Quando i bambini iniziano a crescere crediamo sia giusto cominciare a pensare di “fargli fare qualcosa”. Il parchetto va benissimo, così come magari i corsi in piscina ma… a Siena esiste un progetto bellissimo, chiamato “Primo Salto”. Ci ha subito stregato e… ne abbiamo voluto sapere di più. Con noi Claudio che ce lo spiegherà meglio.

Ciao Claudio e  grazie per il tuo tempo. Il progetto “primo salto” ci è sembrato da subito una idea splendida e se fosse attivo anche nella città di Milano non esiteremmo a far partecipare da subito nostra figlia.
Prima però… un passo indietro. Che cos’è “primo salto” e da dove ti è nata questa idea?

Un saluto a tutti i lettori del blog e grazie a voi per l’interessamento al nostro Progetto.

Intanto mi presento… mi chiamo Claudio Doretti, nato 38 anni fa a Siena e ivi residente; marito e babbo di due splendidi bambini,  lavoro come addetto marketing&comunicazione ma la mia grande passione è lo sport che ho vissuto  sia come giocatore di pallavolo sia come istruttore giovanile di volley con specializzazione nel settore dei CAS (corsi avviamento sportivo). Cinque anni di esperienza nei villaggi turistici come animatore sportivo e di miniclub.

Primo Salto è frutto della somma di tutte queste esperienze: un corso di avviamento motorio per bambini da 4 a 7 anni nel quale insieme a me collaborano istruttori di diverse discipline. L’obiettivo principale è quello di permettere al bambino di riscoprire il gioco e i suoi valori, ponendo particolare attenzione al suo mondo, ai suoi interessi e alle sue motivazioni. Tra passato e futuro…… i bambini rivivono esperienze motorie classiche con percorsi e giochi che appartengono alla nostra tradizione (bandierina, palla avvelenata, campana, ecc..). Attraverso l’attività ludica cerchiamo di sviluppare l’inventiva, la curiosità, l’ingegno, la creatività; ed ancora l’abitudine alla competizione, alla riflessione, al rispetto delle regole.

Qual’è stato l’ostacolo più grande che hai dovuto affrontare per dare vita al progetto?

Sicuramente trasferire ad altri la volontà di realizzare qualcosa di veramente speciale , innovativo che uscisse dalle tradizionali logiche dei corsi di avviamento motorio. L’occasione mi è stata data da Massimo Pisani, Presidente della Polisportiva La Verbena A.s.d. che ha creduto nella mia idea un po’ pazza. Sarebbe stato semplice chiamare il corso “avviamento alla pallavolo o al calcio o al basket” per attirare l’attenzione di tutti quei genitori interessati o amanti di uno di questi sport. Invece abbiamo scelto una strada molto più complessa. In palestra abbiamo portato una band di percussionisti per una lezione di ritmo e movimento, abbiamo messo in scena favole in movimento (Peter Pan e Robin Hood)  e tante altre attività “non convenzionali”.  Così Primo Salto ha assunto una sua dimensione specifica e la gente ha imparato a conoscerci lentamente per ciò che abbiamo fatto sul campo e non per le aspettative generate dalla appartenenza ad una specifica disciplina.

Mi piace raccontare un aneddoto: Gloria è una bimba del Progetto Primo Salto….a scuola un bambino le chiede…< Gloria ma te che sport fai?> e lei…< Primo Salto>…< e che sport è ?>…< ci si diverte!>.

Da che età possono partecipare i bambini? (e anche…fino a quale età?)

Quest’anno abbiamo attivato due corsi: un 1°  livello per i bambini nati nel 2006 – 2007 e un 2° livello per quelli nati nel 2005. Inoltre collaboriamo con la  Scuola primaria “F. Tozzi” di Siena all’interno del progetto di Scuola Aperta “Polisportozzi” per i bambini delle classi prima e seconda.

Il 2° livello costituisce l’anno conclusivo di Primo Salto visto che i 6 anni sono il momento più opportuno per intraprendere la maggior parte delle attività sportive.

Sei un istruttore di pallavolo: come mai per far divertire e giocare i bambini non basta solo un “istruttore di educazione fisica” (come lo chiamavamo noi a scuola) ma vengono coinvolte anche fisoterapisti e psicologi?

Non credo che i bambini per divertirsi abbiano bisogno di qualcuno, nemmeno di un istruttore che gli dica cosa fare. In realtà loro percepiscono i componenti dello staff che seguono Primo Salto come compagni di gioco, dei “piccoli grandi” che si sfidano e trascorrono con loro del tempo all’insegna del divertimento. Sono io che in primis ho bisogno della collaborazione di queste professionalità per avere un quadro quanto più approfondito delle dinamiche che prendono vita in palestra. Lo psicologo ad esempio mi può segnalare durante lo svolgimento delle attività delle condizioni di disagio di un bambino o il fisioterapista delle problematiche motorie. L’impegno di questi professionisti che, con grande sensibilità e a titolo gratuito, mettono a disposizione la loro competenza sul campo, è fondamentale per creare una sinergia veramente importante con lo staff tecnico.

Colgo l’occasione per ricordare le persone che collaborano con me: Agnese, Anastasia, Cristina, Margherita, Bianca (staff tecnico), Stefano  (fisioterapista), Linda e Anna (psicologhe), Gianni, Federika e Chiara (dirigenti) e Massimo (Presidente)

Una informazione utile: quanto costano i corsi?

Il costo del corso è di €. 25,00 mensile più l’iscrizione annuale di €. 25,00. In questa cifra è compresa l’assicurazione, uno zainetto e due magliette con le quali i bimbi svolgono l’attività.

Questo denaro viene totalmente reinvestito nell’attività dei bambini visto che la nostra società paga oltre 20 euro l’ora per l’affitto della palestra. La nostra volontà era quella di gravare meno possibile sulle tasche dei genitori perché  consideriamo il gioco un diritto del bambino. Purtroppo vista la difficile situazione economica non riceviamo da parte delle autorità alcun sostegno (anzi siamo noi a pagare). Stiamo cercando  aziende sul territorio nazionale disposte a diventare partner di Progetto Primo Salto, sposando il senso sociale della nostra attività e aiutandoci  a  proseguire nel nostro impegno con tenacia e determinazione.

Sono suddivisi per quali fasce d’età? Quanti bambini ci sono in ogni corso?

Con il mese di ottobre abbiamo concluso il periodo di prova gratuito (durato un mese) e al momento abbiamo circa venti iscritti per ciascun corso. A questi si aggiungono i bambini che partecipano all’attività scolastica e quelli del nostro progetto gemello di Urbino per un totale di una novantina di bambini.

E i genitori? Cosa fanno? Li accompagnano e poi se ne vanno?

Contro tutti gli schemi tipici a Primo Salto i genitori non sono spettatori messi in disparte o addirittura allontanati dalla palestra perché fonte di disturbo: mamme e babbi diventano attori protagonisti, compartecipi dei giochi dei figli. Lo scorso anno abbiamo proposto con grande successo una giornata di sfida tra genitori e bambini e un’altra dove i genitori si sono calati nelle vesti di allenatori, insegnando ai bambini dei giochi particolari che facevano nella loro infanzia.

Tempo fa, partecipando ad un incontro sui bambini, ho scoperto che, purtroppo, molti di loro hanno perso elasticità. Tanti i bimbi sotto i dieci anni che non riescono a piegarsi fino a toccare le punte dei piedi, che hanno notevoli problemi di postura o che non sanno arrampicarsi su di un albero. E’ la società che cambia? Che consigli ci puoi dare?

Purtroppo la situazione è questa. Abbiamo costruito una società a misura di adulto ritagliando per i bambini poche “riserve” dove fargli vivere se sono fortunati occasionali “ore d’aria”.

Nei piccoli è facile osservare la progressiva perdita di abilità di base dell’infanzia, l’incertezza e l’impaccio nei movimenti, la difficoltà di “misurare” il gesto e l’azione; talvolta è compromessa la fisicità stessa dei bambini, il loro corpo, sempre più spesso in eccesso o carenza di peso presenta difficoltà (debolezze posturali) diffuse. Non di rado questa condizione di disagio si traduce in comportamenti esplosivi per quel bisogno fisiologico, sacrosanto a quest’età, di muoversi, correre, saltare, battere, urlare, combattere, picchiare, lanciare, appendersi, calciare, rotolarsi a terra.

Non sono nella condizione di dare consigli…sono un padre come voi, con mille incertezze e poche risposte sicure. Spesso l’unica sensazione che provo è rassegnazione di fronte a qualcosa di irrecuperabile. Posso solo dare un suggerimento: cercate di trascorrere più ore possibile all’area aperta stimolando i bimbi a giocare con altri bimbi, cercando di fargli recuperare il gusto di stare insieme ai loro coetanei per poi osservarli in disparte senza intromettervi nelle dinamiche del loro gioco. Se vi capita di andare al parco potete facilmente osservare che i bimbi o fanno giochi individuali (altalene, scivoli ecc.) o stanno con i genitori che, volenterosi, si sostituiscono ai naturali compagni di divertimento dei propri figli.  Sono sempre più rari giochi di gruppo come bandierina, palla avvelenata, nascondino, perché i bambini non sono più abituati ad organizzarsi in modo autonomo senza un adulto ( o peggio un sistema elettronico) che li guida e detta loro le regole del gioco.

Okay, forse questa domanda è un po’ ripetitiva rispetto alla precedente ma… visto che “primo salto” non è ancora in tutte le città d’Italia…nel frattempo, che cosa facciamo fare ai nostri figli? Da quando bisogna cominciare a fargli fare delle attività sportive un filo strutturate?

Fateli divertire, fateli giocare ma soprattutto fategli capire che muoversi è un divertimento e non un’imposizione. Imparare una tecnica a 4-5 anni è inutile. Vi faccio un paragone: se vi impegnate potete insegnare ad un bambino piccolo una poesia in tedesco a memoria…. ma questo non significa avergli insegnato la lingua tedesca. Per il movimento vale lo stesso ragionamento. Se viene insegnata una specifica tecnica ad un bambino questo attraverso la ripetizione la imparerà, ma senza averne capito il senso. E’ quindi preferibile ampliare il più possibile il bagaglio motorio del bambino ma soprattutto il suo piacere nello stare insieme ad altri bambini all’insegna del gioco e del movimento spensierato.

Domanda che non c’entra nulla ma magari ci sai aiutare: sta arrivando l’inverno, da quale età un bambino può essere messo sugli sci/snowboard?

Questa domanda mi trova impreparato…se ti confesso che non ho mai indossato un paio di sci mi credi?

Comunque la capacità di apprendere gesti motori per i bambini è infinita ed ampliare il suo bagaglio di esperienze è davvero molto importante. Chiaramente sempre con grande attenzione alla sicurezza, quindi casco in testa ben allacciato e…..prudenza!

Sei anche il papà di due bambine: partecipano anche loro? Cosa ne pensano? Ti danno mai dei consigli sulle attività da fare?

Ho due gioielli, Anastasia di 6 anni e Francesco di 2. Credo che molto di Primo Salto sia merito loro. La mia condizione di genitore mi ha permesso di vedere lo sport e il movimento con occhi diversi. Anastasia è sempre stata una bambina molto attiva con una gran voglia di muoversi e giocare. Partecipa a Primo Saltoda due anni ed è la mia prima consigliera.  Il ruolo di allenatore-genitore mi creava alcune perplessità ma lei è stata davvero sorprendente,  visto che in palestra ha legato tantissimo con gli altri istruttori al punto che i suoi compagni hanno s coperto solo a metà anno che era mia figlia. A fine allenamento, mentre torniamo a casa in macchina, mi dice quello che gli è piaciuto e quello che a suo parere non è andato.

E tua moglie? Cosa ne pensa?

Lei non ha mai fatto sport anche se ci siamo conosciuti in palestra più di 10 anni fa visto che faceva la baby-sitter ad una bimba che frequentava un mio corso. Mi ha sostenuto da subito in questo progetto e l’ho coinvolta come dirigente nelle attività che svolgiamo e nei vari eventi che organizziamo.

E’ vero che stai raccogliendo tantissime adesioni per un progetto incredibile su Milano (guarda caso… abitiamo qui! :-)) che si chiamerà “Primo salto con Bravibimbi”? 🙂

Suona decisamente bene… e per me sarebbe un grandissimo piacere!

Al momento è stato attivato un progetto gemello ad Urbino in collaborazione con la società Robur Tiboni che milita nella serie A1 femminile di pallavolo. Abbiamo inoltre ricevuto numerose richieste da parte di altre società sparse un po’ in tutta Italia disponibili a seguire una metodologia comune.

Sapete…io sono della generazione di Giochi senza Frontiere…. quindi il mio sogno sarebbe far incontrare i bambini dei tanti Primi Salti sparsi in tutta Italia per una giornata all’insegna del gioco e del divertimento.

Chissà…..intanto vi invito a visitare il nostro blog www.progettoprimosalto.blogspot.com

Un saluto e …vi aspetto per giocare insieme a Primo Salto!

Claudio Doretti
Responsabile Progetto Primo Salto Siena
Direttore Tecnico Settore Giovanile Polisportiva La Verbena A.s.d.