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Che cos’è il Rooming-in

Scritto da barbapapa il 27 Dicembre 2007

rooming-in

Che cos’è  e perchè il Rooming-in

Stare con il proprio figlio accanto nella stessa stanza d’ospedale (ovvero effettuare il cosìdetto “rooming-in”) consente di continuare quella stretta unione (simbiosi) durata 9 mesi, di cui non solo il bambino ma anche la mamma hanno bisogno per entrare in contatto fin da subito e a lungo.

E’ ormai una prassi ospedaliera ben consolidata offrire a tutte le mamme di poter tenere in stanza il loro piccolo per tutto il tempo della degenza.

E’ infatti risaputo, anche grazie a numerosi studi scientifici a riguardo, che accudire il prima possibile e il più possibile da vicino il proprio figlio significa prendere subito confidenza con i piccoli (ma per le neo-mamme “grandi”…) problemi quotidiani (suzione, allattamento, cambio pannolino, etc.) e risolverli con maggiore facilità, anche grazie al personale infiermeristico ed ostetrico che risponde alle richieste della mamma stessa.

In altri termini il rooming-in permette di riavvicinare sin da subit mamma e bambino, interponendo loro meno ostacoli possibili: infatti, il poter attaccare al seno il proprio piccolo ogni qualvolta questi lo richieda, favorisce il miglior avvio all’allattamento al seno e, in ultima analisi, migliora la reciproca conoscenza perchè instaura la giusta relazione madre-neonato.

Perciò la pratica del rooming-in si inserisce in tutte quelle azioni volte a rendere il più naturale e il meno difficile possibile il contatto tra madre-padre e figlio.

Quanto deve durare il rooming-in?

Non devono esistere regole, nè imposizioni da parte del personale sanitario. Ogni mamma è libera di scegliere se e quanto deve durare la pratica del rooming-in. Certamente però per il neonato è provato che più tempo passa con la sua mamma e meno viene consfuso da stimoli sensoriali diversi: basti pensare infatti che ogni cucciolo d’uomo alla nascita ha, ad esempio, un olfatto molto sviluppato (riconosce l’odore della mamma e del latte materno che poi è simile al liquido amniotico in cui era immerso) e ha un campo visivo ristretto a 20/30cm., che è la distanza tra gli ogghi della madre e quelli del bambino quando questi è attaccato al seno!

Facendo il rooming-in mi stancherò di più?

Diversamente da quanto si ritiene, tenere il piccolo in stanza con sè non aumenta la stanchezza materna, a parte casi molto particolari da valutare singolarmente.
Anche in caso di taglio cesareo infatti, il neonato nelle prime 24 ore dorme molto, venendo quindi incontro alle necessità materne di recupero.

Se lo abituo al rooming-in, come farò poi a casa?

Dopo nove lunghi mesi di contatto strettissimo, il neonato ha bisogno di sentirsi vicino alla mamma. Anche a casa sarà perciò auspicabile, nei primi mesi, proseguire questo contatto, tenendo il piccolo a dormire con sè: non sarà un modo per dare vizi, dato che a questa età non esistono vizi ma bisogni!

Fonte: Opuscolo : “L’allattameno al seno del tuo bambino” – come e perchè.





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