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Dice che si annoia sempre

Scritto da Ospite Speciale il 28 Marzo 2019

bambini annoiati

Chiedo un consiglio. Mia figlia di 6 anni è molto solare e socievole. Ama uscire spesso per incontrare gli amichetti e giocarci. In casa gioca con la sorella di 4 anni. Io e mio marito usciamo con le bambine molto spesso, io tutte le mattine, se non piove, e spesso anche il pomeriggio. Se io non posso per qualche motivo le porta fuori lui. Le nostre mete sono il parco, la ludoteca, dai cuginetti, dalla nonna. A volte capita che per qualche motivo non possiamo o non abbiamo voglia di portare fuori nostra figlia, premetto che per esempio è già uscita il mattino e ha avuto a pranzo il cuginetto. Ebbene lei il pomeriggio ha il coraggio di lamentarsi in continuazione che si stufa, non sa con chi giocare, è stufa di stare in casa, e non sa cosa fare. Lei ha una certa difficoltà a giocare da sola, a cominciare un’attività da sola, me lo ha detto anche la sua maestra, deve sempre essere aiutata a cominciare un gioco e poi continua da sola, ma mai per lunghi periodi. Allora, ti chiedo: quando dice che si stufa, è giusto venirle incontro e invitare qualche sua amichetta o portarla fuori, se possibile, o lasciare che si annoi un po’ finché non impara ad occupare il suo tempo libero in modo autonomo? Non è forse giusto che i bambini devono comunque imparare a stare anche un po’ da soli e imparare a organizzarsi autonomamente?

Vedo dal resoconto delle vostre giornate (due uscite giornaliere, cuginetti, amichette a casa…) che tu e tuo marito state facendo del vostro meglio per offrire alle vostre due bimbe buone opportunità di cose da fare.

Tuttavia, mi dici, la più grande a volte si comporta da piccola tiranna, pur avendo avuto del tempo dedicato a lei durante il giorno, non è autonoma nel giocare, ha bisogno di incoraggiamento per iniziare a fare qualcosa da sola. Come fare?

Prima di tutto non stupirti: queste deliziose “streghette” non calcolano il tempo come noi: nel loro mondo ogni esperienza positiva va ripetuta… e ancora… e ancora… incuranti di mattine o pomeriggi, mesi e “consecutio temporum” : “mamma, ma domani è oggi?” Mi diceva al risveglio mia figlia se il giorno prima le avevo promesso qualcosa per l’indomani.

Voglio dire, dobbiamo aiutarla a capire, ma non possiamo pretendere che le sia subito chiaro che se la mattina è uscita deve accettare di buon grado il rimanere “dentro” il pomeriggio.

Per quanto riguarda il non sapersi organizzare autonomamente, non è facile darti una risposta “su misura”; possono essere diversi i motivi per cui un bambino richieda sempre la presenza di altre persone (di suo gradimento) intorno a lui: ricerca continua di una conferma dell’affetto ad esempio dei genitori o della maestra, paure varie (della solitudine, dei propri pensieri e delle proprie paure stesse, della noia…), ansia da prestazione, atteggiamento dei familiari rispetto alle “attività” e all'”ozio”.

E’ proprio su quest’ultimo punto che vorrei cercare di riflettere: a volte diamo l’impressione di pensare che solo nelle attività concrete (cose da “fare”) sia lecito e utile passare il tempo, che l’ozio non abbia mai dignità.

C’è invece un “ozio” buono, che non annoia, che arricchisce interiormente, che dà serenità: mi riferisco alla possibilità di ascoltare musica, di cantare, di leggere un libro di narrativa, di chiacchierare tranquillamente (non pettegolezzo, bensì confidenza), di meditare con serenità mentre si guarda dalla finestra un paesaggio, rurale o cittadino che sia… certo questi momenti non possono durare tutto il giorno ma fanno parte del nostro vissuto così come le ore spese in attività “tangibili”.

bambino annoiato

Come aiutare tua figlia a vivere bene il suo tempo “libero”?

Con molta pazienza e sapendo che all’inizio, si tratterà di passare ancora un po’ più di tempo con lei: leggendole, quando dice di annoiarsi, delle fiabe (immagino che stia imparando a leggere lei stessa), imparando con lei filastrocche, ascoltando e cantando con lei canzoncine per bambini, semplicemente ascoltandola o raccontandole aneddoti ed emozioni della nostra vita da bambini, cucinando con tranquillità una crostata (i biscotti a cui dare le forme che ognuno preferisce..), o parlando con bambolotti e pupazzi… quante cose si imparano ascoltando i bambini, consentendo loro di dare voce al loro mondo fantastico…

Quel che conta è trovare cose che piacciano anche a te e che tua figlia non abbia la sensazione che ti sta facendo “perdere tempo” in attività senza importanza. Pian piano, attraverso questo dialogo a tu per tu con te, imparerà il linguaggio più difficile che è quello con se stessi, saprà capirsi e non annoiarsi quando si troverà da sola.

Buon divertimento!

Antonella B  evere, pediatra





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