Rullo di tamburi, oggi abbiamo qui con noi una mamma bis… Giorgia! ????
Ciao e grazie per il tuo tempo. Proveremo a fartene perdere il meno possibile anche se non garantiamo!

 

Le basi: da quando sei online con “Stato di grazia a chi?” e come mai hai deciso di raccontarti in rete?

Il mio blog è on line da circa tre anni e mezzo. L’ho aperto nel 2015, durante gli ultimi mesi di gravidanza. Era da un po’ che pensavo di aprirne uno.

Quando i blog erano agli inizi e non si sapeva bene che evoluzione avrebbero avuto, alcune persone mi dicevano “Ma dai, apriti un blog, scrivi in modo che i tuoi articoli rimangano in rete” (ho sempre scritto racconti e articoli di costume, per cui me lo suggeriva chi conosceva il mio modo di scrivere). Però non avevo mai l’ispirazione, mi mancava il focus. Poi, con la panza è arrivato anche lui!

 

Se dovessi auto-celebrarlo, diresti che il tuo blog è:

Un blog scritto bene, con il cuore, la pancia, ma anche con tantissima testa. Un blog sincero, onesto, garbato. Ironico, tagliente, realistico. Mai offensivo o polemico al solo scopo di avere un pugno di like. Mai apparenza. Divertente, pieno di spunti interessanti e di visioni poco comuni, mai banali, della vita. Sguardi personali, sentiti. Insomma, io mi leggerei al posto degli altri! Che dici, ho esagerato?

 

Scrivi davvero bene, i tuoi post sono super scorreveli e molto piacevoli. Ti è sempre piaciuto scrivere o nasce tutto per caso?

Scrivo da tantissimo tempo. Sono stata una scrittrice seriale. Lo era vent’anni fa, quando partecipavo a ogni tipo di concorso letterario. Non ho mai vinto alcuno, ma scrivere, per molti anni, è stato quello che mi faceva alzare la mattina con vitalità e speranza e felicità. Feci anche girare, per un po’, un romanzo breve, per alcune case editrice. Mi risposero in moltissime in modo entusiasta, ma non me lo volle pubblicare nessuno. Ah no, una si, ma in formato elettronico ed io non ci credevo, per cui non lo feci. Poi, cominciai a scrivere monologhi … la storia è un po’ lunga, comunque, alla fine, cominciai a  scrivere di costume per la carta stampata.

 

Sei immancabilmente su Facebook, su Instagram e su Twitter. Nessun canale Youtube?

La verità? Non mi piacciono molto i social e credo che si avverta. Fb mi risulta più facile, e mi dà l’opportunità di espandermi anche su altri temi, su argomenti che sento di voler o dover affrontare, che sul blog non avrebbero uno spazio coerente con il resto.  Instagram mi piace molto meno. Lo sopporto a stento, in realtà,  e questo risulta chiarissimo ad un occhio attento. E’ molto finto, ma qui il discorso sarebbe veramente tropo lungo. Tw lo uso quando me lo chiedono i clienti duranti gli eventi. Per il lavoro di noi mamme blogger non è utilissimo, perché non si raggiungono molte mamme o molti papà. Non è molto efficace per il nostro target , per non parlare del fatto che non tutte le aziende del settore hanno un proprio profilo.

 

Lo sapevi che “Stato di grazia” è anche il titolo di un film anni 90 con Sean Penn, Ed Harris e Gary Oldman?

Ahhaha, no, in realtà.

 

Quanto tempo dedichi alle tue attività online? Sei una persona tutta inquadrata, con scaletta di quello che devi fare o vai un po’ a braccio?

Il tempo varia molto. Se dovessi fare una media, direi un quattro-cinque ore al giorno. Faccio quello che posso, considerando l’età delle mie figlie ed il tempo che devo e voglio passare con loro. Poi ci sono dei giorni che faccio molto di più ed altri nei quali mi rifiuto di accendere il pc. Diciamo che ho una linea editoriale molto elastica.

giorgia-marini-mommy-blogger

 

Nel 2018 sei stata ambasciatrice di Melline e Bebè confort. Che cosa vuol dire?

 

Essere ambasciatrice vuol dire che un’azienda vede in te la persona in grado di comunicare i suoi valori, i propri prodotti o comunque il messaggio a cui tiene. Sei la persona adatta per come scrivi, per il tipo di pubblico che loro cercano, per l’immagine che dai di te. Per Mellin sono stata ambasciatrice del progetto My Mellin Blog  che, a breve, ripartirà nuovamente con me e le altre blogger del 2018.

 

Se ti chiediamo dei tuoi parti ci racconti anche tu che sono stati dei momenti magici?

Magici, eh, come no! Sul primo ho scritto un post che si intitolava “Più che un parto, un incidente stradale”, per cui potete immaginare. Il secondo è andato molto meglio, ma grazie anche alla Santissima Epidurale, cui ho dedicato non a caso un post. Ma io non faccio testo, perché ognuna parla per sé. Come sempre, però, l’importante è parlare con onestà. Raccontare il vero, insomma.

 

Due figlie eh? Non sarà facilissimo. Ci racconti una tua giornata tipo?

Non facile, perché sono piccole ed hanno 2 anni di differenza. In questa fase sono impegnative.  Da qualche mese mi faccio aiutare. Ho preso una persona che viene 3 mattina a settimana, per  occuparsi della più piccola, in modo che io possa godere di 3 mattine “libere”. Se dovessi sintetizzare: la mattina lavoro al blog, il pomeriggio vado a prendere la “grande” a scuola, intorno alle 15.45 e, da quel momento, sino alle 19.00 sono ostaggio ( a casa o al parco, dipende dal clima) delle mie figlie che assorbono tutte le mie energie. Mi fanno ridere e sono felice di stare con loro, eh, ma sempre ostaggio sono. Poi arriva il padre e si cerca di dividere il carico di lavoro, non solo le bimbe quindi, ma anche le cose della casa, come la cena. 

 

Ci racconti ora la tua peggiore giornata tipo?

La mia peggiore giornata tipo è quella in cui arrivo a sera senza essermi lavata o cambiata. Forse qualcuna stava male, forse dovevo consegnare un lavoro, oppure il clima era infausto e sono stata chiusa in casa con tutte e due, senza potermi allontanare un solo minuto. Insomma arrivo a sera, senza realizzare che una giornata è trascorsa.

 

Dicci la verità o sfata qualche mito tipo:
1)      E’ vero che il secondo è più facile del primo perché “sai già che cosa fare”?
2)      E’ vero che con uno o più figli i genitori si possono rilassare di più perché giocano tra di loro?

La prima affermazione è vera, in parte. La seconda, invece, non l’ho ancora provata ma ci voglio credere!

 

Lo conosci il detto… non c’è due senza tre! Vi fermate?

Temo di si. Mi piacerebbe avere un terzo figlio, ma sono veramente a limite con l’età. Lo faccio fare alla Hunziker, che ha un anno più di me, ma più energie e più aiuti (si, parlo per invidia, eh, sia chiaro!) . Lo dico perché ho appena saputo che è incinta!

 

Tuo marito che papà è? E’ presente o, per riprendere una tua citazione, è uno di quei pistoleri dell’antico West con la scritta “wanted” sotto? ????

Presente. Non avrei mai sposato una persona non collaborativa. Mi domando perché lo abbiano fatto tante – troppe donne – che poi passano il tempo a lamentarsi o a dire “beata te”. Nessuno le ha obbligate a mettere su famiglia con un tipo di persona che non capisce l’importanza di aiutarsi, di condividere. Per non parlare di chi crede che i padri certe cose non le sappiano fare, perché i figli sono solo delle mamme e poi ti raccontano che non ce la fanno più.

 

In un post hai scritto una cosa bellissima: “Indipendentemente dalla nostra età di mamme (o papà) siamo soliti dire che la vita, per noi, è cambiata ma non che può ancora cambiare. Siamo talmente propensi a guardare solo la strada che percorrono e che percorreranno i nostri figli, da dimenticare che anche noi continuiamo la nostra.”
Come sta procedendo la tua? Oltre alla famiglia hai ancora degli spazi tuoi? Riesci a coltivare degli interessi?

La mia sta procedendo al meglio di quello che posso fare. In questo momento non ho  un mio spazio, ma ho qualche idea. Spero di riuscire a recuperare qualcosa e a vedere concretizzate alcune cose che ho in mente.

 

Farà male ma… ti manca la “tua” Puglia?

Molto.

 

La città dove vivete è a misura di bambini? Com’è la vostra zona? Abbastanza verde? Ci sono strutture all’aperto per bambini? Un consiglio che daresti al Comune?

Vivo a Milano. Ci sono alcune zone attrezzate per i bambini e il quartiere è molo vivo. Certamente, Milano offre tanto ma non è a misura di bambino, questo è innegabile. Al Comune chiederei più attenzione sotto molti aspetti che riguardano anche il mio quartiere. Il discorso è difficile da approfondire qui, diciamo che  Milano è una città a misura di affari non di persone, né di famiglie.

 

So di fare una domanda sconvenientissima ma… ci consigli un’altra mamma blogger da intervistare?

Ce ne sarebbero tantissime. Ho visto che alcune delle persone alle quali penserei, sono state già suggerite, per cui, direi Marianna di Trendyfamilyblog e Francesca di Allattando.

 

Qual è la tua canzone del momento?

AHAHAHH le mie sono piuttosto antiche. Per dire, l’altro giorno, in tv, ho beccato una di Nicola Arigliano e me la continuo a cantare in testa. Sono un tipo da orchestra, forse. E poi con le canzoni ho un cattivo rapporto, pur essendo intonata, non riesco mai a cantarle dall’inizio alla fine: non ho mai saputo un testo memoria. Siamo nel patologico!

 

Il tuo colore preferito?

Il giallo del sole, del grano, dell’estate. Il verde chiaro del mare, dell’infinito, della liberà. Sono due colori  imprescindibili l’uno dall’altro, per me.

 

Trovi la lampada di Aladino ma è rimasto solo un desiderio: che cosa chiederesti al genio?

Banale ma vero. La salute per le persone che amo, in primis. Se poi fosse un desiderio a più ampio respiro…. Un po’ più di umanità ed empatia da parte di chi ha spostato troppo l’asse su di sé.

 

Se vivessi in una cuccetta su una grossa barca e tutto ciò che hai a bordo dovesse complessivamente essere delle dimensioni di un tostapane, che cosa porteresti con te? (domanda tratta dal libro “Interrogative Mood” di Padget Powell)

Un libro che non ho mai letto e che sia in grado di tenermi  incollata il più a lungo possibile.

 

Le coordinate astrali per incontrare Giorgia:

★Il sito: statodigraziaachi.com

★ Tutti i social di Stato di grazia a chi? (clicca sulle icone):