Qual è stato, ad oggi, il periodo più difficile nella crescita dei tuoi figli?

I primi due anni di ognuno. Entrambi non hanno mai dormito, o comunque hanno dormito a intermittenza, costringendomi ad anni di continue alzate notturne (si capisce che non sono una sostenitrice di ‘fate la nanna’?) E poi li ho allattati a richiesta per anni, il che mi obbligava a star loro vicino sempre. Molto stancante e adesso che ne sono fuori, perché uno ha 5 anni e l’altro 9, mi sembra un lusso dormire ‘quasi’ tutte le notti.

Che rapporto avete con i suoceri? Vi danno una mano?

Viviamo a Milano, ma i nonni sono lontani. Quindi nessun aiuto. E’ stato molto pesante non avere aiuti i primi anni di vita dei bambini, non è nel mio dna affidare i figli a una tata e così ho lasciato il lavoro per essere io a occuparmene. Per molti questo è un atteggiamento presuntuoso, molte mie amiche dicono che voglio fare tutto io e sono una mamma chioccia e mi pentirò di aver mollato il lavoro. Io invece credo molto nel rapporto che si instaura tra mamma e figlio, e della sicurezza che trasmette loro la presenza certa della mamma. Poi pian piano si distaccano naturalmente, ma secondo i ritmi del bambino, non delle esigenze lavorative. So che dico cose antipatiche, che la vita è fatta anche di lavoro, e che le conquiste fatte per l’emancipazione femminile sono imprescindibili. Ma sta di fatto che i bambini hanno bisogno di essere guardati, seguiti e ascoltati, e non credo che affidare le cure dei miei figli a un’altra persona faccia per me. Sarebbe stato diverso se avessi avuto i nonni vicini, ma non li avrei certo affidati a loro in tutto e per tutto, proprio perché l’educazione di un figlio è troppo importante per essere delegata. Quindi ho fatto la scelta di lavorare part time e da casa. Sono una mamma che desidera con tutto il cuore dei figli indipendenti e adesso che sono grandicelli sono la prima a essere sollevata se non mi vogliono vicina e se ne stanno volentieri con gli altri. Chioccia sì, ma solo finché i pulcini restano tali, quando crescono devono volare fuori dal nido.

Il gioco più stupido che hai comperato a tuo figlio di cui ti sei subito pentita:

Bella domanda! Sapessi quanti soldi spesi in giochi insulsi, per poi accorgermi che un aereoplanino di carta li intrattiene per ore. Penso che i giochi più inutili sono quelli che le mamme e i parenti comprano nel primo anno di vita: li compri perché piacciono a te e a loro non interessano assolutamente, invece se dai loro un cucchiaio da sbattere su una pentola si divertono un mondo, vedendo anche la faccia che fai quando ti rompono i timpani.

Il consiglio più stupido che ti abbiano mai dato su come comportarti con i tuoi figli:

Quanto spazio posso occupare nel rispondere a questa domanda? Parliamo delle frasi al ritorno dall’ospedale quando non sai da che parte prenderli e arriva qualcuno e ti dice: ‘Non vorrai mica allattarlo a richiesta? Io lasciavo passare almeno tre ore, e se piangeva lo lasciavo urlare, il mio pediatra mi aveva detto di fare così’, oppure quando lo allattavo e c’era sempre qualcuno che commentava: ‘Ma lo allatti ancora? Lo sai che ormai non è più nutriente il tuo latte’, o ancora quando il primogenito cresceva, arrivava sempre il più impiccione a dirmi: ‘A quando un fratellino?’, non sapendo le difficoltà di salute che avevo avuto ad avere il primo, e poi anche il secondo. Insomma, come si dice, ogni mamma ne avrebbe di frasi stupide da raccontare, eppure a ogni gravidanza e a ogni parto se ne sentono sempre di nuove.

Curiosità: i tuoi figli, anche se hanno, se non sbaglio, 4 anni di differenza, giocano insieme? Si tengono compagnia? E’ vero che farne “due” ti migliora la vita (rispetto ad uno solo)?

Fare il secondo mi ha sconvolto la vita. E lo dico sia in senso positivo che in senso negativo. Con uno solo riesci a dargli l’attenzione che pretende, la vita è più calma e organizzata. Con l’arrivo del secondo mi sono resa conto di non avere il dono dell’ubiquità, nonostante i figli lo pretendessero. Capricci, pianti e malattie moltiplicati per due. Non sono di quelle che dicono ‘Meglio dare un fratellino, guai il figlio unico!’. Averne uno solo ha i suoi gran bei vantaggi, averne due ti insegna a dare meno importanza alle cose,  elasticità mentale, ma ti toglie anche il poco tempo che ogni mamma già ha. E quindi adesso che sono grandicelli e passano il tempo a litigare, ma anche a giocare insieme, sono contenta, ma se me lo chiedevi 3 anni fa, quando dormire era un miraggio e non avevo un secondo per farmi una doccia in santa pace,  avrei risposto: ‘Figlio unico forever’.

Quanto tempo ti “ruba” il blog?

Molto, perché il blog comporta tutta una serie di relazioni sociali a cui dedico tempo online. Poi il blog mi ha innescato tutte le collaborazioni che sono diventate poi il mio lavoro di adesso. Dedico la mattina al blog e ai post che devo scrivere, anche per altri blog. Poi durante il giorno quando sono in balìa dei figli, riesco solo a controllare le mail.

Qual è la più grande soddisfazione che ti regala?

La soddisfazione di chiarirmi le idee e di regalarmi i punti di vista di chi mi legge, e il più delle volte sono come un lumino che si accende e mi fa vedere la realtà da un’altra prospettiva. Non male se penso che sono 3 anni che ho il blog e di argomenti  ne ho trattati tanti. Altro che psicoanalisi!

Cosa ti chiedono più spesso le mamme sulle tue pagine?

Il mio non è un blog che dà consigli, scrivo semplicemente le mie impressioni su vari argomenti, che vanno dai più classici della maternità alla cronaca, e chi legge  condivide semplicemente la sua esperienza sui temi di cui parlo. Il mio non è prettamente un ‘mommy blog’, soprattutto da quando i figli hanno superato l’età di allattamenti/pappe/pannolini, ho voglia di parlare di altro, per non essere immersa nella mammitudine all’infinito.

Cosa ne pensa tuo marito del blog?

E’ uno spazio mio ed è diventato quasi un lavoro, e quindi non lo coinvolgo più di tanto, perché è nato proprio come angolo in cui rifugiarmi dalla realtà quotidiana.

La città dove vivete è a misura di famiglia? Se fossi tu il sindaco, cosa proveresti a migliorare?

Milano non è proprio una città per famiglie, anche se offre tanto. Intendo dire che ti mette i bastoni tra le ruote sin da quando esci dall’ospedale e tuo marito è costretto a parcheggiare in doppia fila per far salire il neonato, e la gente spazientita si attacca al clacson. Quando esci di casa a piedi e vai a scuola o all’asilo non riesci a diallogare per il caos del traffico, ma è una città che ti dà tanto in quanto a scelta di scuole, sport, e attività per bambini. Se fossi sindaco cercherei semplicemente di rendere più visibili e accessibili a tutti i già tanti servizi che la città offre, coinvolgendo di più le famiglie nelle iniziative culturali e di svago. Ma una cosa la imporrei, magari con un’ordinanza comunale: l’obbligo di servizi igienici degni di questo nome e attrezzati per i bambini piccoli, in tutti gli esercizi pubblici e nei parchi. Se qualcuno capita nei bagni di un bar, un ristorante o al parco, ha delle ‘belle’ sorprese. E come mamma questo non lo posso accettare da una città che si vende come sede di expo e capitale della moda e del design.

Che libro, a tema genitori/figli/famiglia, ci consiglieresti di leggere?

Come tutte le neomamme mi sono abbeverata sui ‘sacri testi della maternità’. Li ho passati un po’ tutti, da Brazelton a Bollea. Devo dire che mi ha dato qualcosa in più ‘I no che aiutano a crescere’, di Asha Philips, perché ho dei problemi a dire ‘no’, anche al di fuori dell’educazione dei figli, ma con i bambini se non lo impari, sono guai…

Se trovassi una lampada di Aladino, che cosa chiederesti al genio?

Di farmi diventare più tollerante con me stessa come mamma, e non pretendere di essere una supermamma, che ai bambini non interessa poi molto, a loro basta essere amati e ascoltati.

E’ vero che quando volete regalarvi una serata di tranquillità mettete i vostri figli davanti a bravibimbi.it? 🙂

Come lo sai? E lo consiglio a tutte le mamme 😉

Il sito (nuovissimo, appena rifatto il look!): http://itmom.it/