La celiachia è uno dei disturbi alimentari più diffusi in Italia.

A indurla è il glutine, proteina presente in quasi tutti i cereali, che attiva in misura anomala il sistema immunitario, inducendolo a danneggiare la mucosa intestinale, rendendola incapace di assimilare le sostanze ingerite.

I bambini intolleranti al glutine, nel momento in cui incominciano ad assaggiare i cereali con le prime pappe, perdono appetito e peso, soffrono di continue diarree, diventano pallidi e irritabili, con conseguenze negative per la crescita nel suo complesso. Ad oggi, l’unica terapia in grado di garantire il miglioramento dei sintomi e un normale sviluppo corporeo, è l’esclusione permanente del glutine dalla dieta, quindi di tutti i cereali esclusi riso, mais, tapioca, sorgo, miglio e grano saraceno.

Si devono assolutamente evitare la pasta, il pane, i biscotti e le torte, ma anche i gelati, le creme o i budini (se preparati con farina di frumento oppure con amidi vietati), il latte in polvere e alcuni formaggi per i quali viene utilizzata farina per agevolare la formazione della crosta.

Per ritardare la comparsa della celiachia e per evitare problemi di sviluppo, è necessario rimandare l’introduzione degli alimenti contenenti glutine al sesto mese, o addirittura tra il nono e il dodicesimo se ci sono celiaci in famiglia.