ci sia ancora tanto da fare, soprattutto stirare, oppure… la libertà, finché non vince il sonno.

Qual è stato, ad oggi, il periodo più difficile della loro crescita?

Non saprei. Il Grande è stato un neonato molto vivace e poi ci ha fatto vivere pienamente i suoi “terrible two”. Ci sono state anche le gravidanze successive, coi fratelli ancora abbastanza piccoli a cui badare. Ma non riesco a mettere a fuoco un periodo preciso: si attraversano varie fasi, vari passaggi, in cui ci si deve adattare e reinventare, stando attenti perché magari uno dei tre bimbi, di volta in volta,  ha bisogno di attenzioni particolari.

Qual è il segreto “manageriale” quando si hanno 3 figli? Come fai a fare tutto? Dai, sai qualcosa che non non sappiamo ancora…

Segreti? Dai, no. Non credo di averne.

La realtà è che non ci si ferma mai e che, sì, qualche dote di organizzazione non fa male, anche se deve essere mitigata con tanta pazienza e capacità d’improvvisare.

E, cosa fondamentale, bisogna fare gioco di squadra fra Mamma e Papà: già, per bene che vada, siamo sempre in “inferiorità numerica”… pensa se non collaborassimo!

Ti capita di pensare: non ce la faccio più! Ora mollo tutto e scappo!

Tutti i giorni, più volte al giorno 🙂 E lo dico anche, ma non devo essere molto convincente: nessuno mi crede mai!

I tuoi bambini giocano tra di loro? Te lo chiedo perché i nostri amici che sono al secondo figlio ripetono tutti la stessa ossessiva frase: “eh…sarà dura ma…vedrai che bello poi… giocheranno tra di loro e potremo finalmente respirare!”.  E’ così?  Funziona così?

Per noi è così, senza dubbio. Rispetto a quando avevamo solo il Grande, abbiamo molto più da fare e da pensare, ma i bambini si fanno una grande compagnia fra di loro e hanno molto meno bisogno che organizziamo il loro tempo libero. Soprattutto i due maschi, che dormono nella stessa stanza, cominciano a confabulare e giocare (e litigare e poi giocare di nuovo…) appena si svegliano e smettono quando si addormentano. Durante il giorno anche la Piccolina fa banda coi suoi fratelli. E’ molto bello.

A cosa non ti sei ancora abituata?

A rilassarmi e conversare serenamente con qualcuno mentre li tengo a bada e, seguendoli con lo sguardo, continuo mentalmente a contare: uno, due, tre.

A dare una risposta intelligente alla solita domanda: “ma sono tutti e tre tuoi?”

A non commuovermi guardandoli dormire.

Com’è il rapporto con i suoceri? Ti danno una mano?

Abitiamo vicini ad entrambe le famiglie d’origine. Così i bambini vedono abitualmente tutti i nonni. Il fatto che io e mio marito cerchiamo di occuparci in prima persona delle necessità dei bambini consente ai nostri genitori di godere del loro ruolo di nonni e ai nipoti di avere delle figure di riferimento diverse.

Se poi, qualche volta, mi capita di avere bisogno di una mano, mi viene spontaneo chiedere alla mia mamma.

Se non sbaglio sei una mamma a tempo pieno. Pensi mai di voler tornare al lavoro? (bene inteso: la mamma di 3 bimbi è già un lavoro, forse non retribuito!)

In questi anni non ho sentito questa necessità e mi sono occupata volentieri della famiglia a tempo pieno. A settembre la Piccolina inizierà la scuola dell’infanzia e per me potrebbero cambiare ritmi e desideri.

Per ora non lo so: prendermi cura da sola della casa e delle esigenze di una famiglia di cinque persone non mi sembra che mi lascerà poi tutto questo tempo per annoiarmi. Ma non mi precludo niente. Potrei decidere di rimettermi a fare qualcosa, ma non credo che sarei capace di rinunciare ad accompagnare i miei figli nel quotidiano, anche solo nei loro sempre maggiori impegni pomeridiani.

Il giocattolo più stupido che hai comperato per uno dei tuoi figli e che non compreresti più?

Svariati modelli di macchinine radiocomandate: delicate e piuttosto difficili da manovrare, hanno sempre avuto vita breve.

Quello più bello invece, che, ad oggi, si è rivelato davvero un bell’acquisto?

Forse più un pezzo d’arredamento che un giocattolo, effettivamente abbastanza impegnativo, ma ha trasformato la nostra casa in una sorta di sala giochi per grandi e piccoli: il calcio balilla che campeggia all’ingresso.

Però mi piace anche osservare che, spesso, perché i bambini giochino bene fra di loro, basta un mazzo di carte o una dama.

 

La tua città è a misura di bambini? Se fossi tu il Sindaco, c’è qualcosa che cambieresti (pensando al mondo delle famiglie)?

Viviamo a Milano, città che pensa davvero poco alla qualità di vita dei suoi bambini: c’è un’aria irrespirabile, mancano gli spazi in cui correre e prendere a calci un pallone liberamente, non si disincentiva l’uso dell’automobile, si investe troppo poco nella scuola pubblica. Di lavoro da fare ce ne sarebbe tanto, ma prima bisognerebbe cambiare la prospettiva,  mettendo le famiglie al centro. Mi sembra che siamo molto lontani da questo.

Se posso… che macchina avete? Quando dovete andare in vacanza… come fate? Te lo chiedo perché noi, che siamo solo in tre, abbiamo già piccole difficoltà logistiche…

Abbiamo una Opel Zafira, certamente a pieno carico: il divanetto posteriore  è appena sufficiente per i tre seggiolini e la chiusura delle cinture richiede un bel gioco di incastri, ma, per ora, ha sempre fatto il suo dovere, bagagliaio compreso.

Quanto tempo fa e perché hai iniziato a scrivere il tuo blog?

Ho iniziato a scrivere nel febbraio del 2009, quasi un anno e mezzo fa, dopo qualche settimana di lettura di altri blog. Credo che mi abbia spinta il desiderio di mettere insieme dei pensieri e dei ricordi, perché rimanessero per i miei figli e potessero anche essere condivisi, senza ancora sapere con chi. Ora, in realtà, mi sento parte di una specie di “comunità” e la sensazione che mi dà un post non è più quella di un messaggio in una bottiglia, quanto piuttosto quella di una lettera a degli amici.

Tipicamente quando riesci a scrivere qualcosa? Durante la notte mentre tutti dormono?

Scrivo più spesso durante il giorno, quando la Piccolina dorme o nei momenti in cui i bambini giocano fra di loro. Alla sera sono molto stanca e mi capita soprattutto di leggere o comunicare il maniera più veloce su Facebook.

Tuo marito cosa ne pensa del blog?

Gliene ho parlato subito, anche se, inizialmente, avevo un po’ di pudore riguardo al fatto di avere un blog personale e mi domandavo quanto lui potesse capire di questa mia necessità. Poi però Papà in 3D mi ha stupita, condividendo in pieno questa esperienza… Infatti, se cerchi bene, in giro per il web c’è anche lui…

Hai fatto anche qualche amicizia “reale” tra le mamme che passano tra le tue pagine?

Sì, ho incontrato molte delle mamme che ho conosciuto in rete e con alcune è nato immediatamente un bel rapporto.

Internet, la rete, può aiutare secondo te le mamme in qualche modo? Se sì, quale?

Internet è uno strumento molto potente e ricco di possibilità. Credo che persone (non solo mamme) diverse vi cerchino aiuto e opportunità in modo diverso e probabilmente ognuno può scegliere ciò che preferisce: chi consigli, chi solidarietà, chi risate, chi conforto.

Per me il web è soprattutto un eccezionale mezzo di comunicazione, capace di mettere in contatto le persone e le idee.

Ci consigli un bel libro da leggere (a tema famiglia)?

Sono una lettrice appassionata, ma prediligo la narrativa.

Non ho letto molti manuali sul tema della maternità. Però ho apprezzato, durante la mia prima gravidanza, “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg e continuo a consigliarlo a chi vuole prepararsi all’incontro col proprio bambino neonato, cercando di entrare in comunicazione con lui, con la sua particolarità e le sue esigenze.

Ci consigli un’altra mamma da intervistare?

Avete già intervistato molte delle mie amiche. Vi suggerirei Valewanda o WorldWideMom.

 

E’ vero che proprio ieri notte hai sentito il Bimbo Grande, dire a quello Grandicello (mentre la Piccolina già dormiva): “lo sai che mamma viene intervistata da bravibimbi.it? Comportiamoci bene così dirà che siamo i suoi angioletti!”

E come no? Certo! Te l’ho detto che confabulano, nella loro cameretta… 🙂

Il sito: http://www.mammain3d.com/