proprio quello di trovare un luogo fisico dove andare, insieme ad altre neomamme, col proprio bambino. Così abbiamo fatto come quando si cerca casa: abbiamo guardato gli annunci online e senza badare (idealmente..) a spese, cercando una casa che avesse un giardino e magari un ingresso indipendente, senza troppe scale o ascensori angusti. Ci siamo date un budget ragionevole e l’audacia ci ha ripagato, perché abbiamo trovato proprio il posto giusto, che ora è la sede di MaMi. In parallelo ci siamo organizzate come associazione, scrivendo lo statuto e coinvolgendo i nostri mariti per la costituzione di MaMi. Ci sono alcuni aspetti burocratici – le caratteristiche dell’immobile, i vincoli, la registrazione dello statuto, le marche da bollo, l’assicurazione.. – per i quali non è facile capire come muoversi, quando si vuole fare una cosa come la nostra. Non c’è ufficio pubblico di Milano in cui non ci siamo trovate ad allattare i nostri bimbi almeno una volta! Ma muoversi con i bambini è stata in fondo la parte meno difficile. Stretti nelle nostre fasce, han fatto tutto con noi, e sono stati davvero bravi: per farci fare tutto velocemente non si sono mai ammalati, così in soli 4 mesi siamo riuscite a inaugurare il centro.

Quante persone vi contattano? Cosa cercano mediamente?
Difficile quantificare, abbiamo contatti attraverso Facebook, Twitter, Gmail e poi vengono le persone in sede. Ti do solo un numero, la nostra pagina di Facebook piace a 1.350 persone. Chi viene da noi di solito cerca un corso, un’attività da fare con il proprio bimbo…poi si innamorano della casa e tornano anche solo per stare in compagnia!

La sede è aperta tutta la settimana?
L’apertura della sede avviene grazie allo sforzo di mamme volontarie che si danno i turni. In questo momento l’apertura è il lunedì e il venerdì pomeriggio dalle 16:00 alle 19:30; il martedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30.

Che tipo di attività o corsi proponete?
Abbiamo dei servizi dedicati ai Soci, come per esempio: il Trovatate, lo sportello psicologico, l’estetista, il Marché negozio del riusato e un Gruppo di Acquisto Solidale. Per quanto riguarda i corsi ne abbiamo tanti e divisi per target: future mamme, mamme, mamme e bimbi, mamme e papá.

Quante persone ci possono stare contemporaneamente?
Abbiamo 3 diverse sale, più la cucina, la cabina estetica (BeautyMam) e, nella bella stagione, un fantastico giardino che si chiama MaMilandia. Possiamo quindi svolgere contemporaneamente 2 corsi, delle sedute private e l’estetista! Il numero…non saprei…diciamo 40/50 persone (senza contare il giardino)

Ci dici che cosa “non” siete?
Non siamo un nido, non siamo un posto dove parcheggiare i bimbi, perché da noi il bello è proprio stare insieme, mamme e bambini. Giocare, conoscere, condividere e crescere insieme.

Vi siete ispirate a qualche modello di associazione già esistente all’estero o in altre città in Italia?
No, abbiamo ascoltato noi stesse e le mamme che man mano abbiamo incontrato. Lorena e Renata (le socie fondatrici) si sono conosciute a un corso di massaggio del bambino, che frequentavano nel mese di luglio, alle 14.00. Uscivano sotto il sole spietato di Milano e si incontravano in questo studio privato, e tornando poi verso casa insieme riflettevano su come sarebbe stato bello avere un posto dove andare, sempre, senza vincoli di orario. A forza di immaginarlo, il progetto poi è venuto da sé. Solo quando concretamente si son messe all’opera, hanno scoperto che ad esempio, a Milano, esisteva un posto che, seppure con modalità un po’ diverse, ricalcava un progetto simile, e cioè Il club delle mamme (anche se il club era più centrato sulle attività, che non sull’idea di spazi sempre aperti e accessibili).

Tre grandi soddisfazioni (le prime che ti vengono in mente) che questo progetto vi ha regalato o vi sta regalando:

  • Aver costruito una rete di amicizie importanti e solide, cosa che accade di rado, quando si diventa adulti
  • Aver fatto una cosa utile e importante per la comunità, senza che la nostra vocazione fosse di tipo “missionario”. Cioè, non ci sentiamo delle benefattrici, abbiamo ascoltato i nostri bisogni di neomamme e abbiamo costruito delle risposte che poi si è scoperto essere risposte che anche altre neomamme andavano cercando.
  • Aver fatto tutto questo con l’aiuto e la partecipazione dei nostri bambini, che possono godere di uno spazio in cui costruire momenti speciale insieme alle loro mamme e ad altri bimbi con le loro mamme.

Avete mai pensato: “hey, basta, il gioco non vale la candela!”
Abbiamo pensato “non ce la facciamo”, ma non abbiamo mai dubitato della validità del progetto e della sua importanza, a prescindere da noi. La cosa davvero bella è che è bastato ammettere le nostre difficoltà con le socie, che subito tutte si son rese disponibile a fare qualcosa per tenere in vita l’associazione: chi si è offerta per tenere aperto, chi si è presa in carico di seguire il servizio di trovatate, chi le feste, chi la comunicazione, chi le iscrizioni. È stato commovente scoprire come il progetto fosse ormai diventato figlio di tutte.

Online si parla moltissimo di mamme. Pochissimo di papà. Come mai secondo voi? Ci sono dei maschietti che frequentano la vostra associazione?
Da noi i papà sono i benvenuti, c’è un ciclo d’incontri dedicato a loro e ovviamente possono fare tutti i corsi che desiderano. Purtroppo hanno sempre una limitata disponibilità de tempo, ma quando riescono a venire stanno bene.

Milano. E’ la città dove viviamo e la nostra zona, per fortuna, è sufficientemente verde con dei bei parchetti per i bambini. Il sentore è però che manchi sempre qualche cosa. Se foste voi i sindaci di questa città… quali sarebbero però i primi cambiamenti che apportereste?
C’è tanta energia e voglia di fare in questa città, ma la sensazione è che chi ci amministra non abbia un termometro per misurare tutto questo potenziale. A noi basterebbe davvero un piccolo aiuto, un contributo per l’affitto o, meglio ancora, la possibilità di fare tutto in una struttura pubblica, senza dover ogni mese fare i conti con le spese, che a Milano non sono banali. Potremmo fare ancora più cose e coinvolgere più mamme, perché richiederemmo contributi minimi o nulli. Invece ci dobbiamo occupare di tutto, e ci rendiamo conto di offrire un servizio davvero importante, necessario per la città e le sue neomamme, che sono a rischio di depressione o isolamento (perché Milano non si ferma certo ad aspettarle!). Quindi direi più attenzione alle espressioni del territorio, e più supporto a realtà che, come la nostra, di fatto contribuiscono sensibilmente a migliorare la qualità della vita di parte della comunità, anzi: della comunità tutta, perché i bambini sono il futuro di tutti.

Quali i progetti futuri di Mamme a Milano?
Continuare a dare alle neomamme quello di cui hanno bisogno e quello che le fa sentire meglio per alleggerire loro un po’ il carico delle lunghe giornate cittadine. Sempre più corsi, servizi e coccole vicini alle loro esigenze. E poi: un progetto che fino all’altro giorno era futuro, ma che adesso è reale, è un ciclo d’incontri dedicato alle donne in gravidanza che si chiama “Il cuore in pancia”, tenuto da 7 diversi professionisti che affrontano dei temi insoliti che solitamente non vengono svolti dai tradizionali corsi preparto.

E’ vero che, dopo la sala “Matteo” (riservata ai corsi in movimento), la sala “Alba” (per consulenze individuali) e la sala “Beauty Free” (per i momenti di relax e benessere) state per creare la sala “Bravibimbi” dove compariranno galeoni dei pirati, vasche enormi di palline e scivoli d’acqua? 🙂
Certo! Magari una sola delle cose che hai citato però…dobbiamo lasciare un po’ di spazio anche alle mamme 😉

Il sito per maggiori informazioni: http://www.ma-mi.it/