Oggi si ribadisce spesso come il taglio cesareo (TC) sia un intervento chirurgico rischioso, da effettuare solo quando serve e viene quindi eseguito solo se ci sono indicazioni specifiche.

Quando però una donna deve essere sottoposta ad un TC programmato, che informazioni deve conoscere?

Innanzitutto ricordiamo che il TC oggi viene fatto con un taglio orizzontale di circa 10 cm, che attraversa la zona pubica perpendicolarmente rispetto alla linea ombelicale: attraverso il taglio sull’addome e sull’utero materni si può estrarre il bambino. La nascita del piccolo avviene in tempi molto rapidi (dopo pochi minuti dall’induzione dell’anestesia) e l’operazione in generale ha una
durata di circa un’ora.

Se il TC è programmato, qualche settimana prima della data fissata viene solitamente eseguito un colloquio con il chirurgo e l’anestesista in cui verranno spiegati tutti i rischi e le motivazioni del taglio. Al termine di questo incontro viene solitamente fatto firmare un consenso all’intervento, all’anestesia e anche uno per le trasfusioni. Le trasfusioni di sangue infatti non sono molto frequenti in seguito ad un TC, ma potrebbero accadere, per cui l’intervento non si può iniziare senza questo consenso.

Spesso viene raccomandato di presentarsi il giorno dell’operazione a digiuno dalla mezzanotte, evitando di indossare gioielli e oggetti di metallo, che potrebbero interferire con le strumentazioni utilizzate in sala operatoria. In più si raccomanda di non avere lo smalto sulle unghie, che non permette un buon monitoraggio dell’ossigenazione materna durante l’intervento. Appena prima di procedere al taglio vengono poi fatti togliere il reggiseno, le mutande, ed eventualmente occhiali e protesi dentarie. L’ostetrica che accompagnerà la mamma in sala operatoria controllerà anche se è necessaria una depilazione nella zona pubica: se volete prepararla fatta, non occorre che depiliate tutta la zona genitale, ma basta fermarsi appena sotto il pube. Poco prima dell’intervento inserirà il catetere vescicale: questa pratica è un po’ fastidiosa, ma necessaria. Inoltre verrà anche incannulata una vena: utilizzando un ago che poi si estrae si inserisce una cannuccia di plastica nel braccio per poter somministrare antibiotici, antidolorifici e liquidi di idratazione tramite la flebo.

Nella maggior parte dei casi l’anestesia per un TC è spinale (praticata tramite un’iniezione nella schiena): si addormenta solo una parte del corpo (addome e gambe) e la mamma rimane quindi sveglia per tutto il tempo dell’operazione e può guardare così il bambino subito dopo la nascita. Questo tipo d’anestesia presenta meno rischi rispetto alla generale, riservata per casi di emergenza.

Per evitare che riesca a vedere il suo pancione mentre viene operata, si alza un telino tra il petto e la pancia della donna, che rimane sdraiata tutto il tempo dell’operazione.

Una volta terminata l’operazione, la mamma viene monitorata attentamente per le ore successive: non può mangiare e non si può alzare, per cui inizierà ad attaccare il bambino al seno da distesa.

Le verranno somministrati antidolorifici e alcune terapie per la coagulazione del sangue. Dopo alcune ore le verrà tolto il catetere, potrà alzarsi, aiutata dalle ostetriche, e riprendere ad alimentarsi, seguendo una dieta leggera (minestrina, purè, prosciutto cotto). L’attività intestinale ha una ripresa progressiva e torna alla normalità in tre giorni ed è normale avere dolori colici, intermittenti, a causa della presenza di aria.

Durante la degenza in ospedale, la ferita sull’addome sarà valutata e medicata e spesso i punti (a volte si utilizzano le graffe metalliche) vengono tolti già al momento della dimissione, altrimenti si deve tornare successivamente per rimuoverli. Solitamente non ci si può lavare la ferita prima che i punti siano rimossi, per cui ci si lava “a pezzi”. Viene poi raccomandato di tenere medicata la ferita
e di ripararla con una garza o cerotto per qualche giorno. Infine, per i giorni di degenza è preferibile utilizzare delle mutande usa e getta di rete: più pratiche per contenere i maxi-pannoloni e morbide sulla ferita.

Dott.ssa Maria Chiara Giusteri (ostetrica)

 

Ostetrica, nata il 15/08/1987 a Brescia, dove vive, studia e lavora, consegue nel novembre 2009 la Laurea in Ostetricia. A febbraio 2010 decide di intraprendere la strada della libera professione e comincia così a gestire e condurre corsi di accompagnamento alla nascita e a prestare assistenza domiciliare e telefonica alle donne, soprattutto per l’allattamento. Da aprile 2013 gestisce un suo sito (www.ostetrichelive.it), in cui propone corsi preparto online e assistenza telefonica per gestanti, neomamme e per tutte le donne che necessitano di una consulenza sulla loro salute sessuale e riproduttiva