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Il parto indotto

Scritto da barbapapa il 04 Dicembre 2008

indurre il travaglioCosa significa indurre il travaglio o parto indotto?

Se il travaglio non inizia da solo, il medico potrebbe usare un farmaco o altre tecniche per far iniziare (indurre) le contrazioni. Potrebbe usare gli stessi metodi per aumentare o accelerare il travaglio nel caso in cui smetta per qualche ragione di progredire. Più di un quinto dei parti negli Stati Uniti è indotto.

Perché il mio travaglio dovrebbe essere indotto?
Il medico lo consiglierà quando il rischio che si corre aspettando che entri naturalmente in travaglio è maggiore rispetto alle procedure usate per farlo iniziare. Potrebbe succedere quando:

  • Hai passato la scadenza di una o due settimane. Molti medici non ti lasceranno aspettare oltre a far nascere il bambino perché sareste a rischio sia tu che lui. La placenta potrebbe diventare meno efficace nel fornire nutrimento al bambino, aumentando il rischio che nasca morto o che abbia problemi alla nascita. Inoltre, se il bambino cresce troppo, il travaglio potrebbe essere lungo o in stallo, aumentando le possibilità di aver bisogno di un cesareo, e sia tu che il bambino rischiate dei traumi al momento del parto.
  • Ti si sono rotte le acque ma il travaglio non inizia. In questo caso, sarà indotto per ridurre il rischio di infezione all’utero e al bambino, il che è molto probabile una volta che la membrana si è rotta. (Tuttavia, se il bambino è ancora molto prematuro, il medico potrebbe aspettare un po’.)
  • Gli esami mostrano che la placenta non funziona più in modo adeguato, hai troppo poco liquido amniotico o il bambino non sta crescendo come dovrebbe.
  • Sviluppi una pre-eclampsia, un problema che può mettere in pericolo la tua salute e ridurre il flusso di sangue al bambino.
  • Hai una malattia cronica o acuta – pressione alta, diabete, malattia renale – che minaccia sia te che il bambino.
  • Hai portato a termine una precedente gravidanza ma il bambino è nato morto.

Quali sono le tecniche usate per indurre il travaglio?
Questo dipende in gran parte dalle condizioni della cervice in quel momento. Se non si è ancora ammorbidita, assottigliata o dilatata, la si considera “immatura” o non ancora pronta per il travaglio.
In questo caso, il medico userà degli ormoni o dei metodi “meccanici” per farla maturare prima di indurre il travaglio. A volte queste procedure finiscono per far iniziare il travaglio direttamente.

Se il travaglio non inizia, ti faranno un’endovena di ossitocina (o pitocina)dopo che la cervice è matura. La pitocina è una forma sintetica dell’ormone ossitocina, che il tuo corpo produce naturalmente durante il travaglio. Se la cervice è matura, ti faranno subito la pitocina.
Alcuni dei metodi usati per maturare la cervice e indurre il travaglio sono:

  • Prostaglandina. Normalmente, se il travaglio deve essere indotto ma la cervice non è pronta, verrai ricoverata e il medico inizierà l’induzione inserendo nella vagina un farmaco che contiene prostaglandina. Questo farmaco aiuta a maturare la cervice e a volte stimola le contrazioni facendo iniziare il travaglio.
  • Catetere di Foley. Anziché usare un farmaco per maturare la cervice, il medico potrebbe inserire nella cervice un catetere con in cima un piccolo palloncino sgonfio. Quando il palloncino viene riempito d’acqua, fa pressione sulla cervice stimolando il rilascio di prostaglandina, che fa aprire e ammorbidire la cervice. Quando inizia a dilatarsi, il palloncino cade fuori e il catetere viene rimosso.
  • Staccare le membrane. Se la cervice è già un po’ dilatata e non c’è un motivo urgente per indurre il travaglio, il medico può inserire un dito nella cervice e separare manualmente la sacca amniotica dalla parte bassa dell’utero. Questo provoca il rilascio di prostaglandina, che può aiutare l’ulteriore maturazione della cervice e magari far iniziare le contrazioni.

In molti casi, questa procedura si fa durante una visita in ambulatorio. Poi ti manderà a casa ad attendere l’inizio del travaglio che avverrà nel giro di qualche giorno. Molte donne trovano questa procedura sgradevole e anche dolorosa, anche se il disturbo dura poco.

  • Rottura delle membrane. Se la cervice è dilatata di almeno qualche centimetro, il medico può inserire un piccolo strumento di plastica ad uncino per rompere la sacca amniotica. Questa procedura provoca gli stessi disturbi di un esame vaginale. Se la cervice è molto matura e pronta per il travaglio, c’è una minima possibilità che la rottura delle membrane sia sufficiente per far iniziare le contrazioni. Se non avviene, dovrai fare una flebo di pitocina. Un volta rotte le acque, di solito il medico cerca di farti partorire entro 12 – 24 ore perché il rischio di infezione aumenta con il passare del tempo.
  • Ossitocina. Il medico potrebbe darti l’ormone sintetico Pitocina (ossitocina) attraverso un’endovena per iniziare o aumentare le contrazioni. Aggiusterà la quantità necessaria a seconda di come procede il travaglio.

Quali sono i rischi associati ad un travaglio indotto?
Benché sia generalmente sicura, vi sono alcuni rischi a seconda del metodo utilizzato e della tua situazione personale. La ossitocina/pitocina, la prostaglandina o la stimolazione dei capezzoli (spiegata di seguito) a volte possono stimolare troppo l’utero, provocando contrazioni troppo frequenti o stranamente lunghe e forti. Questo a sua volta può affaticare il bambino.
In rari casi, prostaglandina e ossitocina possono provocare il distacco della placenta o dell’utero, anche se questo è molto raro in donne che non hanno subito cesarei o interventi all’utero.
Una prostaglandina comunemente usata, il misoprostol, è associata ad un tasso relativamente alto di distacco in donne che cercano un parto naturale dopo un cesareo (VBAC) e non dovrebbe mai essere usata in donne con un utero lacerato. Alcuni esperti ritengono che neanche la pitocina sia adatta a donne che tentano un parto VBAC.

Per verificare la frequenza e la durata delle contrazioni nonché il battito del bambino, dovrà esserci un costante monitoraggio elettronico durante il travaglio indotto. Dovrai probabilmente stare sdraiata o seduta, ma alcuni ospedali forniscono anche la telemetria, permettendoti di camminare durante il processo.

Indurre il travaglio può essere una cosa lunga, specialmente se si parte da una cervice immatura, e il processo può essere psicologicamente difficile sia per te che per il tuo partner. (D’altro canto, per le donne che superano la scadenza, l’attesa apparentemente infinita per il travaglio potrebbe essere anche più affaticante.)

E se l’induzione non funziona, dovrai fare un cesareo. Fare un cesareo dopo un lungo travaglio o un’induzione fallita si collega ad un tasso maggiore di complicazioni rispetto a quelle che potresti affrontare con un cesareo programmato.

Ricordati che il medico raccomanderà un’induzione del travaglio solo quando crede che il rischio aspettando che il travaglio inizi spontaneamente sia maggiore del rischio che si corre intervenendo.

Ci sono delle circostanze in cui il travaglio non dovrebbe essere indotto?
Sì. Dovrai fare un cesareo piuttosto che un’induzione nel caso in cui non sia sicuro fare travaglio né il parto vaginale, inclusi i seguenti casi:

  • Le analisi indicano che il bambino deve nascere immediatamente o non può tollerare le contrazioni.
  • Hai una placenta previa o vasa previa (quando i vasi sanguigni del cordone ombelicale sono impigliati nelle membrane amniotiche rischiando di rompersi durante il travaglio), o il cordone è di fronte alla testa del bambino e potrebbe schiacciarsi quando la testa entra nel canale del parto o prolassa attraverso la cervice quando si rompono le acque.
  • Il bambino è di schiena o in posizione trasversale, e quindi non uscirebbe prima la testa.
  • Hai avuto più di un cesareo. (Alcuni medici ritengono che le donne con anche solo un cesareo precedente non dovrebbero indurre il travaglio.)
  • Hai avuto un precedente cesareo con un’incisione uterina “classica” (verticale) o un’operazione chirurgica all’utero, come ad esempio una miemectomia (per rimuovere un fibroma).
  • Aspetti due gemelli e il primo è  di schiena, o aspetti più di due gemelli.
  • Hai un’infezione genitale da herpes attiva.

Ci sono delle tecniche che posso provare a casa per indurre il travaglio?
Non vi sono dimostrazioni che i metodi fai da te siano efficaci e sicuri. Ecco le considerazioni su alcune tecniche di cui puoi aver sentito parlare:

  • Rapporto sessuale: lo sperma contiene della prostaglandina ed un orgasmo potrebbe stimolare alcune contrazioni. Alcuni studi hanno dimostrato che fare sesso alla fine della gravidanza può ridurre la necessità di un parto indotto, ma altri studi non hanno mostrato alcun risultato.
  • Stimolazione dei capezzoli: La stimolazione dei capezzoli rilascia ossitocina e potrebbe favorire l’inizio del travaglio, ma sono necessarie ulteriori ricerche per determinarne sicurezza ed efficacia. Poiché la stimolazione potrebbe sovreccitare l’utero, le contrazioni e la reazione del bambino dovranno essere monitorate, quindi non provare a farlo a casa.
  • Olio di ricino: è un forte lassativo. Anche se stimolare l’intestino può provocare delle contrazioni, non c’è una prova concreta che questo aiuti il travaglio – e potresti trovare l’effetto sullo stomaco davvero sgradevole.
  • Rimedi a base di erbe. Vi sono molte erbe ritenute utili per indurre il travaglio, ma non vi sono sufficienti prove che siano sicure ed efficaci. Alcune sono pericolose perché possono sovreccitare l’utero ed essere poco sicure per il bambino per qualche altra ragione.




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Commenti

18 commenti a “Il parto indotto

  1. FARE IL PARTO INDOTTO PER IL PRIMO FIGLIO è STATO VERAMENTE
    BRUTTO A ME ANNO MESSO UNA FLEBO DI OSSITOCINA ALLE ORE 21 A MEZZANOTTE MI ANNO RIPORTATO AL REPARTO PERCHE’ NON SUCCEDEVA NULLA LA MTTINA MI ANNO APPLICATO IL GEL èSTATA UNA COSATREMENDA IN 7 MINUTI MI SI è APERTO IL PARTO DA 2 A 7CM E MENO MALE CHE I DOLORI DEL PARTO SI DIMENTICANO PRESTO ALTRIMENTI NON AVREI AVUTO A LTRI2 FIGLI

  2. CIAO A TUTTE,SONO A 40+6SETTIMANE E HO ANCORA L UTERO TUTTO KIUSO,DOMANI MI RICOVERANO X FARE GLI ESAMI E LUNEDI MI INIZIANO A STIMOLARE.HO TANTA PAURA XKE CE IL RISKIO KE NON FUNZIONA LA STIMOLAZIONE E CI VORRA IL CESAREO!!IL MIO GINE STA FACENDO LA PROVA A STIMOLARMI XKE DICE KE FARE IL CESAREO SAREBBE 1PECCATO XKE LA PIKKOLA E’ INCANALATA MOLTO BENE!!SPERO ANDRA TUTTO BENE!!GRAZIE A TUTTE QUELLE KE MI RISPONDERANNO!!!!KISSSS

  3. vorrei sapere come si fa la stimolazione del capezzolo e quella manuale (dilatazione manuale per allargare la vagina)

  4. Se stimolati, i capezzoli fanno aumentare le contrazioni dell’utero, è per questo che ne abbiamo parlato nel post. Ma non è certo così che si può indurre un travaglio vero e proprio, diciamo che può dare una mano 🙂
    La dilatazione manuale invece va assolutamente lasciata agli esperti!

  5. vorrei riportare qui la mia esperienza visto che sono capitata su questa pagina prima di partorire ma nessuna prima di me ha portato la sua esperienza.il nome catetere fa paura ma io sono qui x tranquillizzare tutte.io ho iniziato l’induzione con questo sistema,su alcuni siti è definito addirittura barbaro,oserei dire che non è x niente così.a me il foley ha fatto partire delle blande contrazioni,mi ha dilatata solo di un cm in più in una notte,ma mi ha preparata x bene x’ dopo la sua rimozione del tutto indolore mi hanno rotto il sacco e in un’ora dalla rottura delle membrane ero già a dilatazione completa senza la barbarie dell’ossitocina,quella si che lo è!

  6. aaaaaaaaaaa che paura domani inizio l’induzione 41più 1 ho fato sesso per 2 settimane camminato per monti colline e montagne haidi mi fa un baffo scale 50 piani al giorno anche quelle dell’ospedale 7o piano per 3 giorni di fila sia ben chiaro l’ho fatto perchè nn vedo l’ora di vederlo ma domani c’è lo sfratto quindi Claudio esci da questo corpo!!!

  7. Io ho avuto un disco di placenta alla 40 +2 a seguito di terapie di induzione con la conseguenza di un cesareo d urgenza e la morte della mia bambina..da che fonte ha preso queste informazioni? È un medico che le scrive? Grazie

  8. @stefania mi dispiace molto per quello che hai scritto. E’ una cosa terribile. Ti siamo vicini.
    Questo post è un po’ datato anche se le cose scritte, chiaramente, sono universalmente valide a meno di nuovi studi scientifici che provino il contrario. Nel 2008 avevamo a supporto per il controllo dei contenuti mamma Patrizia, ginecologa che oggi lavora felicemente dall’altra parte del mondo. Posso consigliarti, se hai qualche domanda, ti entrare in contatto con la “nostra” Maria Grazia Giusteri, che è una bravissima ostetrica. Per farlo ti sarà sufficiente lasciare un messaggio sotto uno dei suoi post e vedrai che non tarderà a farsi viva. La trovi qui:
    https://www.bravibimbi.it/author/maria-chiara-giusteri/
    Se, per quello che possiamo fare, ti può servire un supporto psicologico, ti lasciamo anche i riferimenti di Francesca: https://www.bravibimbi.it/author/mafri/

  9. Grazie mille per gli indirizzii..provvederò a chiedere perché ho continuamente una vocina nella testa che vuole sapere se le terapie che mi hanno dato abbiano favorito il distacco placentare visto che ho passato 9 mesi più belli della mia vita e sia io che Gaia Felicita siamo state benissimo sino all ultimo. ..grazie ancora

  10. Cara Stefania,

    mi permetto di scriverle due righe.
    La perdita che ha vissuto non è di facile accettazione: alcuni traumi sono più faticosi e dolorosi di altri, tanto che sembra che continuino ad accompagnarci per il resto della vita e se non vengono elaborati nel modo giusto possono addirittura ossessionarci.
    Cercare informazioni corrette è sicuramente un buon modo per trovare pace, ma qualora sentisse che non basta Stefania non esiti a chiedere aiuto ad un esperto. La portata emotiva dell’esperienza terribile da lei vissuta non va sottovalutata.
    Intanto le mando un abbraccio e tutta la mia solidarietà.

    Maria Francesca Basoni
    Psicologa-Psicoterapeuta

  11. Intanto la ringrazio Dott.ssa per quanto mi ha scritto. Sì nn è facile accettare una perdita del genere soprattutto dopo 9 mesi passati stupendamente senza nessun problema neanche minimo…il fatto che nn ci sia più mi crea un vuoto incredibile. .io ho avuto un rapporto con lei dal primo giorno che ho saputo di averla nella pancia..purtroppo ora mi vengono in mente delle cose soprattutto che riguardano quel brutto momento che mi devo risolvere altrimenti nn potrei continuare a vivere nel dubbio e anche perché come mamma devo proteggere mia figlia soprattutto adesso. Grazie ancora
    Saluti

  12. Cara Stefania,

    ha fatto bene a condividere qui quello che prova: mi sembra un buon inizio per poter finalmente sciogliere i dubbi, tutti quelli rimasti, attraversare il dolore che le ha causato la sua terribile perdita e poterlo lasciare andare, per sua figlia ma anche per lei stessa che merita di trovare pace e serenità dopo quell’esperienza.
    I colloqui psicologici possono aiutare moltissimo in queste situazioni.
    Non abbia paura, chieda aiuto quando sentira’ che da sola non ce la fa a sopportare tutto da un punto di vista emotivo: e’ umano che in alcune situazioni dobbiamo farci sostenere da qualcun altro.
    Coraggio e in bocca al lupo!

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