Ciao Ester, sei mamma di due bambini dai nomi davvero orginali: Daphne ed Ethan. Quanti anni hanno?

Daphne ha 7 anni e Ethan 5 e mezzo. Per entrambe abbiamo cercato nomi “antichi” che non fossero e passassero di moda. Daphne deriva dalla mitologia greca e Ethan da quella nordica.

Il tuo blog è davvero bello, emana energia positiva. Ci sono tantissime foto, moltissimi sorrisi.
Quanto tempo fa hai cominciato a scrivere questo tuo diario in rete? Cosa ti ha spinto a farlo?

Grazie! Ho iniziato un paio di anni fa, in parte per tenermi in contatto con la famiglia lontana, ma principalmente per poter tracciare alcuni momenti della nostra vita familiare e mi rendo conto che non avrei potuto farlo più accuratamente di così . Sia per la costanza che per le foto quasi giornaliere.

Quali soddisfazioni ti regala lo scrivere su internet?

Sinceramente non pensavo fosse così gratificante, dato che il mio rapporto con la tecnologia è sempre stato minimo, legato alla necessità. Con il blog ho potuto instaurare delle amicizie, la maggior parte virtuali, ma con persone con cui sento una grande affinità; inoltre mi rendo conto che questi due mondi, virtuale e reale, si intersecano e si influenzano tra loro, di continuo, quotidianamente, arricchendosi l’un l’altro..

Il tuo compagna cosa ne pensa?

Lui è orgoglioso del mio piccolo spazio ed è uno dei primi lettori di ogni post, a volte leggendo i commenti si commuove…

Da diverso tempo, ogni sabato, pubblichi un post dal titolo “La felicità è”. Quel’è l’obiettivo?

Mi fa piacere questa domanda! In realtà è un’iniziativa nata da un post di Eniko, di “Il giardino segreto” http://enikolori.blogspot.com/. Un appuntamento per documentare i momenti di felicità della settimana, per ricordarceli, per scovarla, insomma ormai per me è un momento fisso. Tra il ritmo a volte frenetico delle nostre giornate, tra gli impegni e le corse, non sempre ci rendiamo conto delle piccole cose che rendono la nostra vita speciale e semplicemente ricercandole e memorizzandole su un post aiuta moltissimo, allarga la visuale, ingrandisce il cuore, aggiunge speranza, forza e gratitudine. Tutto ciò fa benissimo.

Ho ascoltato la canzone che ti è stata “regalata” (http://vimeo.com/13107067) e… mi sono commosso 🙂
Hai davvero un compagno speciale!

Lo so, ci siamo incontrati, riconosciuti, uno tra mille, come esserci ritrovati dopo tanto tempo. Siamo fortunati, ma la nostra fortuna la creiamo ogni giorno, impegnandoci, dando importanza al nostro amore e ritornando a guardarci negli occhi come coppia appena possiamo, coltivando sempre la relazione, cercando obiettivi comuni, dandoci priorità comuni. Inoltre la sua vitalità è un toccasana per me.

Ci racconti una tua giornata tipo?

Premettendo che lavorando con turni il mio ritmo è molto saltellante, la nostra giornata inizia molto presto la mattina, con sveglia di solito verso le 6.30, a volte un po’ prima. Capita spesso che il nostro amico babysitter Ciro accompagni i bambini a scuola. Salvatore smette all’una quindi prende i bambini da scuola e passa con loro tutto il pomeriggio e quando io lavoro fino a tardi si occupa  anche della cena e del momento di andare a letto. Se invece sono a casa ci dividiamo i compiti, di solito sono io a cucinare, a preparare pane, biscotti e tutto ciò che riesco ad autoprodurre mentre lui mi sostiene nel sistemare casa, siamo un’ottima macchina di produzione, con perfetti passaggi di consegne, ma non avendo le famiglie di origine vicine è l’unico sistema efficace.

Soprattutto cerchiamo di dare un ritmo il più possibile costante alla nostra vita familiare, specialmente per quelle che sono le abitudini dei bambini, con cena prestissimo, favola e letto massimo alle 20.00. In questo modo riusciamo ad avere anche una buona parte della sera da dedicare a noi stessi.

Qual è stato il periodo più difficile, ad oggi, nella crescita dei vostri figli?

Premetto che mi ritengo fortunata, sono due bambini che non hanno creato mai grossi problemi, sicuramente però il primo anno di vita di Ethan, con Daphne di appena 19 mesi, è stato durissimo. Poco sonno, entrambe ancora con il pannolino, ricordo che non riuscivo a dormire più di poche ore per notte. Ci siamo resi conto di che anno faticoso abbiamo passato solo dopo, guardandoci indietro, perché, mentre sei lì, vai avanti, tiri la corda finchè puoi, non hai altra scelta. Poi tutto è diventato più semplice.

Esistono le punizioni in casa vostra? Hai mai messo in castigo uno dei tuoi tre figli per qualche marachella? Te  lo chiedo perché so che è un argomento sensibile che potrebbe scatenare un putiferio 🙂
L’altro giorno ho scritto un post a riguardo e mi sono reso conto che, come è giusto che sia, ci sono mille opinioni diverse su questo argomento. E’ facile scadere in luoghi comuni. In buona sostanza, come reagisci per far capire ai tuoi figli  che una cosa non si fa?

Io credo che uno sculaccione sul sedere non faccia male a nessun bambino, se evento raro e eccezionale. Ricordo che le prime volte che ho sgridato uno dei miei figli ho fatto solo il gesto di dare una schiaffo, ma con il dito, si, con il dito indice sulla guancia, quindi semplicemente appoggiando il dito sulla guancia. Beh, il risultato è stato lo stesso che avessi usato la mano aperta!!! Dico questo perché allora mi sono resa conto che per un bambino anche solo il gesto, e a volte il tono di voce, è sufficiente. E’ il senso di umiliazione, di potere che vogliamo imporre, che incide. Ora che sono un pò più grandi le punizioni a volte ci sono, ma riguardano attività che si sceglie di non fare (per es non andare a trovare l’amichetto o cose del genere). Ammetto che comunque è Salvatore che mantiene maggiormente la disciplina, lui lascia fare entro certe misure ma se poi superano la soglia lo fa capire, con lo sguardo, con la voce. Mentre io sgrido molto di più, ma poi mi ascoltano meno, questo sicuramente perché poi il rimprovero perde valore se diventa eccessivo. Devo dire però che quando si è stanchi è difficile essere pazienti, comprensivi, centrati su se stessi e che una sgridata di troppo a volte capita, ma l’importante è recuperare, perché i nostri figli ci amano in modo incondizionato, sempre e comunque. Come noi amiamo loro.

Siete buddisti giusto? Perdona la mia ingenuità e ignoranza ma… cosa significa? Come questa religione influenza la vostra vita? Impatta anche sui figli? C’entra con il nome del tuo blog, per me impossibile da ricordare, “kosenrufu mama”? Ops…ho fatto una serie di domande…

Si, siamo buddisti, membri della Soka Gakkai http://www.sgi-italia.org/index.php ho incontrato questa filosofia di vita/religione 11 anni fa, poi anche Salvatore ha deciso di praticare. Sostanzialmente non c’è distinzione tra vita quotidiana e buddismo, perché il Buddismo spiega la vita, quindi lo si sperimenta giornalmente. Volendo riassumere in poche parole (cosa difficile per una religione così antica e profonda) attraverso la nostra pratica quotidiana, la recitazione di Nam Myo Ho Renghe Kyo, si rivitalizza la nostra vita, facendo emergere saggezza, compassione ed energia vitale, si sviluppa coraggio e l’ambiente circostante risponde di conseguenza. Queste azioni virtuose creano felicità, profonda gioia interiore e ottimismo e sono i passi verso la nostra rivoluzione umana, verso la felicità. I nostri figli vivono tutto ciò ogni giorno, quando hanno voglia si uniscono a noi, la considerano normale. Il nome Kosenrufu Mama deriva da questo buddismo. Kosenrufu è il fine ultimo, la pace nel mondo, intesa non solo come assenza di guerre ma soprattutto come gestione dei conflitti. Attraverso la rivoluzione umana di ognuno di noi è un quadro possibile.

Il gioco più utile che hai regalato ai tuoi figli. Quello che assolutamente non ti sei pentita di comprare perché… l’hanno usato davvero tanto!

Una grattugia vera, in metallo, di quelle piccole che si trovano nei reparti di cucina, e i tappi di sughero da grattare. Stanno tutto il giorno a grattugiare, fare pappette, mescolare materiali ( trasformano in polvere ormai gessetti, sassolini, cortecce, legno…)

Che rapporti hai con i suoceri? Vi danno una mano?

Come ho detto sopra, sono lontani, i miei genitori vivono a Viterbo, quelli di mio marito a Imola, che è relativamente vicina a Bologna, ma non abbastanza per le esigenze quotidiane. Qualche volta i bambini vanno dai miei suoceri a passare il weekend, mentre i miei ci sostengono in particolare quando le scuole sono chiuse.

Se fossi il sindaco della tua città, quali provvedimenti immediati prenderesti per migliorare  gli spazi e le infrastrutture dedicate alle famiglie/bambini?

Prima di tutto aprirei altri asili nido o strutture di sostegno alle madri lavoratrici. Se potessi creerei un maggior numero di spazi verdi, parchi più grandi con tanti alberi e un maggior numero di zone d’acqua, popolati di animali.

Mi sembra di capire che amiate molto la natura. Ho davvero apprezzato molto i post in cui spieghi come trascorrere le giornate con i bambini con piccoli lavori manuali oppure quelli in cui fai vedere le costruzioni di legno (dalla capanna – http://esterdaphne.blogspot.com/2010/04/una-capanna-in-giardino.html – al gioco di pioli – http://esterdaphne.blogspot.com/2010/02/pioli-da-scalare.html ) con cui giocano i vostri figli. E’ un po’ lo riscoprire la semplicità delle cose. Siete incredibili: dove lo trovate tutto questo tempo? Noi a Milano si va sempre di corsa…

Hai ragione, il tempo ormai è diventato un tesoro prezioso. Salvatore riesce a dedicare loro quasi tutti i pomeriggi, mentre io faccio del mio meglio quando sono a casa, il fatto è che costruire giochi per loro, o semplicemente fare una torta per loro, li rende felicissimi e i loro occhi si riempiono di stupore. Daphne ed Ethan continuano a ripetere che noi sappiamo fare tutto, questo credo che stimoli fiducia anche in loro stessi, imparano a credere che veramente ognuno di noi può realizzare ogni cosa.

Fai l’indovino: adesso come adesso, i tuoi figli, da grandi, hanno tutte le qualità per diventare:

Questa domanda mi mette in difficoltà, non saprei, ogni genitore probabilmente vede nel futuro dei loro figli il meglio, forse anche propri sogni non realizzati. Quello che io vedo e spero in loro è che riescano a diventare persone felici, che provino passione in qualsiasi cosa facciano. Certo poi vedo Ethan su un palco con la chitarra elettrica cantando davanti a migliaia di persone e Daphne ingegnere spaziale…

Un libro che ci consiglieresti di leggere? (a tema bambini/genitori)

Sono un po’ di parte, con i figli che frequentano la scuola steineriana, ma un libro che mi ha dato tanti consigli anche pratici è stato”Heaven on Earth” di Sharifa Oppenheimer. A volte ci sono soluzioni che risolvono la giornata in modo semplicissimo e in questo libro ho trovato tanti spunti interessanti.

La colonna sonora per l’estate 2010?

Per me una musica nuova e ritrovata, Milkymee http://milkymee.com/

E una blogger, magari tua amica, che ci suggerisci di intervistare?

Eniko di Il Giardino segreto http://enikolori.blogspot.com/, le sue foto sono spettacolari e leggo in lei una forza fuori dal comune, anche se non ci siamo mai incontrate.
E’ vero che Daphne ha visto la Barbabimba è ti ha chiesto: “Mamma, posso andare a giocare da lei?” e che Ethan – urlando mentre suonava la chitarra ha aggiunto: “Sì, ma ci voglio andare anche io da quelli di bravibimbi.it!” 🙂

Certo che si! Sarebbe bellissimo!!! E hai visto bene Ethan… con la chitarra, saltellando, anche lui vuole giocare con loro!!!

Il blog: http://esterdaphne.blogspot.com/