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Il sesso dopo la gravidanza

Scritto da Alessandro Pedrazzi il 21 luglio 2014

sesso dopo la gravidanza

Nonostante qualsiasi buon proposito di mantenere una vita sessuale di coppia ricca e gratificante come (forse!) si viveva prima della gravidanza, i novelli genitori presto si accorgono che la nascita di un figlio modifica eccome la loro vita sessuale e, per lo meno nelle prime fasi, quasi mai in senso positivo.

Che il neonato sia venuto al mondo tramite parto naturale o cesareo, entrambe le metodiche implicano un periodo di riposo per la donna il cui corpo è prevedibilmente provato; non lo sarà solo nel postpartum ma anche nelle settimane e mesi successivi per le necessità di accudimento del piccolo/a.

I classici 40 giorni di attesa dal parto alla ripresa del rapporto sessuale, sono ovviamente una forchetta di tempo arbitraria, calcolata però sul periodo in cui la donna è alle prese con la lochia (una pseudo-mestruazione composta di secreti da ferita e resti di mucosa), con la tumefazione dei tessuti vaginali e/o addominali, gli eventuali punti (per episiotomia) ed anche con un calo di libido per diminuzione del testosterone e aumento della prolattina (durante l’allattamento); aggiungiamoci anche che il calo di estrogeni successivo al parto può provocare un po’ di secchezza vaginale.

Le premesse fisiologiche sembrano abbastanza ostiche.
Ora quelle psicologiche, anche se questa divisione corpo-mente va presa solo come utile stratagemma di scrittura.

Possiamo identificare quattro problemi principali incontrati dalla coppia dei neo-genitori quando decide di riprendere l’attività sessuale dopo la necessaria pausa (sempre da concordare con la/il ginecologa/o, mi raccomando!): l’immagine del corpo della donna dopo il parto, come la vita sessuale viene modificata dai nuovi ritmi familiari, i contrasti con il partner circa i ritmi sessuali e, in ultimo, necessità di rassicurazione.

Ciò significa che: 1) le donne sovente non si sentono a proprio agio con i cambiamenti fisici che hanno avuto luogo con la gravidanza; 2) Il parto implica meno sonno e meno tempo libero, di conseguenza, invece di fare sesso, le neomamme possono voler dormire o avere tempo per se stesse; 3) La discordanza di desiderio fra mamma e papà può essere un problema ma; 4) La rassicurazione che il sistema famiglia recupererà fisicamente e psicologicamente permette di tornare alla normalità molto più velocemente.

Vi sono poi delle variabili che possono influenzare il recupero della vita sessuale: una ricerca[1] ha mostrato che le coppie che non avevano recuperato una serena vita sessuale dopo un anno dalla nascita del bambino in realtà già non facevano più sesso alla 12esima settimana di gravidanza; anche le mamme con un’età più avanzata sembrano recuperare con più difficoltà la vita sessuale. D’altra parte, come nota positiva, ora sappiamo che non c’è nessun’associazione significativa fra il tipo di parto (cesareo, naturale) e problemi sessuali successivi al parto: dopo 6 mesi dalla nascita del bebè, delle 460 donne intervistate dall’equipe del Dott. Wang[2], il 94.74% aveva ripreso a fare sesso col partner benché in effetti diverse riferissero qualche problema; la dispareunia, cioè il dolore nell’area pelvico-vaginale durante il coito, è più comune. Un problema, quest’ultimo, che con un po’ di pazienza e con l’eventuale consulto specialistico si potrà superare.

La pazienza (che non dovrebbe mancare a chi fa vita di coppia!) sembra proprio essere il segreto per sopportare anche le difficoltà sessuali di questo periodo così sensibile che, paradossalmente, è nato proprio come risultato della passione. Qualche consiglio pratico potrebbe accelerare o facilitare la transizione verso il recupero di una vita sessuale di coppia che, non è detto, possa essere anche migliore di quella precedente.

  • Un rapporto sessuale non è solo un coito, un rapporto con penetrazione. Senza entrare in particolari, si può ricordare che molta parte del corpo può essere una zona erogena e tante cose si possono fare che non sia penetrazione vaginale. Lascio la soluzione alla fantasia del lettore o della lettrice. In questo caso però teniamo a mente due particolari: 1) Se s’intende fare sesso orale, attenzione al cunniclingus – il sesso orale praticato a lei – in quanto vi è possibilità per la neomamma di venire infettata da batteri orali. Circa la possibilità dell’embolia per aria insuflata in vagina … beh, questo è un evento più unico che raro che ovviamente in internet circola come verità. 2) La manipolazione del seno o anche solo uno stato di eccitazione e soprattutto l’orgasmo può provocare una spontanea emissione di latte anche a getto. Non c’è nulla di male, ma se la cosa non vi mette esattamente a vostro agio, pianificate l’attività sessuale dopo la poppata in modo che le mammelle siano meno piene. Collegato a questo argomento abbiamo il fenomeno dell’orgasmo durante l’allattamento, un evento non raro che ha messo a disagio diverse mamme: non c’è nulla per cui sentirsi in colpa, la “colpa” semmai è dell’ormone ossitocina che era stato utile per stimolare le contrazioni durante il parto e che viene rilasciato anche durante la poppata, stimolando l’utero a contrarsi e potendo quindi arrivare a generare un orgasmo.
  • Molti uomini acquistano una maggiorata stima e attrazione per la donna divenuta mamma, così che la partner assume l’allure di superfemmina. Per altri uomini, invece, l’essere diventata madre precipita la partner in una categoria non più sovrapponibile a quella della femmina sessuale. Questa sindrome, detta di Agar-Sara, non nasce a causa del parto ma è una posizione psicologica (di cui vi evito le tediose spiegazioni psicodinamiche) già presente nel neo-papà e che peraltro possono essere rinforzate dalla donna nel momento in cui vive in modo simbiotico il rapporto col neonato, escludendo il partner. Questo non è affatto bene per la vita sessuale della coppia e in una situazione del genere vi sollecito a cercare un aiuto specialistico per elaborare queste difficoltà che non possono essere liquidate qui, in poche righe di testo.
  • I neo genitori non devono dimenticarsi di essere anche una coppia, quella che esisteva prima dell’avvento del bebè. Cercate di fare cose insieme, lasciando per qualche momento il bambino ai nonni, alla babysitter, etc.: in questi minuti o ore tutti per voi potete dedicarvi alla vostra sessualità. Evitate di ritagliarvi tali momenti quando siete esausti oppure pochi minuti prima che il bebè si debba destare.
  • Scegliete delle posizioni sessuali che siano comode per la partner, cioè che lei possa gestire rispetto all’angolo e alla profondità della penetrazione.
  • Mantenete aperti i canali della comunicazione perché è proprio quando si è più stanchi, impegnati, un po’ giù di morale, per gli ormoni, per il lavoro, per i soldi che mancano sempre, che è facile fraintendere il comportamento degli altri ed entrare in conflitto. Il neo-papà deve comprendere il momento sensibile della mamma, quest’ultima non può rifiutare il partner in maniera brusca e continua senza neppure dare delle spiegazioni.

Insomma, per quanto il periodo post gravidanza possa essere stressante e complicato, non solo circa il recupero della vita sessuale, questo non significa che ogni cosa non possa tornare a quote più normali e anzi, vi auguro, anzi sono certo, che tutto possa trasformarsi anche in qualcosa di migliore di quanto fosse in precedenza, esattamente come succede in conseguenza dei viaggi più belli e importanti.

 

Dott. Alessandro Pedrazzi – www.psicologoinrete.com

 

[1] Van Brummen H., Bruinse H., Van De Pol G., Heintz A., Van Der Vaart C. (2006), Which factors determine the sexual function 1 year after childbirth? BJOG, International Journal of Obstetrics & Gynaecology, 113: 914-918.

[2] Wang, Huan-ying, Xiao-yang Xu, Zhen-wei Yao, Qin Zhou (2003), Impact of Delivery Types on Women’s Postpartum Sexual Health. Reproduction & Contraception 14 (4): 237-242.

 

Nato il 10/03/1976, il Dott. Alessandro Pedrazzi esercita privatamente a Milano come psicologo, psicoterapeuta a indirizzo Neo-Ericksoniano (ipnosi clinica). È Cultore della Materia presso la cattedra di Psicologia Dinamica dell’Università Milano-Bicocca. Gestisce il proprio sito internet professionale (www.psicologoinrete.com) nel quale sono approfonditi soprattutto gli argomenti da lui più trattati in ambito clinico: problemi lavorativi (su quali ha pubblicato nel 2013, “Mobbing, violenza psicologica sul posto di lavoro … e altri mali”), e problemi relazionali e psicosessuali (con pubblicazione nel 2010 di “XXI Sex – Nuova Enciclopedia Sessuale”).





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