Biologicamente è l’uomo il responsabile del sesso del bambino.
All’atto della fecondazione, se il cromosoma maschile Y presente nella cellula spermatica si unisce al cromosoma femminile X dell’uovo, il nascituro sarà maschio (XY); ma se invece sarà il cromosoma femminile X della cellula spermatica a unirsi con l’uovo si avrà una femmina (XX).

Alcune ricerche hanno permesso di stabilire che lo spermatozoo Y ha la coda più lunga, viene prodotto in numero maggiore e si muove più velocemente dello spermatozoo femminile X, che ha tuttavia una migliore capacità di insediamento e vive più a lungo. Chi è davvero determinato ad avere un figlio maschio o una femmina può cercare di creare le condizioni favorevoli allo spermatozoo Y o allo spermatozoo X.
Sebbene non ci siano garanzie, per provare ad avere un figlio maschio è bene avere rapporti in un periodo il più vicino possibile alla data dell’ovulazione, per una figlia femmina, alcuni giorni prima.

Ogni carattere può esistere in forma dominante o recessiva. Il gene che controlla i capelli scuri, per esempio, è sempre dominante rispetto a quello dei capelòli chiari e il gene degli occhi castani domina su quello degli occhi azzurri. Ciò non significa, però, che non siano presenti entrambi: semplicemente, uno dei due non si manifesta (carattere recessivo).

I bambini ereditano svariate caratteristiche dai genitori e l’ideale sarebbe che sia la madre che il padre fossero sempre in buona forma fisica. Si parla spesso molto della madre e poco del padre quando in realtà solo se un uomo è sano il liquido seminale viene prodotto in modo regolare, contiene il numero necessario di spermatozoi e garantisce le condizioni ideali per la fecondazione. In genere, lo spermatozoo e l’ovulo che presentano gravi tare non riescono a unirsi e non generano alcun embrione. Se però le alterazioni sono lievi, la fecondazione avviene comunque, ma il feto può presentare delle anomalie. Alcune malattie possono essere dovute ad anomalie cromosomiche dei genitori. La conta dei cromosomi indicherà le probabilità di avere un bambino con malformazioni. Si tratta di un procedimento semplice ed indolore che consiste nel prelievo di alcune cellule dal cavo orale e nell’effettuare il loro esame al microscopio. Ogni anno escono migliaia di bambini affetti da malformazioni congenite. Le anomalie genetiche non sono correlate con lo stato di salute generale di una persona. Alcune di esse, come la sindrome di Down, sono determinate da alterazioni cromosomiche che si manifestano soltanto al momento del concepimento; i futuri genitori, perciò, non possono sottoporsi ad alcun esame preventivo. Se invece in famiglia esisono precedenti di malattie ereditarie (tra cui l’emofilia, la fibrosi cistica, l’anemia mediterranea e la distrofia muscolare), per le quali esistono test di controllo, sono necessari un consulto e un esame genetico.
Chiunque affronti una gravidanza deve fare i conti con un certo margine di rischio, per quanto minimo posso essere; è anche però questo stesso rischio a rendere così intenso ed unica l’esperienza della gravidanza e del parto. Se i futuri genitori però sono portatori si una determinata malattia ereditaria è oppurtuno che si sottopongano ad accurati controlli specialistici per valutare le probabilità che nasca un bambino sano: il gene può essere infatti recessivo (fibrosi cistica) o dominante (còrea di Huntington).