Il frenulo linguale corto è una condizione frequente.

Circa il 3% dei neonati nasce infatti con il frenulo linguale corto, ovvero con la membrana che si trova nella parte inferiore della lingua e la collega alla base della bocca che non si è sviluppata in modo adeguato (e non consente una buona mobilità della lingua stessa che viene trattenuta all’interno).

Di solito ciò non causa problemi, ma alcuni bimbi hanno alcune difficoltà, quando sono allattati al seno e in seguito possono avere anche problemi di linguaggio.

Nei casi più seri, questo difetto si rende evidente quando il bimbo tenta di sporgere in fuori la lingua, che assume una forma a “cuoricino” e non riesce a oltrepassare il bordo gengivale (si dovrebbe quindi notare il frenulo molto pronunciato perchè arriva fino alla punta della lingua).

Se questo si verifica, il bimbo può avere bisogno di un piccolo intervento chirurgico che prevede il taglio o l’asportazione di una parte del frenulo. Si tratta di una procedura rapida e piuttosto semplice e il bimbo guarisce molto in fretta.

Nei primi mesi, è più semplice risolvere il problema con un intervento ambulatoriale senza far ricorso all’anestesia generale ed evitando disagi fisici e psicologici. L’operazione, che serve a prevenire difetti della fonazione, cioè di pronuncia delle parole, e a consentire un adeguato sviluppo del palato, può avvenire in due modalità. La prima è la frenulotomia (ovvero un semplice incisione di questa membrana), la seconda è la frenulectomia (dove invece viene asportato del tessuto.
In entrambi i casi, l’intervento è semolice e con bassi rischi.

Più si aspetta più si imporrebbe la necessità di operare in anestesia generale. Infatti i bambini più grandi, essendo più consapevoli, si spaventano maggiormente e non riescono a collaborare.