiamo il nostro istinto e decidiamo sul momento che fare. L’importante è stare insieme in armonia.

Facciamo una torta, dipingiamo con gli acquerelli, giochiamo con il didò o con un gioco scelto da Polpetta, leggiamo, suoniamo e cantiamo. Polpetta adora cantare e suonare. Accendiamo la musica e si scatena. Non solo musica per bambini, ma anche la musica che ascolto io e quella che ascolta Marito, musica classica o la radio. Crediamo sia giusto che Polpetta sperimenti vari generi musicali per poi crearsi un orecchio musicale personale.

Com’è la vostra zona? Abbastanza verde? Ci sono strutture all’aperto per bambini? Un consiglio che daresti al comune?

Noi abitiamo in un complesso residenziale nuovo, costruito in mezzo ai campi. Abbiamo un campo di foraggio ed uno di peri davanti a casa, dietro c’è il giardino condominiale con un prato grande, un bel piazzale e una semplice struttura con scivolo. Il tutto è circondato da campi e a pochi minuti di strada a piedi c’è una stalla con le mucche.

Purtroppo per andare da qualsiasi parte dobbiamo usare l’auto. Siamo a 3 km dal paese vicino, molto piccolo, in una zona di confine tra due comuni diversi e a 20 minuti di strada dal nostro comune e dal medico. Un po’ scomodo per noi che veniamo dalla città, ma col tempo mi sono rassegnata ad usare l’auto anziché bici e mezzi pubblici come facevo in città.

Fortunatamente ci sono dei parchi giochi molto belli relativamente vicini, ma mancano da parte del comune spazi di aggregazione per famiglie e iniziative educative comunali dedicate ai bambini più piccoli.

In compagnia, sei una di quelle mamme che parla per ore e ore solo dei figli?

Dipende dalla compagnia, ma se si può cerco di parlare di tutto. Oltre che mamme siamo persone, non ce lo dobbiamo dimenticare, e non mi piace tediare io prossimo con la mia vita famigliare. Quella la narro sul blog.

Hai ancora degli spazi “tuoi”? (palestra, hobbies fuori casa, uscite con le amiche)?

Cerco di avere momenti per me, perché, come dicevo prima, se non ci curiamo di noi stesse e ci annulliamo per i bimbi, ci perdiamo come persone e ne risentiamo noi stesse ed i nostri bambini.

Abbiamo un gruppo di amici con cui c’è l’appuntamento fisso, il mercoledì sera. Ci si trova intorno ad un tavolo, a casa di qualcuno, con una tisana o una bibita, una torta o qualche stuzzichino e si chiacchiera. Ci si trova da sempre. Ora che abbiamo bimbi piccoli, Marito ed io, ma anche i nostri amici, ci alterniamo, una settimana a testa, in modo da mantenere i rapporti con il gruppo al di la degli incontri nel week end, tutti insieme coi bimbi. Il mercoledì sera è il momento per noi adulti.

Una volta alla settimana mi dedico un’ora per me per coccolarmi con un bagno caldo o una doccia e curarmi del mio corpo. Nessuno è ammesso in bagno, solo il gatto. Marito dice che faccio la Beauty Farm. Esco sempre rilassata e rigenerata.

Mi ritaglio del tempo per leggere, perché leggere mantiene attiva la mente e sin da bambina ho sempre letto tanto.

Ti capita mai di pensare: non ce la faccio più! Ora mollo tutto e scappo!

Sì, anche stamattina, quando mi sentivo sopraffatta da tutto ciò che c’è da fare in casa, la gestione di un bimbo piccolo e la fatica della gravidanza. Marito è bravo, cerca di aiutarmi il più possibile, ma fortunatamente lavora (in questo periodo di crisi un lavoro è una benedizione) e tante cose le devo fare da sola e alcuni giorni è pesante. Con la pancia che si ingrossa e i movimenti pachidermici ci metto un sacco di tempo a fare tutto.

Poi, però, l’affetto di Marito, del mio bambino e del mio gatto mi ripagano di tutte le fatiche: penso a quanto sono fortunata e la fatica passa.

Ci consigli un’altra mamma blogger da intervistare?

Ne ho conosciute due, di recente, persone squisite e disponibili: Mammapiky, il suo blog è http://mammapiky.blogspot.it
L’altra mamma è Mammavvocato del blog http://mammavvocato.blogspot.it

Sappiamo che polpetta è nel periodo dei perché. E’ vero che ti ha chiesto perché non eri stata ancora intervistata da Bravibimbi? 🙂

Si, in effetti me l’ha chiesto, poi mi ha chiesto perché ho deciso di rispondere, perché si scrive per rispondere, affermando che voleva rispondere al posto mio perché è molto bravo a scrivere, mi ha chiesto di raccontargli la storia della mamma che rispondeva all’intervista, mi ha chiesto perché si fanno le domande…

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