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Come farlo studiare

Scritto da barbamamma il 11 Gennaio 2019

compiti a casa

I primi compiti a casa arrivano alle elementari. Quello sarà solo l’inizio perchè dalle medie in poi la strada si farà ancora più in salita. E ti ritroverai anche con i weekend “impegnati” perchè i tuoi figli devono studiare.

Se i figli degli altri ti sembrano tutti più preparati, intelligenti e giudiziosi dei tuoi sappi che… non è mai così. Non metterti a fare paragoni ma aiutali. Il che non vuol dire che devi stare con loro tutto il tempo, che li devi martellare o che devi urlare da mattino a sera. E’ sempre è solo una questione di metodo. Insegnagli a studiare.

Ti ricordi quando non si addormentavano? La routine di quando erano piccoli piccoli? Ecco, lo studio è molto simile, è una questione di routine e di metodo, soprattutto in vacanza.

Ecco alcuni consigli per facilitare la gestione dei compiti a casa:

  • Stimola tuo figlio a ripetere i compiti orali (poesie, tabelline) nei “tempi morti” (ad esempio durante i tragitti in automobile): è un’abitudine molto utile, nel tempo.
  • Concorda preventivamente con tuo figlio i momenti da dedicare allo svolgimento dei compiti a casa, compatibilmente con le esigenze complessive della vita familiare.
  • Non sederti accanto a tuo figlio per tutto il tempo, abitualo invece a stabilire con lui piccoli obiettivi, lasciagli il tempo di lavorare da solo e passa di tanto in tanto a verificare a che punto si trova.
  • Chiedi agli insegnanti di suggerirti come agire in caso di difficoltà da parte del bambino (alcuni insegnanti desiderano che i compiti giudicati “difficili” vengano lasciati in bianco per poi intervenire sulle difficoltà, altri preferiscono che i genitori aiutino i figli).
  • Dai sempre una grande importanza ai compiti a casa, non mostrarti mai svogliato nell’ascoltare tuo figlio che ripete una poesia o una tabellina e cerca di non anteporre altre esigenze all’esecuzione dei compiti: l’esempio è il primo maestro!
  • Se deve imparare delle parole nuove (anche in lingua straniera ad esempio), prova ad utilizzare il “trucco” dei post-it: usa un post-it colorato per ogni parola che deve imparare e faglieli incollare in giro per casa. Così, anche semplicemente girovagando, se li troverà davanti! (in realtà, già solo il fatto che si metta a fare i post-it è un’azione che aiuta nella memorizzazione dei contenuti).
  • Se vuoi evitare che tuo figlio passi l’ultimo giorno di vacanza “incollato” sui libri dalla mattina alla sera, elabora un piano di esecuzione dei compiti: valuta l’impegno complessivo per tutte le materie, suddividendole tra attività scritte ed orali. Suddividi le attività in un numero di giorni inferiore a quello delle vacanze, per riservare alcuni giorni di totale relax (ad esempio quelli delle festività, i sabati e le domeniche). Prevedi uno o due giorni di riposo ad inizio vacanza (utili per “defaticare” e per non smorzare l’entusiasmo per le vacanze). Prevedi uno o due giorni alla fine delle vacanze per ripetere i compiti orali e/o per rivedere esercizi che sono risultati particolarmente difficili. Concorda il momento della giornata da dedicare allo svolgimento dei compiti. ricorda: se tuo figlio è molto piccolo (6/7anni), è opportuno che il piano venga elaborato da te e successivamente condiviso con lui; se tuo figlio è più grande, è utile elaborare il piano insieme per insegnargli un metodo organizzativo che potrà nel tempo applicare autonomamente.

 





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